"Welcome to hell"

"Welcome to Hell"

di Giovanni Cardone, 30 Marzo 2016

"Welcome to The Hell" può sembrare il titolo di un film, forse è il titolo di una canzone dei Sum41, sicuramente si tratta di 4 parole che quando le senti ti restano ben impresse nella testa; se le ricorda ancora Sir Alex Ferguson, che il 3 novembre 1993 fu accolto con questo striscione al suo arrivo ad Istanbul.

Per la cronaca erano gli ottavi di finale di Champions League, e all' andata all' Old Trafford i turchi erano riusciti a strappare un incredibile 3 a 3, tutto si giocava ad Instanbul e l' atmosfera sembrava surreale...

 

I tifosi lo avevano avvisato, e il colore dell' inferno è il rosso, ed è così che complice qualche fumogeno di troppo "legalmente" introdotto nello stadio, il tappeto verde si presenta contornato di fumo, quasi non si respirava, sembrava che lo stadio avesse preso fuoco, si riusciva solo a sentire il grido di battaglia Turco.

"It was the Hell" basta riportare queste dichiarazioni di Sir Alex per poter farvi intuire come fosse poi andata a finire...

 

I supporters del Galatasaray ci hanno da sempre abituato a spettacolari coreografie in 3D e ad un incredibile tifo assordante e incessante creando un clima surreale all’interno dello stadio, fortemente motivante per i propri giocatori, e altrettanto estremamente spaventoso per gli avversari!

 

Curioso il fatto che questa caldissima tifoseria detenga la bellezza di 2 incredibili record.

Il primo di questi farebbe invidia a qualsiasi gruppo rock; il loro, infatti, è il tifo più rumoroso d’Europa: ben 131,76 decibel, certificati dal Guinness dei primati il 18 marzo del 2011, nel derby contro il Feberbahçe. E se qualcuno si sta chiedendo se 130 decibel è un rumore forte, basti pensare che i medici fissano la “soglia del dolore” dell’orecchio umano a 120/125 decibel e che un Jet in fase di decollo raggiunge "appena" 130/135 decibel.

Il secondo incredibile record turco è invece quello dello striscione più lungo mai esposto in uno stadio, la bellezza di 315 metri, praticamente un giro di stadio, esposto durante un derby con il Feberbahçe.

 

Istanbul è infatti sede di uno dei più agguerriti derby del calcio, la città dove l’oriente incontra l’occidente, l’Asia incontra l’Europa, il Fenerbache incontra il Galatasaray. Queste due squadre hanno una rivalità di lunga data che fa sì che la passione dei tifosi si riversi per le strade sfociando il più delle volte nella violenza.

Le tifoserie delle due squadre, KFY (Kill for you) e ultrAslan, si scontrano regolarmente per le strade di Istanbul brandendo l’arma prediletta dei tifosi turchi: il coltello.

 

ultrAslan, si scrive proprio così, con la u piccola e la A maiuscola, deriva dalla fusione di due parole, ultras di cui tutti conosciamo il significato, e Aslan che significa leone ovvero il simbolo del Galatasaray.

Questo temibilissimo gruppo organizzato fu creato nel 2001, in occasione del ritorno dei giallorossi allo stadio Ali Sami Yen, raccoglie sotto un unico nome tutti gli storici gruppi di tifoserie del Gala, compresi i fanatici ex componenti del gruppo Kapali, che salì alla ribalta sulle prime pagine delle testate giornalistiche per i fatti di Leeds nella semifinale di coppa Uefa del 2000, con il risultato finale di 25 arresti ma soprattutto 2 morti accoltellati in Piazza Taksim ancora prima della partita.

 

Sciagurati eventi che si ripeterono anche in occasione della finalissima contro l' Arsenal, con i turchi che misero a ferro e fuoco Copenaghen, impegnandosi in scontri in cui furono coinvolti anche i gruppi violenti delle tifoserie di Leeds, Chelsea, Glasgow Rangers, Cardiff e Swansea, con l' intento di vendicare gli inglesi morti qualche giorno prima.

Violenza che si ripresenta anche dopo la fusione, con gli ultrAslan pronti a far vivere una notte di terrore il 22 ottobre 2014, in occasione della gara di Champions league, ai supporters del Borussia Dortmund, che dopo aver schiantato i turchi in campo con un perentorio 4 a 0, si ritrovano facili prede della follia turca.

 

La scia di sangue lasciata dagli ultrà di Istanbul però purtroppo non si limita solo al calcio...

Il 24 novembre, dopo l'uccisione di un tifoso della squadra di basket della Stella Rossa di Belgrado, gli hooligans del Galatasaray mostrarono uno striscione in cui chiedevano chi sarebbe stato il prossimo a morire tra i supporter dell'Olympiacos di Atene, del Partizan di Belgrado e del Cska Mosca.

 

Follia pura, che purtroppo rischia di oscurare quella che è la vera passione che il tifosi turchi mettono a servizio della propria squadra, passione che fa della tifoseria giallorossa forse il dodicesimo uomo più temuto al mondo...

 

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