| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Quanto dovrebbe costare la nostra passione?

di Mario Bocchetti, 10 Agosto 2018

Quanto dovrebbe costare la passione? Il nostro calcio sta perdendo pezzi. Purtroppo il pezzo che stiamo perdendo è quello dei tifosi. Gli stadi si svuotano, le Tv accrescono i loro pacchetti clienti e hanno un peso sempre maggiore sulle scelte della lega di serie A.

Qualche anno fa la Triestina, al Nereo Rocco, ha dipinto i propri tifosi per dare l’impressione in Tv di uno stadio pieno. Si letteralmente dipinti, i tifosi non c’erano. Al loro posto solo un enorme cartellone su cui erano stampati informi tifosi che dal loro caldo silenzio osservavano la squadra. A questo siamo ridotti. Siamo sul punto in cui nello stadio intitolato ad un Cavaliere della Repubblica per meriti sportivi, ci dobbiamo disegnare i Tifosi!

In molti però ci potrebbero anche dire che la nostra serie A ha avuto un aumento di 2500 tifosi nell’ultima stagione rispetto al campionato precedente, ma vedendo meglio i numeri ci accorgiamo che questo exploit ha avuto una città traino: Milano. Proprio la capitale economica del nostro campionato ha avuto in soli 12 mesi un aumento di circa 442 mila spettatori, capaci di aumentare la media nelle 190 partite della serie A di circa 2300 unità. Praticamente tutto l’aumento degli ultimi 12 mesi. Possibile che il Calcio in Italia debba essere non solo trainato, ma praticamente “mantenuto” solo dalle grandissime del nostro campionato?

 

In questi anni le due sorelle milanesi stanno tornando ai primissimi posti del nostro campionato dopo tante stagioni piene zeppe di delusione. L’aumento del numero dei propri tifosi si spiega con questo unico elemento. Allora perché stiamo perdendo pezzi? Perché non siamo in grado di migliorare il nostro movimento?

 

Semplice: perché lo stadio viene riempito dai tifosi che vogliono godersi uno spettacolo, le nostre “provinciali”, sempre più povere riescono ad attirare sempre meno calciatori capaci di alzare il livello dello spettacolo offerto. Nell’anno che la Juventus ha portato in Italia un campione del calibro di Ronaldo, l’Inter e il Milan hanno fatto un mercato sontuoso, la Roma e il Napoli continuano a promettere battaglia, l’indice degli spettatori in campionato sicuramente continuerà a salire. In molti urleranno di un miglioramento del nostro movimento, ma se ci mettiamo un attimo da vicino a vedere davvero cosa succede ci accorgiamo che mentre il mondo fa crescere le società calcistiche investendo su stadi, strutture e soprattutto sui vivai, si possono permettere di spendere per i migliori calciatori sul mercato e consolidare i propri affari, noi resteremo attaccati ai nostri piccoli progressi, ci sentiremo migliori e ce ne fregheremo di investire davvero su strutture e stadio, rendendo il nostro miglioramento effimero.

 

Ah dimenticavo, il Napoli per le sue beghe con il comune ha rinunciato alla campagna abbonamenti facendo fare una figura barbina al comune e ovviamente anche alla propria società scatenando l’ira dei tifosi (che cercavano uno sfogo per un mercato non all’altezza delle aspettative). E la Juventus chiede per la prima a Torino di Ronaldo 55 euro per le Curve e 180 per i distinti. Ma la nostra passione quanto deve costare?

 

Forzatamente bigamo (ma non lo dite in giro!). Divido il mio cuore tra la passione per la Napoletanità e il calcio. In molti mi definiscono un sognatore dalla maglia azzurra, ma allo stesso tempo sono convinto che Maradona non può fare i miracoli. Il mio amore incondizionato per la cultura che mi avvolge mi ha regalato una seconda Mamma, la mia città che mi accompagna e mi incoraggia in ogni mio scritto. In fondo anche Troisi disse: Chi ha detto che non è serio amare due donne nello stesso momento, o perder tempo per fare la formazione della propria squadra?

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