| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Unico Obiettivo: Reagire

di Mario Bocchetti,  01  Settembre  2019

Non sempre nella vita tutto quello che arriva è frutto delle tue capacità. Spesso nello sport,  come nella vita, il fattore fortuna decide le sorti di un evento. In quello stesso stadio abbiamo sognato per un goal del gigante della difesa, oggi torniamo a casa con le ossa rotte ma con tanta consapevolezza.


L’unico vero rammarico è che la gara sia arrivata troppo presto. La partita ha visto 7 reti, tanti colpi di scena, un finale infausto (o incredibile, a seconda dei punti di vista), ma poco spettacolo vero per gli esteti del calcio e poca intensità. Il Napoli ha confermato tutte le difficoltà palesate con la Fiorentina: ancora scarsi automatismi tra i reparti e una difesa da registrare; la Juventus ha palesato la scarsa condizione atletica, rischio calcolato da Sarri e staff in fase di preparazione.


Fino al tre a zero di Ronaldo, un po’ spento in questa partita (tanto per rimarcare lo scarso spettacolo), il Napoli ha scelto di fare da vittima sacrificale: nessuno correva, nessuno si ricordava il colore della maglia che aveva addosso e nessuno che sputava sangue per il risultato. Poi la Juve ha iniziato a lasciare campo proprio quando il Napoli iniziava a crescere di consapevolezza e il fato ha voluto che tre volti nuovi hanno cambiato le sorti della partita: le palle inattive per una volta sembravano aver sorriso al Napoli, poi è arrivato Lozano che agli esordi è una sentenza. Il Napoli l’aveva rimessa in piedi e aveva spaventato lo stadium. Ma non era ancora il Napoli che abbiamo imparato ad amare, non è mai stata neanche lontanamente la squadra che può ambire allo scudetto, per il momento il pareggio però poteva bastare. Ma il fato ha un vestito bianco e nero troppe volte e da una palla innocua arriva la doccia fredda che ormai non meritava più. L’autogol è toccato al migliore giocatore azzurro per distacco, forse l’unico vero Top player, come va di moda in questi anni.


Ai punti forse hanno anche meritato visti i nostri errori madornali, ma perdere così fa male. Potrebbe abbattere chiunque, se fossi in Ancelotti salterei la parte in cui si rivedono tutti gli errori al video. Il Napoli ora deve riversare tutta la cattiveria agonistica che ha in corpo nelle prossime partite, dopo la sosta inizierà il vero campionato, con la speranza che la brillantezza possa lavare via tutti questi errori che ci sono costati sette reti in sole due gare.


Il tifoso Verace, come si dice alle mie latitudini,  ora pensa al sogno che vorrebbe vivere alla fine di questo campionato, e al netto degli errori il Napoli ha dimostrato che può giocarsela con tutti vista anche la grande consapevolezza che si intravede nei ragazzi azzurri. Forse, a poche ore dalla fine del mercato, bisognerebbe trovare la chiave per riavvicinare i tifosi allo stadio, manca quel piccolo desiderio di Ancelotti, quel piccolo colombiano capace di scaldare i tifosi e soprattutto riportare la marea azzurra al San Paolo e sommergere con la propria spinta qualche squadra ostica che cerca in tutti i modi di resistere ai colpi degli uomini di Ancelotti.     

Forzatamente bigamo (ma non lo dite in giro!).  Divido il mio cuore tra la passione per la Napoletanità e il calcio. In molti mi definiscono un sognatore dalla maglia azzurra, ma allo stesso tempo sono convinto che Maradona non può fare i miracoli. Il mio amore incondizionato per la cultura che mi avvolge mi ha regalato una seconda Mamma,  la mia città che mi accompagna e mi incoraggia in ogni mio scritto.  In fondo anche Troisi disse: Chi ha detto che non è serio amare due donne nello stesso momento, o perder tempo per fare la formazione della propria squadra?

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