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Non GLI Resta Che Piangere: Vratislav Gresko

di Giovanni Cardone, 24 Luglio 2016

Vratislav Greško nasce a Tajov, in Slovacchia, il 24 Luglio 1977. Terzino sinistro, giocatore di tanta corsa, dotato di dribbling secco, sinistro preciso e soprattutto assist facile.

 

Impressiona positivamente Mister Tardelli il 29 maggio 2000 in occasione della partita Italia - Slovacchia dell'europeo Under 21. Nel settembre 2000 lo stesso Tardelli viene chiamato a sostituire Marcello Lippi sulla panchina dell' Inter, dove porterà con se, in "dote", il terzino slovacco per la modica cifra di 15 miliardi.

 

Gresko si presenta subito benissimo al pubblico nerazzurro, contribuendo con un assist all'esordio, nella vittoria per 2 a 0 sulla Roma; questa rimarrà però l'unica gioia in 18 presenze nerazzurre. L'anno successivo trova sulla panchina nerazzurra il "sergente di ferro" Hector Cuper, pronto a concedergli una fiducia incondizionata, nonostante le altalenanti prestazioni della stagione precedente.

 

Nella sua seconda annata nerazzurra Gresko totalizza 31 presenze tra campionato e Coppa Uefa, mettendo a referto un assist (contro il Venezia) e la bellezza di 1 gol, siglato in Uefa nel pareggio 2 a 2 contro l' AEK Atene: un magistrale sinistro secco da calcio piazzato che finisce dritto sotto l'incrocio dei pali.

 

L'Inter nel frattempo, anche grazie alle sue prestazioni, si accingeva a vincere meritatamente il suo 14° scudetto. Ma il giorno fatidico, quello che lo lascerà nelle memorie d tutti i tifosi interisti per il resto dei giorni, fu il 5 maggio 2002. Si giocava Lazio-Inter. Tutto era pronto.

 

Ma a trenta secondi dall'intervallo, con i nerazzurri avanti 2-1 e ormai padroni dello Scudetto, lo slovacco fu autore di un retropassaggio killer di testa a Toldo che si rivelò un assist per Poborsky che insaccò facilmente il gol del 2 - 2. L'episodio galvanizzò la Lazio ancora in corsa per un posto in Coppa Uefa e nella ripresa Simeone prima e Simone Inzaghi poi, regalano la vittoria ai biancocelesti per 4 - 2 che scucì dal petto ai nerazzurri uno scudetto ormai dato per vinto.

 

Chiudiamo l'articolo con uan curiosità: sia il Bayer Leverkusen (squadra dove Gresko giocava prima di venire in Italia) che l'Inter Bratislava persero lo scudetto all'ultima giornata nonostante i favori del pronostico. Null'altro da aggiungere se non... non GLI resta che... piangere!

 

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