| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Stanley Matthews, il vero highlander del calcio

di Roberto Scalas, 29 Giugno 2015

“Non l’ho mai visto una sola volta con il fiato corto”. Con una frase Jimmy Armfield, ex difensore del Blackpool e della nazionale inglese, ci fa comprendere che atleta fosse Stanley Matthews.

Matthews ha segnato un’intera epoca del pallone e, nonostante abbia militato in club che noi italiani definiamo di provincia, ha mosso un grandissimo interesse nei suoi confronti in ogni angolo del mondo e qualsiasi tifoso di calcio avrebbe fatto carte false per poterlo ammirare.

Un uomo che ha trovato nella preparazione atletica e nell’alimentazione la sua arma vincente e che spiega la sua longevità che gli ha permesso di giocare sino all’età di 50 anni.

 

Una storia che iniziò nel marzo del 1932 quando, a soli 17 anni, esordì con la maglia dello Stoke City. Da predestinato, trascinò nella stagione successiva i “Potters” alla promozione in Prima Divisione dopo 10 anni di militanza nelle serie inferiori.

Una preparazione atletica stilata dal padre e un’alimentazione rigorosa con tanta frutta e verdura, ogni giorno succo di carota e il lunedì a digiuno, solo acqua (ben otto litri!), gli consentirono di diventare un’ala inesauribile e inarrestabile per qualsiasi avversario che gli valsero i soprannomi di “Wizard of Dribble” e “The Magician”.

Attirò folle immense ed era conosciuto in tutto il mondo nonostante non avesse vinto nulla, andò oltre alla notorietà che potevano dare le vittorie a dimostrazione della sua grandezza.

Si trasferì al Blackpool che certamente non puntava alla vittoria del campionato ma i “Tangerines” gli consentirono di conquistare il primo trofeo anche se probabilmente è più giusto dire che quella coppa i “Mandarini” la vinsero grazie al Mago del Dribbling.

Dopo averla sfiorata nel ’48 e nel ’51, la FA Cup del 1953 poté toccarla per davvero dopo una finale storica della competizione più vecchia della storia del calcio. Contro il Bolton Wanderers ci fu una lotta epica che vide il Blackpool recuperare lo svantaggio di 3-1 trascinata da Matthews, protagonista indiscusso della rimonta e autore dell’assist per il 4-3 finale. Quella finale fu ribattezzata come “The Matthews Final”, Stanley fu in grado di mettere in secondo piano Stan Mortensen, autore dell’unica tripletta messa a segno nella storia di una finale di FA Cup.

A 38 anni alzò al cielo la Coppa d’Inghilterra e tre anni più tardi sfiorò l’impresa di vincere il titolo inglese portando i “Seasiders” al secondo posto dietro il Manchester United di Matt Busby. In quell’anno, il 1956, nacque il Pallone d’Oro che Matthews, pur non vincendo nessun titolo nell’annata, fece suo grazie a tutto ciò che ha rappresentato per il calcio.

A 41 anni e 11 mesi, fece la storia del trofeo istituito da France Football, detenendo tuttora il record di vincitore più anziano.

The Magician è stato il giocatore più rappresentativo di un’intera epoca ed è riuscito per questo a mettere dietro fenomeni del calibro di Alfredo Di Stefano, Raymond Kopa e Ferenc Puskas.

Nel 1961 decise di chiudere il cerchio facendo ritorno allo Stoke City che riportò l’anno seguente in Prima Divisione, esattamente 30 anni dopo l’ultima promozione della quale fu protagonista ad inizio carriera.

Un mese prima di ritirarsi, fu nominato cavaliere dalla Regina per i servizi allo sport e il 6 Febbraio 1965 giocò la sua ultima gara Stoke-Fulham. A 50 anni disse basta con il calcio giocato e, nonostante una carriera lunghissima che ha abbracciato tre decenni, non ha mai ricevuto un cartellino giallo o rosso, eppure ha preso tantissimi calci da chi cercava di ostacolarlo: mai una reazione da parte di Sir Stan.

Chissà cosa avrà pensato Joe Smith, suo allenatore al Blackpool, che nel 1947 gli disse “Hai 32 anni, pensi di riuscire a giocare un altro paio di stagioni?”.

È stato protagonista anche con la maglia dell’Inghilterra giocando 54 gare e mettendo a segno 11 reti e fece parte delle spedizioni Mondiali del ’50 in Brasile e del ’54 in Svizzera.

L’Highlander del calcio morì il 23 Febbraio 2000 al’età di 85 anni. L’affluenza per rendergli omaggio fu immensa, nonostante gli anni trascorsi non è mai stato dimenticato. Le sue ceneri sono sepolte nel cerchio di centrocampo dello stadio “Britannia Stadium” di Stoke-on-Trent come sua volontà a suggellare un rapporto che non avrà mai fine con la squadra della sua città.

Pelé su Matthews disse: “Ci ha insegnato il modo in cui il calcio deve essere giocato”.

E se lo dice O Rei…

 

 

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