| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |


Tutto da rifare

   di Tuccio2010,  15 Marzo 2020

Anche se Maldini e Massara hanno già parlato con Gazidis il vaglio delle loro posizioni dovrebbe essere trattato in estate, quando l’onda emotiva del virus e della bomba Boban si sarà calmata. Da quello che al momento si intende la proprietà non vorrebbe rinunciare a Maldini, anche se eventualmente si rimetterà alle sue decisioni.

Non ci saranno per ora colloqui o incontri, e la situazione di Rangnick non è poi così fluida come si pensava, si sa che lascerà comunque la Red Bull. Elliott gli ha già fatto un contratto che prevede pure delle penali, ma visto l’ambiente che si è venuto a creare al Milan, il manager tedesco comincia ad avere qualche perplessità. Si fortifica in tal modo la posizione di Pioli per la prossima stagione, probabilmente ancora con Maldini e Massara.


La notizia che arriva dalla Germania è che per il momento Rangnick non sembra essere interessato alla proposta del Milan, avanzata dopo la vergognosa sconfitta di Bergamo, facendo accelerare così il ritorno di Ibrahimovic e l’incontro segreto con Rangnick, in cui si era raggiunto un accordo. Una scelta, quindi, dettata dal momento e di cui a quanto pare nessuno è più convinto, Rangnick potrebbe non accettare più il ruolo di allenatore e direttore sportivo.

Da qui nasce tutto il casotto che ha dato il colpo di grazia al Milan, proprio quando molto faticosamente si stava per rialzare. Ovviamente non conosco Rangnick ma sono informato dei suoi risultati e questi danno l’impressione di un allenatore di grande personalità. Ha idee chiare e particolari, chi lo conosce lo ritiene deciso e determinato, in grado di avviare una ricostruzione.

È descritto come l'allenatore adatto per una rifondazione, ma chissà quando durerà questa continua riorganizzazione. Abbiamo perso già tre anni, adesso deve essere una ricostruzione lampo. Deve avvenire subito!

È ben accetto un allenatore adatto a ricostruire ma non con gli under 23 perché non c'è più tempo, e qualsiasi scelta si faccia deve essere poi sostenuta con giocatori funzionali al progetto.

Rangnick, che un giorno sembra  vicino e un altro lontano, o Pioli guideranno un gruppo composto principalmente da giovani. 

Maldini e Massara devono affrontare in questi tre mesi cinque scadenze contrattuali, i contatti telefonici con i procuratori avverranno anche in questi giorni infausti. I giocatori in scadenza sono: Bonaventura, Ibrahimovic, Begovic, Kjaer e Saelemaekers, la loro permanenza al Milan sarà difficile e dovranno essere rimpiazzati nel prossimo mercato estivo.


È in bilico anche il futuro di Donnarumma, Romagnoli, Rebic, Biglia, Kessie, Theo Hernandez e Calhanoglu. Dato che in questo momento hanno un buon mercato, con tante richieste, si potrebbe monetizzare con le loro cessioni. 

Dovrebbero lasciare il Milan una decina di calciatori, tra i possibili arrivi c’è Zaracho del Racing de Avellaneda e ci sono anche altre trattative che al momento sono congelate.

Potrebbero restare i difensori: Calabria, Conti, Duarte, Gabbia, Laxalt e Musacchio, i centrocampisti: Bennacer, Krunic e Paquetà, e gli attaccanti Castillejo e Leao. 

A loro si aggiungeranno dal rientro dei prestiti Reina e Rodriguez ma non è detto che restino. Considerando tutte queste probabili partenze,

Il Milan potrebbe ritrovarsi con solo 11 giocatori da cui ripartire e aver sicuramente una maggiore libertà di scelta, per quella decina di giocatori nuovi da acquistare e per la promozione di alcuni giovani del vivaio.


Parliamo di calcio per stare insieme, per provare a non pensare a quello che sta succedendo in Italia e nel mondo, solo per distrarsi un po' dato l’impotenza del momento. La UEFA sembra avere preso finalmente coscienza anche lei della grave situazione presente e futura, l’interrogativo non deve essere come salvare il calcio, ma come salvare l’umanità.

Nei prossimi giorni la UEFA dovrebbe decidere cosa fare con gli Europei, la decisione è una, quella di posticiparlo al 2021, per quel periodo dovremmo essere ripartiti riprendendo una vita normale e ogni campionato dovrebbe avere la sua naturale conclusione.

Speriamo vivamente che nei primi mesi dell’estate saremo fuori da questa sciagura e in estate ci sarà modo e maniera per risollevarci, e far ripartire la nostra vita. Qualcuno azzarda l’ipotesi di far ricominciare il campionato ad inizio maggio e cercare di portarlo a terminare entro il 30 giugno, giocando in pratica ogni tre giorni. Mi auguro che sia così, ma prevedo tempi più lunghi. 

Ipotizzando che l'Europeo si disputerà nel 2021 e che i campionati possano concludersi entro la fine di giugno, succederebbe che in poche settimane le squadre dovrebbero prepararsi per la nuova stagione, praticamente di seguito a quella precedente. 

Credo che anche in questo modo bisognerebbe far slittare poi l’inizio del nuovo campionato di qualche mese (settembre invece di agosto), effettuare più turni infrasettimanali e quindi ridurre se non eliminare il campionato spezzatino e rimettersi in quota, riportando a fine stagione 2020/2021 la serie A a 18 squadre.


Oltre al campionato, c’è da portare a termine Champions ed Europa League, capisco che La Lega Serie A e tutte le altre Leghe europee vogliono portare a terminare i loro campionati nazionali, ma per riprenderli servirà che ci siano le condizioni sanitarie che lo permettano.

Credo che sia opportuno che si faccia un super tavolo tecnico, ed una volta raggiunto l’obiettivo primario della tutela della salute si decida ad unanimità cosa fare, evitando di assumere decisioni singolari come quelle viste in questi giorni. So cosa significherebbe per le società terminare la stagione anzitempo, ma non abbiamo capito cosa significherà per tutti noi il dopo coronavirus. Sarà come uscire da una guerra, chissà quante persone conserveranno il posto di lavoro e in quanti potranno permettersi di andare allo stadio, in questi giorni si è provato a salvare un giocattolo con cui in un prossimo futuro giocheranno solo in pochi, e solo per questioni finanziarie legate ai proventi dei diritti tv.

Si teme che molte società piccole e medie possano trovare problemi di liquidità, e ciò è temuto anche dalla stragrande maggioranza dei cittadini del mondo. Si pone fiducia nel poter  ritornare ad un professionismo più umano, ad un calcio più genuino, e ad uno sport popolare e non più veicolo di arricchimento. Si spera intanto che questa emergenza finisca rapidamente.


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