| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

The Man of The Week: L'allenatore Crocerossina!

di Mario Bocchetti, 13 Febbraio 2017

In Italia non esiste più l’educazione...

 

Quante volte un perfetto sconosciuto ci ha rivolto la parola e noi abbiamo fatto finta di non sentire o al massimo ci siamo limitati a fare un timido cenno con la testa troppo frettoloso. E pure per recuperare il nostro antico spirito di accoglienza e soprattutto di unità nazionale tutti dovremmo “metterci a disposizione” di un perfetto estraneo che cerca in tutti i modi di iniziare a parlare con noi.

 

Vedete questa settimana il primo a dare un vero segnale di risveglio, si perché in fondo bisognerebbe dare solo nuovi stimoli ai giovani di oggi per migliorare il mondo intero, è stato un allenatore di calcio. Avete letto bene, proprio dal tanto amato e odiato campo di calcio che tanto osteggia e mina il bon ton potrebbe arrivare la svolta!

 

Non sappiamo bene come sia andata, ci sono varie leggende e indiscrezioni che parlano del motivo che hanno spinto il nostro umile allenatore a fare questo gesto, c’è chi giurerebbe su una promessa fatta alla nonna sul letto di morte: “Nonnina ti prometto che farò sempre il bravo”; c’è invece chi, come un novello Muzio Scevola, rischierebbe l’integrità della propria mano parlando di un messaggio arrivato sul suo cellulare da parte della Mamma che chiedeva al figlio un po’ di rispetto per le altre persone, in fondo è maleducato non guardare chi ti parla; c’è anche, e questa è la versione più accreditata, chi parla del vicino di Mister Spalletti, il Signor Cioni, proprio quelle delle galline, che ha invogliato l’allenatore ad essere più gentile con i tifosi avversari. Fatto sta che Lucianone dopo aver avuto a più riprese l’invito di scoprire l’etimologia e il significato reale dell’offesa italiana più conosciuta al mondo, il classico Vaffa, e esser stato accusato di aver mandato in bancarotta il barbiere della propria cittadina, si è messo a disposizione di un tenero tifoso che voleva distinguersi dalla massa!

 

Si, si è proprio messo a disposizione: questa persona per oltre dieci minuti non si è unito ai cori della proprio settore, ma ha iniziato ad insultare pesantemente il Combattente di Certaldo, coniando insulti del tutto personali e pieni di spirito di iniziativa e lui per non scoraggiare la vena “artistica” dello spettatore si è girato per guardarlo negli occhi, quasi a volerlo incoraggiare e più gli insulti continuavano più Mister Spalletti era contento: era riuscito nell’intento di aiutare il classico tifoso medio presente sui nostri stadi. Anche se con la tuta di un altro colore Luciano ha aiutato un tifoso. Queste sono le soddisfazioni che un vero uomo di campo vuole togliersi.

 

Nel dopo partita è stato lo stesso allenatore a spiegare che il suo girarsi verso questo signore era davvero un gesto d’amore: allontanarsi per oltre un minuto dalla partita, non seguire più quello che succedeva per dare gloria ad una persona che nella sua vita avrà solo un minuto e mezzo di gloria riflessa dalla pelata di un uomo che con l’ironia ha saputo vestire i panni di un’inedita crocerossina, che ha cercato in tutti i modi di salvare milioni di ragazzini dalla sindrome del tifosotto medio. La nostra speranza è una sola: quando i papà hanno visto o vedranno queste immagini dicano ai propri figli: “Allo stadio si va per fare il tifo per i tuoi colori o per fare queste figure di merda!”

 

Grazie Luciano.

 

Forzatamente bigamo (ma non lo dite in giro!). Divido il mio cuore tra la passione per la Napoletanità e il calcio. In molti mi definiscono un sognatore dalla maglia azzurra, ma allo stesso tempo sono convinto che Maradona non può fare i miracoli. Il mio amore incondizionato per la cultura che mi avvolge mi ha regalato una seconda Mamma, la mia città che mi accompagna e mi incoraggia in ogni mio scritto. In fondo anche Troisi disse: Chi ha detto che non è serio amare due donne nello stesso momento, o perder tempo per fare la formazione della propria squadra?

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