| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

⁠⁠⁠Solo una volta in serie A il Napoli aveva vinto entrambe le sfide esterne contro le milanesi in una singola stagione, era il campionato 1932/33, esattamente 84 anni fa e i partenopei già avevano grandi ambizioni di classifica; mentre allora il Milan undicesimo in classifica era un cantiere in costruzione come lo è tutt' oggi, l'Inter che portava ancora il prefisso "Ambrosiana" era la grande Inter di Giuseppe Meazza a cui poi guardacaso sarà intitolato lo stadio.

 

Il 5 a 3 con cui gli azzurri di mister Garbutt schiantarono a Milano gli interisti fu qualcosa di straordinario, una partita incredibile entrata di diritto negli annali; oggi invece lo striminzito 1 a 0 firmato Callejon e vecchio non più di un paio di giorni assume una risonanza notevolmente minore, e non certo per demeriti del Napoli...

 

Purtroppo questo è un "No Man" che forse avrei dovuto incominciare a scrivere esattamente un mese fa; era il 3 aprile e nella rocambolesca sconfitta a Milano per opera della Sampdoria si spegneva ogni velleità di sogno Champions in tinte nerazzurre.

 

Da quella fatidica sconfitta, nell' ultimo mese l'Inter è riuscita a raccogliere solamente un punto striminzito nel derby, dopo esser capitolata a Crotone, e prima di dover subire anche un' altra amara batosta dalla Fiorentina.

 

Domenica sera a San Siro si sono messi in mostra tutti i limiti fisici, tecnici e psicologici di una delle squadre più tormentate di questa Serie A; innanzitutto è eclatante l'atteggiamento quasi disinteressato dei giocatori scesi in campo, con alcuni già ampiamente con la testa sulle spiagge estive giapponesi e con altri, vedi Perisic, a tratti irriverenti quando si ha il pallone tra i piedi e quasi sempre afinalistici.

 

Purtroppo oltre a questi limiti psicologici nell'Inter stanno prendendo sempre più piede i numerosi problemi fisici, che hanno portato i nerazzurri a non riuscire a correre più come 5 partite fa; su questo aspetto hanno sicuramente influito i carichi di lavoro distribuiti da mister Pioli in modo tale da correre e vincere per 10 partite per poi crollare clamorosamente come sta accadendo ora.

 

Ultimo della lista ma non certo meno importante il limite tecnico tattico di questa squadra che messa in campo con il 4-2-3-1 si dimostra incapace di connettere al meglio i vari reparti, non riuscendo a servire nemmeno una palla decente al proprio capitano sempre più isolato lì in avanti.

 

Ora ad attendere la banda di mister Pioli c'è il Genoa, l' unica squadra a fotocopiare il pessimo ritmo di marcia nerazzurro... chissà che non sia proprio questa sfida tra disastrate a rilanciare un minimo le ambizioni e le velleità di classifica di almeno una delle due, scaraventando l'altra in un oblio sempre più profondo...

Varcaturese Doc., ma con il cuore platealmente in tinte nerazzurre; sono stato uno dei primi a cogliere per questioni di centimetri al volo la brillante idea di un amico, e a divenirne ben presto parte integrante.

Folgorato dall' amore per la beneamata, ma ancor prima per quello che è lo sport più bello del mondo, sarò ben lieto di accompagnare tutti voi in questo lungo viaggio, non mancando di sottolineare anche con un velo di sottile ironia tutto ciò che ruota intorno alla magica sfera che ogni domenica riempie in nostri cuori.

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