| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Spillo!

di Federico Lo Cicero, 01 Dicembre 2015

Talvolta la sarta prima di cucire un' orlo, prende il pantalone, misura la stoffa da accorciare e si delinea il marcamento usando degli spilli. Si infilano tra le strette maglie della stoffa con facilità. Lo spillo serve prima dell' ago. È lo spillo che si incunea intelligentemente per facilitare il lavoro della sarta. Anche nel calcio esiste chi punge a dovere le difese avversarie.

 

Se vi trovate sulle sommità di Colle Ceraso, sulla pianura pontina, nei pressi di Latina,scorgerete Sonnino. Ai più il paesino menzionato non dice niente. Ma il 28 Novembre 1955 prende i natali Alessandro Altobelli : "SPILLO".

 

Già fin da piccolo, era di struttura longilinea ed il più alto tra i suoi compagni di giochi. Manco a dirlo, il calcio era la sua passione, ma non disdegnava le corse in bicicletta e la lettura dei fumetti. La scuola non lo attira, ma gli piace lavorare, allora decide di andare a fare il macellaio in una bottega di Sonnino.

 

Sogna, fra un taglio ed un altro di emulare un giorno le gesta di Mazzola, suo grande idolo. Coltiva nel frattempo la passione per il calcio nella squadra del suo paese, dalle giovanili l'ascesa in prima squadra è fulminea.

 

Lo nota il Latina. Quel ragazzo smilzo ma intelligente e potente potrebbe divenire un grande centravanti. Nel 1973 passa proprio ai nerazzurri in Serie C. Nella sua prima stagione, l' esordiente Spillo, mette a segno 7 gol dei 15 totali della squadra, che mestamente retrocede in Serie D.

 

Subito rimbalzò la voce di un talento che potrebbe sbocciare nella periferia romana. Lazio e Roma iniziarono ad interessarsi a lui, ma tentennarono troppo, con un abile colpo da prestigiatore, il presidente del Brescia Oscar Comini lo ingaggia.

 

A 19 anni Altobelli poteva giocare in B con la maglia delle rondinelle. L' allenatore Pinardi nel primo anno non gli concede grande spazio, tant' è che segna solo 2 gol. Nel secondo anno cambiano il presidente, con l’arrivo di Renato Cavaliere, e l' allenatore, uno che di centravanti se ne intende: l'argentino Antonio Valentin Angelillo.

 

Le rondinelle sfiorano la promozione in serie A, giungendo al quinto posto in campionato, a due sole lunghezze dalle prime tre che salgono di categoria. Altobelli segna 11 gol, ma apre il gioco per i compagni. Con un altro giovane promettente, Evaristo Beccalossi inizia a creare un' intesa perfetta. Ma talvolta le aquile nel loro volo osano troppo, figuriamoci le rondini.

 

Ancora un cambio alla guida dei bresciani, nuovo presidente Saleri, Angelillo confermato ma la rosa in alcuni elementi rinnovata. Si spera nel salto. Ma la squadra non decolla. Alla ventesima giornata a San Benedetto del Tronto, con la sconfitta per 1-0 Angelillo viene esonerato. Al suo posto Mauro Bicicli. Spillo, segna 13 gol, andando oltre al record dell’anno precedente. La squadra si salva dalla retrocessione vincendo l' ultima partita contro il Catania per 4-1. In cui Altobelli non segna, ma entra in ogni marcatura. Il suo ultimo gol con la maglia delle rondinelle lo aveva segnato nella penultima gara interna al Rigamonti contro il Monza.

 

Si perché nell' estate del 1997, dopo la nascita della figlia ed il matrimonio con la fidanzata, l'Inter decise di puntare sul giovane "Spillo". Borsellino è il nuovo tecnico interista, la società ha deciso che era arrivato il momento di ringiovanire la squadra, acquistando anche Alessandro Scanziani dal Como e promovendo dalla "primavera" Giuseppe Baresi. Unico anello di congiunzione con il passato era Capitan Facchetti.

 

 

S.Siro, non è uno stadio qualsiasi. È la Scala del calcio. Il pubblico è esigente e vedendolo esile, non fu accolto molto favorevolmente. Al suo esordio Altobelli colpisce il palo con un guizzo di testa, ma il risultato finale vede la sconfitta interna (1-0) contro il Bologna. Il pubblico rumoreggia, ma Bersellini crede nel giovane attaccante. E il mese seguente l' Inter vince a Firenze 2-0 con doppietta di testa di Altobelli. Quella prima stagione in cui fa coppia con Muraro, mette a segno 14 gol, 4 dei quali in Coppa Italia, che alzerà l'8 giugno del 1978 nella finale contro il Napoli (2-1).

 

Al termine della stagione lascia anche Facchetti, l' ultimo rimasto della grande Inter. Nella stagione successiva arriva all' Inter Evaristo Beccalossi. E si ricompone il tandem bresciano. Arrivano anche il giovane attaccante, Aldo Serena, il mediano Pasinato e lo stopper Fontolan. L'Inter finì quarta in campionato. Spillo segna 19 gol in stagione (di cui 11 in campionato) ed inizia a conquistare S.Siro.

 

Nel 1979/80 Lo Spillo punge tantissimo. Eugenio Bersellini trova la quadratura della squadra: Beccalossi dietro le due punte Altobelli e Muraro (soprannominato quell' anno il Jair bianco), l'Inter trova la via del gol con facilità e lo scudetto arriva con 2 giornate di anticipo con il pareggio con la Roma per 2-2. Altobelli segna qualcosa come 15 gol in campionato e 22 in totale stagionale. A S.Siro si sono volatilizzati i residui fantasmi. La partita più bella di Spillo? Manco a dirlo: Inter- Juventus 4-0, in cui segna una tripletta.

 

Nella stagione successiva la squadra torna sulla terra, ma non Altobelli che mette a segno in stagione 17 gol. Rimane il rammarico della sconfitta contro il Real Madrid nella semifinale di Coppa dei Campioni. Altobelli sarà capocannoniere della Coppa Italia (9 gol), che l' Inter vincerà per la terza volta. Vittima il Torino: 1-0 a San Siro e 1-1( il pareggio di "SPILLO") al Comunale.

 

Riaprono le frontiere e l' Inter acquista Hansi Muller e Juary. Ma i risultati non furono soddisfacenti, Rino Marchesi sostituisce Bersellini. Un terzo posto e 22 gol all' attivo, ma trofei niente.

 

Gli anni seguenti passano tra alti e bassi della squadra, ma Spillo continua a segnare con regolarità, non meno di 15 gol e sotto la guida di Castagner raggiunge l' apice dei gol 25 stagionali nel 1984/85.Nella stagione 86/87 arriva sulla panchina interista il Vate degli allenatori italiani Giovanni Trapattoni. Spillo continuerà a segnare (19 gol stagionali) ma non ha un idilliaco rapporto con il tecnico di Cusano Milanino. Non sboccia l' amore.

 

E nella stagione 1987/88 mette a segno le ultime 16 reti in nerazzurro. Si perché chiede di essere ceduto. Su di lui piomba come un falco Boniperti che lo convince a fare la sua ultima stagione nella Juventus. Lascia l'Inter dopo 11 stagioni in cui ha segnato 128 gol in 317 gare. Alla Juve segna 4 gol in 20 partite, ma riportando anche un serio infortunio che non gli permise di esprimersi al meglio.

 

La sua ex squadra vincerà lo scudetto dei record. Luciano Ravelli, presidente del Brescia, gli offre di terminare la carriera da dove aveva iniziato.Gioca la sua ultima stagione nel Brescia, segnando 7 gol in 32 gare.

 

 

 

 

In Nazionale Enzo Bearzot lo convoca per la fase finale dell' Europeo romano, al posto dello squalificato Paolo Rossi nel 1980. Il suo esordio il 18 giugno 1980 in Italia- Belgio (0-0). Il suo primo gol in nazionale è il rigore nella sequenza finale per il terzo posto. Bearzot lo porta anche ai Mondiali spagnoli del 1982 con Rossi, Graziani, e Selvaggi.

 

Mondiale indimenticabile per Spillo, segna nella finale contro la Germania Ovest il terzo gol dopo aver saltato Shumacher. Si racconta che al suo gol, il Presidente Pertini, presente in tribuna, si alza ad esultare gridando: "Non ci prendono più, non ci prendono più".

 

Ai Mondiali del 1986 in Messico, Spillo si carica sulle spalle il peso della nazionale di Bearzot rivoluzionata. Mondiale finito agli ottavi di finale contro la Francia, ma segna 4 dei 5 gol azzurri nella manifestazione.

 

Silurato il "Vecio" sulla panchina azzurra arriva direttamente dalla Under 21 Azeglio Vicini. Ma Altobelli è uno dei pochi a rimanere in nazionale e ne è il capitano. Una nazionale giovane, piena di under 21, partecipa agli europei tedeschi, inchinandosi solo in semifinale all' U.R.S.S. di Lobanowsky. Il suo gol alla Danimarca nella rassegna sarà anche il suo ultimo in nazionale. Chiude con la maglia azzurra contando 61 presenze e 25 gol.

 

Altobelli è stato un grande attaccante, completo, possente ed agile, rapace ed opportunista in area di rigore, ma una cosa sorprendeva: la sua facilità nel risultare normale davanti ai giornalisti. Serio e professionale negli allenamenti, e cuore oltre l'ostacolo in campo. Altobelli quando segnava non aveva esultanza stravaganti, alzava la mano destra con il pugno chiuso e sorrideva. Ogni gol per lui era il suo mestiere, non un qualcosa di straordinario.

 

 

I giornalisti provarono a cucirgli addosso l' abito del salvatore e campione già a 22 anni al suo arrivo all' Inter. Ma lui subito si dimostrò una persona semplice e non un protagonista con forte ego.

 

-"All' Inter devo conquistarmi il posto, desidero appagare le aspettative dei tifosi e di coloro che mi hanno voluto all’Inter."-

ALESSANDRO ALTOBELLI.

 

 

 

© 2016 Una Questione di Centimetri. Tutti i diritti riservati. Il sito è interamente ideato e realizzato da Ciro Ruotolo e Mario Bocchetti.

L'immagine di testata (così come quelle originali, ove specificato) sono opera e proprietà di Martina Sanzi.