| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

"Non è possibile! Sempre a loro!"

di Tuccio 2010, 13 Marzo 2017

Ho voluto fare il titolo con le parole di Gigio che mi sembrano emblematiche e ancora una volta vi devo stupire ed essere controcorrente, sono sereno nel mio giudizio e devo dire che la Juventus ha meritato la vittoria senza ombra di dubbio, ci è stata superiore e ha tirato in porta una miriade di volte, il “rigore” viene assegnato nel prolungamento regolamentare del tempo di recupero e quindi perché non dovrei essere sereno?

 

La lucida disamina dell’opinionista continua con il rigore assegnato allo scadere, vero che il rigore non c’è assolutamente ma ce n’è nel primo tempo uno su Dybala, non era certo allo Stadium che dovevamo prendere punti anche se sarebbe stato bello, ma se Doveri e Massa avessero dato il primo rigore e non avessero dato l’ultimo sarebbe finita giustamente sempre 2 a 1 per i bianconeri.

 

Questo è e deve essere la lucida disamina della partita per il commentatore, noi dobbiamo osservare cosa ci manca per essere all’altezza della Juve e provare ad averla, attraverso il lavoro sul campo, la programmazione e gli investimenti, noi non possiamo e non dobbiamo confonderci con chi giustifica i propri errori scaricando la colpa sugli altri, noi siamo “milanisti”, una razza a parte.

 

Oggi ci mancano Bonaventura, Abate (Zapata è imbarazzante), Antonelli (De Sciglio vuole andare alla Juve e non si impegna) e un centravanti, domani contro il Genoa anche un difensore, un centrocampista e un po' di panchina, ma abbiamo in più un signore allenatore in tutti i sensi, il portiere ancora per poco perché Raiola ce lo porterà via.

 

Donnarumma e la sua famiglia sono tifosi del Milan, ma il destino è nelle mani del suo agente che mira a rinnovi sontuosi per i suoi assistiti senza badare ai paternalismi, quindi diventerà decisivo lavorare subito al prolungamento del contratto chiunque sia la proprietà o ci si metta il cuore in pace e si cerchi un nuovo portiere.

 

"Non è possibile! Sempre a loro!", il rigore si da quando la mano va verso il pallone (parole di Cesari), la distanza è ravvicinata, De Sciglio cerca di togliere il braccio e poi è il naturale movimento del braccio nella corsa, non è determinante perché davanti alla porta e dietro il braccio di De Sciglio c’era Vangioni, per non parlare che mancavano pochissimi secondi alla fine.

 

Qui finisce la lucida opinione e comincia la rabbia del tifoso, il rigore non è molto dubbio, non c’è per niente, lo dicono tutti tranne Massa, perché forse neanche Doveri era convinto, quelli della Juve lasciamoli stare, non hanno la sportività nemmeno di dire che il gol di Muntari è entrato, che il fallo di Juliano su Ronaldo era rigore e che non c’era calcio d’angolo perché l’ha toccata Bonucci.

 

Lo sport finisce quando vai o incontri la Juventus, per loro il regolamento dice che, in caso di dubbio, bisogna favorire sempre la Juventus, per carità è la più forte vince e vincerebbe sempre lo stesso, ma il fatto che si lamentino tutti a Torino come dice Sarri, non può essere che tutte le squadre siano fatte da pazzi, Napoli, Roma, Inter, tre indizi fanno sicuramente una prova, così ne faranno seimila di vittorie consecutive allo Stadium.

 

Quando incontri la Juventus ti rendi conto che è la più forte e che il risultato è giusto, ma esci dal campo sempre con la sensazione di essere stato trattato diversamente da loro, il predominio della partita e non del gioco per la Juventus è indiscutibile, sono i più forti ma senza gli episodi arbitrali non vincerebbero così tanto, la gara con il Porto è un esempio, se gli avversari non restano in dieci, la partita non la vincono mai.

 

I bianconeri accusano gli altri di non avere imparato a perdere, certo se gli arbitri non li fanno perdere mai, loro potranno mai imparare? e non si offendano se poi li accostano a squadre di campionati minori, visto che per vincere uno scudetto con quattro squadrette hanno bisogno di farsi aiutare dagli arbitri.

 

Un rigore generosissimo, cartellini e falli laterali chiesti con arroganza, continui capannelli di proteste attorno ad arbitro e ai collaboratori per qualsiasi episodio, a fine partita i rossoneri sono andati a circondare l’arbitro e come era successo con l’Inter, il Milan ora oltre alla beffa dovrà accollarsi anche le squalifiche.

 

Ad un rigore a tempo scaduto su Luiz Adriano in Fiorentina-Milan si era giustamente astenuto Orsato, ora non è che in un modo o nell’altro deve pagare sempre il Milan, intanto sicuramente alla prossima non ci saranno Sosa e Romagnoli, poi forse Bacca, Poli e Donnarumma, questo è il consueto ritorno da Torino e vale anche per altre squadre.

 

Questa la mia opinione da tifoso, ora chiuso il discorso “aiuti umanitari” torno a parlare della partita ancora serenamente, 50 o 51 punti cambia poco per la corsa all’Europa che il Milan continua a meritarsi sempre di più, così come lo meritano anche Inter, Atalanta e Lazio ad onor del vero.

 

Il Milan per tutto il primo tempo è stato succube della Juventus, dopo il gol di Bacca nel secondo tempo ha sempre cercato di rispondere colpo su colpo e ha avuto almeno quattro occasioni per segnare il secondo gol, resta comunque un piccolo (per organico e disponibilità) grande (per compattezza del gruppo, spirito di appartenenza e qualità di gioco) e splendido Milan.

 

Il Milan gioca bene ed è organizzato e preparato anche bene atleticamente, sono sempre concentrati su quello che devono fare in campo, anche se qualcuno non sempre ci riesce, il Milan non disdegna mai di attaccare anche sé adesso lo fa più in contropiede e si crea anche un bel po' di possibilità per segnare che sfumano per questioni di centimetri.

 

Montella è un signore, le sue interviste sono sempre pacate e di una lucidità disarmante, questo è il segno di uno stile, dello stile Milan. Ha saputo smorzare i toni e ha arginato l’incazzatura dei suoi giocatori, lo stile Milan ora deve continuare contro il Genoa, tutti uniti nella reazione sul campo, ora ci dobbiamo compattare ancora di più per la corsa europea.

 

Milan-Genoa e a Pescara, si ritorna virtualmente poi tre volte in casa con Palermo, il derby con l’Inter e l’Empoli, in trasferta a Crotone e scontro in casa con la Roma, poi l’ultimo e l’unico scontro diretto fuoricasa con l’Atalanta, Bologna a san Siro e infine a Cagliari per tornare in Europa.

 

Infine una piccola parentesi: Tavecchio è stato rieletto, in campagna elettorale aveva detto che voleva restare per finire quello che aveva cominciato, onestamente faccio fatica a ricordare cosa ha cominciato, tranne quello di coprire di soldi Conte e di dire che non si possono ridurre le squadre in serie A non ricordo altro.

 

Gli undici punti del programma di Tavecchio sono gli stessi di quattro anni fa e non è che non li ha finiti, non li ha mai cominciati, ora dice di volerci provare e ritorna alla carica: la riforma dei campionati con una Serie A a 20 squadre (sono ancora tante) con 2 retrocessioni, una serie B che gradualmente (ma quando?) passerà a 20 squadre con 2 promozioni e 3 retrocessioni.

 

Poi la Lega Pro da 40 squadre divise in due gironi, verrà introdotto il fair play finanziario (finalmente) dalla stagione 2018/2019, saranno aperti altri 180 centri federali e ci sarà un'apertura alle seconde squadre dei club di A in Lega Pro (era ora) senza che possano essere però promosse e retrocesse e senza che possano votare.

 

Non preoccupatevi, non accadrà niente di tutto questo, il calcio in Italia rimarrà sempre lo stesso, sarà sempre la brutta copia del nostro governo.

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