| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Proposte per una Nuova Italia!

Giovanni Cardone, 14 Novembre 2017

⁠⁠⁠Finalmente la tanto attesa apocalisse è arrivata. I mondiali di Russia 2018 ci toccherà guardarli da casa continuando a rimuginare sugli errori di un calcio italiano ormai arrivato alla deriva.

 

Della partita è inutile parlarne, basta aprire un qualsiasi sito internet, o accendere una radio per essere tempestati di notizie riguardanti la nostra squallida nazionale; in questo articolo quindi più che mettere al patibolo gli imputati, preferisco scrivere, e proporvi delle soluzioni, dei progetti che potrebbero rilanciare il nostro calcio.

 

In Primis è assolutamente da risolvere la questione dei giocatori italiani che non trovano spazio nei loro club. Se anni fa si criticava un’ Inter scarna di giocatori azzurri, ora andando a guardare in casa Napoli, Juve o Roma ci si rende conto come i giocatori del bel paese si possano contare davvero sulla punta delle dita di una mano. Per risolvere tutto ciò si potrebbe imporre un numero minimo di nazionali da schierare in campo ad ogni giornata, pena una sanzione pecuniaria.

Volendo evitare questa regola quasi mafiosa, si potrebbe ricorrere ad una limitazione del numero di stranieri presenti in rosa, magari al massimo 11, costringendo tutte le squadre a puntare gioco forza sui giocatori sfornati dai propri vivai, e contemporaneamente non privandosi di talenti alla Dybala che hanno sempre calcato i nostri campi.

 

Con questa regola inoltre si avrebbe anche il vantaggio di incentivare le squadre di media bassa classifica a prendere e far crescere giocatori giovani per poi rivenderli ai grandi club.

 

Sono proprio le squadre di media bassa fascia le maggiori imputate di questa mancata crescita del calcio italiano; trovo infatti assurdo come in serie A giri sempre la solita cerchia di scarsi forestieri che cambiano continuamente casacca per rinfoltire i ranghi di squadre condannate prima o poi alla retrocessione, e per colpa di queste società che li continuano a scegliere, i nostri giovani non trovano mai spazio.

 

Basta guardare la difesa titolare della nostra under 21 per metterci le mani nei capelli: non c'è un ragazzo che giochi in un club di serie A, tutti in seconda divisione, e questo per una scuola di difensori come quella italiana è davvero un disonore.

 

Quindi in conclusione diamoci tutti un bel pizzicotto sulla pancia, lasciamo perdere inutili idee di globalizzazione che non ci hanno portato mai del bene, ritorniamo a formare piccoli giocatori con mentalità all' italiana, quella vera, dura come se fosse granito; limitiamo i nostri club cercando di darli un identità un po’ più tricolore, e vedremo poi con gli anni come questa data non verrà ricordata solo come quella della disfatta, ma forse magari come l' inizio di un nuovo ciclo.

 

 

 

 

Varcaturese Doc., ma con il cuore platealmente in tinte nerazzurre; sono stato uno dei primi a cogliere per questioni di centimetri al volo la brillante idea di un amico, e a divenirne ben presto parte integrante.

Folgorato dall' amore per la beneamata, ma ancor prima per quello che è lo sport più bello del mondo, sarò ben lieto di accompagnare tutti voi in questo lungo viaggio, non mancando di sottolineare anche con un velo di sottile ironia tutto ciò che ruota intorno alla magica sfera che ogni domenica riempie in nostri cuori.

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