| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Storie di Calcio: Jaap Stam

di Antonio Sorrentino, 17 Luglio 2017

Nel calcio, quando si conosce il nome di un giocatore spesso, a volte con presunzione, ci si aspetta un determinato comportamento tattico o personale. Ma, tante volte, anche quando non si conosce un giocatore si finisce per ipotizzare determinate caratteristiche personali e comportamentali. Ad esempio, ai tempi di Luis Nazario de Lima Ronaldo, conoscendolo prima o poi ti saresti aspettato uno scatto bruciante, condito da tante finte capaci di mandare al bar pure il portiere più forte al mondo o il difensore più arcigno. Allo stesso tempo, pur non conoscendo un giocatore, talvolta guardandolo in volto riesci a leggere cose che poi troveranno conferme sul rettangolo verde.

 

Il protagonista della storia narrata in quest’articolo è un ragazzone olandese, all’anagrafe Jakob Stam, classe 1972. Come anticipato nel paragrafo precedente, spesso guardando un giocatore che non conosci può leggere alcune doti come carisma, leadership, cattiveria agonistica; se invece si guarda in faccia Stam, si capisce che siamo di fronte ad una persona che è meglio non far arrabbiare, con uno sguardo da guardia che è pronta a sedare una rissa.

 

Dietro molti campioni, spesso si cela una storia strappalacrime, che simboleggia il riscatto da condizioni difficili: questo però non vale se si considera il caso di Stam, figlio di un carpentiere in una famiglia con tre sorelle ed una madre casalinga. Come tutti i bambini, anche il piccolo Stam ha iniziato la sua storia calcistica calciando un pallone per le strade cementate di Kampen, piccola cittadina olandese, sognando di calcare palcoscenici prestigiosi come l’Amsterdam Arena dell’Ajax oppure il De Kuip di Rotterdam, che ospita le partite interne del Feyenoord. Ma come è arrivato il giovane Jakob a diventare l’idolo di tante tifoserie? Andiamo a scoprire qual è stata la fortuna di Stam, ovvero come il suo talento ha incontrato l’opportunità di potersi mettere in gioco nel mondo del calcio.

 

I primi anni di Stam nel calcio giocato vengono trascorsi nella Eerste Divisie, la seconda categoria olandese per importanza dopo la Eredivisie. Nel 1992/93, Stam è uno dei perni della rifondazione dello Zwolle, che in quella stagione sfiorerà la promozione in Eredivisie mostrando un calcio divertente e spregiudicato.

L’esperienza successiva di Stam in Eredivisie è al Cambuur, dove si metterà in evidenza segnando 4 reti in due stagioni. Dopo una breve parentesi al Willem, nell’estate del 1996 le porte di un top club olandese si aprono per l’allora sconosciuto Stam: sarà infatti il PSV di Eindhoven ad assicurarsi le prestazioni del promettente centrale difensivo. L’acquisto suscita perplessità, in quanto il ragazzo proviene da una categoria inferiore ed ha ormai 24 anni: tali perplessità vengono spazzate a suon di prestazioni sontuose del giovane Jaap, che in due stagioni totalizzerà 76 presenze arricchite da uno score di 11 reti, negli anni in cui il PSV si è aggiudicato per ben 2 volte la Johan Crujff Schaal (Supercoppa d’Olanda) . Numeri da capogiro per un difensore centrale, che gli sono valsi l’interessamento del Manchester United di Sir Alex Ferguson, ai tempi forse la squadra più forte in Europa.

 

Da sopraffino intenditore di calcio con una mentalità vincente, Sir Alex osserva Stam e nota caratteristiche peculiari come la leadership difensiva e la solidità, che tradotte in fatti concreti significavano che dalle sue parti non si passava. Con le buone o con le cattive, dettaglio comunque poco significativo. Fu così che Stam si ritrovò catapultato nell’olimpo del calcio, firmando nell’estate del 1998 per i diavoli rossi del Merceyside. Nella prima stagione di Stam in Inghilterra (1998/99), il Manchester United fa razzia di trionfi, vincendo la Champions League nell’inverosimile finale contro il Bayern Monaco, nonché portando a casa il titolo di Campioni d’Inghilterra e la FA Cup. Il palmares di Stam si arricchisce con una Premier League vinta nella stagione 1999/2000, e in quegli anni Stam è notevolmente migliorato come difensore, riuscendo ad abbinare una notevole prestanza fisica nelle marcature ad una buona tecnica di base, che gli ha consentito anche di essere il riferimento iniziale per la manovra dei diavoli rossi.

 

 

Ad Euro 2000, Stam è il leader difensivo della nazionale olandese, ed in questi europei viene ricordato per due episodi. Nella partita inaugurale contro la Repubblica Ceca, Stam si rompe l’arcata sopraciliare, ed è costretto ad uscire dal campo per farsi medicare: a questo punto si entra nella storia, dato che Jaap si fa ricucire l’arcata malandata e torna in campo, come se nulla fosse successo. Il secondo episodio riguarda la per noi fortunata semifinale di Euro 2000: nella serie dei rigori, Stam si presenta con personalità sul dischetto, pur non essendo uno specialista, e calcia con potenza il rigore, che finirà alle stelle. In questo caso, comunque, Stam ha dimostrato un atteggiamento che denota maggiore personalità rispetto a giocatori che hanno sbagliato rigori ad Euro 2016 in un quarto di finale. Un altro episodio da ricordare nella sua carriera è relativo alla finale di Supercoppa Europea della stagione 1999/2000: nella sfida tra Manchester United e Lazio, si verificano scintille tra Stam e Simone Inzaghi, con il primo che avrà modo di chiarire in un’intervista che “non capiva le parole di Simone Inzaghi ma osservava i gesti, affermando che i Teletubbies sarebbero stati una minaccia più credibile rispetto a quella dell’attaccante laziale.”

 

 

La permanenza di Stam in Inghilterra si interrompe nell’estate del 2001, quando si trasferisce in Italia per giocare nella Lazio. I primi sei mesi nella capitale italiana sono piuttosto bui per Stam, che fatica ad ambientarsi in Italia e gioca soltanto poche partite, ma la vera mazzata è data dalla positività al nandrolone dopo Atalanta – Lazio del 13 Ottobre 2001, che gli costa una squalifica di 5 mesi, poi ridotta a 4 mesi. Dopo questo inizio tutt’altro che indimenticabile, Stam comincia ad ambientarsi nella Lazio e, con Sinisa Mihajlovic, forma una coppia difensiva che è autentica garanzia di solidità. Stam si fa ammirare non solo per le prestazioni eccellenti come difensore, ma anche come cecchino su punizione: infatti, le sue punizioni battute rasoterra e con estrema forza hanno rappresentato un incubo per molti portieri, in quanto Stam era dotato di un tiro molto forte, come abbiamo avuto modo di accorgerci nell’Europeo del 2000. Tuttavia, le punizioni con la Lazio spesso hanno avuto esito migliore di quel rigore calciato alle stelle. Un episodio da ricorsare dello Stam laziale è la lite con Parente durante Lazio – Ancona: dopo un contrasto di gioco, i due vengono a contatto con Stam che mima lo gesto dello strangolamento su Parente, che anni dopo dirà che, a parti invertite, avrebbe ricevuto una pesante squalifica. Stam rimarrà alla Lazio fino all’estate del 2004, arricchendo la sua non povera bacheca con un altro trionfo, ovvero la Coppa Italia nella stagione 2003/04.

 

Nelle due stagioni successive, Stam gioca nel Milan. Dopo un infortunio iniziale, Stam si inserisce perfettamente nei meccanismi difensivi rossoneri, realizzando anche un gol pregevole contro l’Inter nel quarto di finale di Champions League 2004/05, partita poi vinta a tavolino per 3-0 dal Milan a causa di un fumogeno che colpì alla spalla il portiere rossonero Dida.

 

 

La permanenza di Stam nella Milano rossonera dura fino all’estate del 2006, dopo che la dirigenza rossonera aveva accettato la richiesta del giocatore di tornare in Olanda per motivi familiari. L’ultima esperienza di Stam come giocatore fu quindi all’Ajax: la scadenza del contratto di Stam era prevista per Giugno 2008, tuttavia il colosso olandese aveva annunciato il ritiro a fine Ottobre 2007, tormentato da continui guai fisici che ne limitavano il rendimento e la presenza in campo.

 

Dopo una serie di esperienze come allenatore in seconda ed osservatore, Stam è diventato l’allenatore del Reading. Ed anche se la squadra dovesse trovarsi in difficoltà, basterà uno sguardo torvo per poter rimettere in riga l’ambiente. Perché uno della tempra di Stam, quando si ritrova faccia a faccia con undici giocatori in crisi o svogliati, penserà: “Ah, ma quanto erano duri i tempi in cui fronteggiavo i bulletti per le strade di Kampen”.

 

 

 

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