| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Una vittoria per l'Europa

di Tuccio 2010, 21 Febbraio 2017

Il 20 febbraio 1986 Berlusconi acquistava il Milan da Giuseppe Farina, ripianò il deficit economico salvandolo dal fallimento e da lì iniziò un periodo di grandi successi che portarono in rossonero 28 trofei di cui 13 internazionali, 2 Coppe Intercontinentali, 1 mondiale per club, 5 Champions, 5 Supercoppe europee e 15 nazionali: 8 scudetti, 1 coppa Italia e 7 supercoppe di lega, 31 anni e 11 giorni dopo il Milan dovrebbe passare in mano alla SES.

 

Intanto nell’ultima partita da proprietario del Milan, sono arrivati tre punti pesantissimi conquistati contro una diretta avversaria per l’Europa tornando a vincere a San Siro, con un primo tempo giocato abbastanza bene e una ripresa invece di sofferenza, costringendo Montella ad alzare un muro per difendere il successo.

 

Con 44 punti sempre a 4 punti dalla coppia Inter-Atalanta che occupa il quarto posto e a 3 dal sesto posto occupato dalla Lazio, il Milan resta aggrappato al treno europeo, era importante vincere per dare un segnale alle rivali e a se stessi e non importava come, visto l’impossibilità di scegliere specialmente in difesa.

 

Il Milan torna a vincere uno scontro diretto ma è stato un Milan dai due volti, bello, arioso e tambureggiante nel primo tempo, mentre nel secondo tempo complice il calo fisico, i viola hanno conquistato il pallino del gioco facendoci soffrire maledettamente, per fortuna senza riuscire a costruire troppi pericoli eccetto un'occasione sprecata da Sanchez.

 

Il calo fisico del secondo tempo è stato sopperito magistralmente dalla tenuta mentale, anche sé in questo momento la squadra ha bisogno di mettere un po’ di benzina nelle gambe, per affrontare al meglio la corsa all’Europa, perché ora più che mai chi si ferma è fuori.

 

Il Milan sta cercando di andare oltre (errori arbitrali compreso), Bacca ha avuto l’ennesima opportunità per riprendersi un posto da protagonista ma non l’ha sfruttata e la sua indole poco propensa al sacrificio, ha fatto sbottare il pubblico di San Siro che lo ha fischiato sonoramente. Che non fosse funzionale al gioco di Montella si è visto subito, ma è pure vero che un giocatore come lui non può essere così completamente assente nella squadra, sbagliando anche le cose più semplici. In estate le strade del Milan e di Bacca sicuramente si separeranno a favore di un centravanti più prolifico è più adatto al gioco rossonero, tanto che il budget di mercato della prossima estate è stato aumentato da 120 a 150 milioni.

 

Soldi che Fassone e Mirabelli dovranno sfruttare al meglio per costruire una squadra importante, nomi che dovranno affiancare: Donnarumma, Abate, Romagnoli, De Sciglio, Kucka, Buonaventura e Suso, che Mirabelli sta seguendo per fare un organico di qualità e colmare con Keita, Aubameyang e Moussa Sissoko, i buchi di questo Milan.

 

Fassone e Mirabelli in questi mesi hanno già girato per stadi a vedere partite, il Milan potrà tornare grande ma il prossimo anno non è detto che non si commettano errori. Il prossimo anno si getteranno le basi per un grande futuro, se non vorremo tutto presto e subito potremmo tornare davvero ad essere grandi.

 

31 anni di Milan di Berlusconi non si cancellano con un closing, bisognerà creare un sistema di società vincente e per questo c'è bisogno di tempo, servirà fare scouting senza puntare alle “figurine” a parametro zero, a cui il Milan ha dovuto ricorrere negli ultimi anni e a proposito di “comparse” ieri contro la Fiorentina, si è visto un Sosa confermare le ottime impressioni già mostrate ultimamente.

 

A fargli da contraltare Locatelli attualmente in fase calante, tutto nella normalità per un ragazzo così giovane e all’esordio, importante in questo periodo del campionato la naturale esperienza e l’adattamento al ruolo di regista insolito per Sosa, nato trequartista si sta riadattando ad una posizione davanti la difesa, ma questo sicuramente non basterà per la conferma.

 

Il Milan avrebbe individuato come possibile successore e rinforzo il 28enne francese del Tottenham Moussa Sissoko, vista la grande concorrenza per Franck Yannick Kessie dell’Atalanta, il giocatore però vuole capire che tipo di squadra vuole allestire la nuova società rossonera.

 

Si parla tanto di Bernardeschi della Fiorentina ma come Kessie la concorrenza è spietata, più probabile che possa arrivare Keita della Lazio o addirittura Alejandro Gomez dell'Atalanta, è inutile dirvi che io tra tutti preferisco Bernardeschi tutta la vita, a centrocampo con Kessie o Sissoko accanto a Bonaventura il terzo centrocampista potrebbe essere uno tra Kramer e Dahoud del Borussia Monchengladbach, mentre per l’attacco non si perdono di vista i due doriani Muriel e Schick.

 

Occorre però non dimenticare che dopo tante belle giocate, per Deulofeu in prestito dall’Everton ci potrebbe essere la possibilità di restare, così come la stessa cosa si può dire per Pasalic, altra trattativa interessante quella del giovane Nicolò Barella del Cagliari, centrocampista classe 1997 che si sta mettendo in mostra in questa stagione e che a me piace moltissimo, un altro giovane da lanciare con un futuro da campione.

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