| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Segnali di risveglio

di Tuccio2010,  13 Novembre 2019

Il Milan ha realizzato una buona prestazione. Si è vista una squadra ordinata, attenta, propositiva e offensiva. Ha mostrato anche una maggiore personalità, magari per merito dei nuovi inserimenti, Bennacer in primis. Un punto in più in classifica non avrebbe cambiato nulla, ma questo Milan è piaciuto, deve solo confermarsi nelle prossime partite, facendo in tal modo un bel balzo in classifica.

 

il Milan oggi potrebbe avere almeno due punti in più in classifica, senza tanti cambi offensivi, come Leao per Paquetà contro la Lazio, Bonaventura per Krunic e Rebic per Paquetà contro la Juve.

Spero che Pioli faccia mente locale su questa situazione e faccia un poco il “provinciale” negli ultimi minuti. Dal momento che si chiude lo stesso dietro e non ha neanche una torre su cui appoggiarsi, visto che Piatek è sempre sostituito da Leao, il quale non ha caratteristiche da prima punta.

Stavolta non subiamo gol per uno sbaglio di Duarte. A discolpa del giocatore posso dire che in un gioco di squadra i gol si ricevono per un errore di reparto,  e in questo caso Romagnoli doveva uscire fuori dall'area di rigore. Avendo così la possibilità di fermare Dybala anche con un fallo, ma l’errore nasce perché Romagnoli non ha la copertura di Theo Hernandez, impegnato a preoccuparsi di Cuadrado, che doveva essere invece marcato da Rebic.

Questo ci dice che ancora non sappiamo fare le diagonali, e che la squadra non è simmetricamente equilibrata. La forza della difesa dell’anno scorso era Bakayoko,  ma a Gattuso non piaceva perché si difendeva con quattro difensori e due mediani, infilando tutta quella serie di inutili e scialbi pareggi.

 

Il salto di qualità per il Milan doveva essere un allenatore più propositivo, e non così sbilanciato. È sempre più chiaro che non abbiamo bisogno di accozzare giocatori offensivi, per essere costruttivi serve equilibrio. L’equilibrio di uno come Bakayoko, e forse il clima poco sereno tra Arsenal e Xhaka potrebbe venirci in aiuto.

In vista del mercato di gennaio, il nazionale elvetico Granit Xhaka, centrocampista 27enne dell’Arsenal, sembra sia in rotta e lontano da Londra già dalla prossima sessione di mercato. Si dice che sarebbe vicino ai rossoneri e che addirittura starebbe già cercando casa a Milano. È un centrocampista che trova la propria collocazione ideale davanti alla difesa. Giocatore molto ruvido e duro, è apprezzato per il suo temperamento, e dal punto di vista tecnico-tattico. È un giocatore con una esperienza internazionale (46 presenze tra Champions ed Europa League, 80 presenze con la nazionale svizzera),  con età ed esperienza giusta. Non è un calciatore molto veloce e agile, ma ha intelligenza calcistica.

 

Il suo inserimento potrebbe portare Pioli a rivedere il modulo della squadra, mettendolo accanto a Bennacer. Togliendo un po’ di spazio a Krunic e dato per scontata la cessione di Kessie, il nuovo modulo potrebbe essere il 4-2-3-1, o anche un 3-4-3.  Nel primo caso con Conti e Hernandez a completare i quattro, nel secondo i tre davanti a loro potrebbero essere Suso-Paquetà e uno tra Calhanoglu e Bonaventura.

Il Milan con Granit Xhaka, un giocatore di qualità ed esperienza risolverebbe il problema a centrocampo. Piatek invece ha bisogno di un alter ego, e il Milan di un’altra punta centrale, che oltre a segnare con più regolarità, dia esperienza al reparto e leadership.

 

Si indica il nome di Ibrahimovic, ma trentotto anni per Elliott sono troppi. La sua presenza sarebbe da sprono a tutta la squadra, un leader che in allenamento bacchetti i suoi giovani compagni.

Oltre alle trentotto primavere c’è un altro problema, anzi due: il primo è quello della titolarità,  perché Ibra non può essere messo in discussione, e l’altro è che da centrale nei tre davanti o da unica punta nel 4-2-3-1 non può giocare con testardi personalisti (Suso, Calhanoglu e Paquetà) o con esterni alti o bassi (Calabria, Conti, Hernandez, Suso, Rebic o Leao) che non mettono cross dal fondo.

Quindi che Piatek resti o che venga sostituito occorre ugualmente un’altra punta a gennaio, e Mandzukic sarebbe l’ideale per trasmettere grinta e carattere a una squadra molto giovane. Ibrahimovic resta in testa alla lista, seguito da Mandzukic, che la Juve ha messo fuori rosa, ma ha tanta voglia di giocare e dimostrare il suo valore. È un calciatore che ha ancora cattiveria agonistica e che sarebbe utile anche allo spogliatoio. C’è anche Mertens in uscita dal Napoli, trentatre anni e con caratteristiche decisamente diverse da Mandzukic e  Ibrahimovic. È in scadenza ma cerca un contratto ricco, andrebbe a sostituire più Suso che Piatek, con cui potrebbe giocare in coppia.


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