| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Europa Conference League  

   di Tuccio2010,  23 Maggio 2020

l’UEFA sulla nascita dell’Europa Conference League (la terza coppa europea)  non ha dubbi, sarà varata nel 2021,  ma ancora non si capisce quali squadre potranno partecipare. Il Consiglio Federale intanto ha deliberato la ripresa dei campionati di serie A, B, C e serie A femminile (prima sospesi).

Se la ripresa non dovesse essere possibile, sarà individuato un format di playoff e playout, ancora da definire, per assegnare le promozioni e le retrocessioni. Per la definizione dell’eventuale format si potrebbe ricorrere a criteri o meriti sportivi ancora da individuare.

La data per completare i quattro maggiori campionati è stata fissata per il 20 agosto, al fine di permettere il completamento delle coppe europee e delle coppe nazionali, prima del riavvio della nuova stagione agonistica 2020/2021, che avrà inizio il prossimo 1° settembre. Per quanto riguarda i dilettanti compresa la serie B femminile, le competizioni sono state interrotte definitivamente, lasciando la data del 30 giugno come termine dell'attuale stagione.


Si sposta ancora la data d’inizio, che ci proietta sempre di più verso un campionato lungo quasi due mesi, che anche se finisse per  il 20 agosto e nei dieci giorni successivi si giocassero le coppe, il 1° settembre si andrà in campo per la nuova stagione senza preparazione, certamente quella fisica non serve ma occorrerebbe una preparazione tecnico-tattica.

Immaginiamo che il 20 agosto si disputi l’ultima partita del Milan, e lasciando perdere la coppa Italia o la Juventus che dovrà giocare anche la Champions, il 21 mattina a Milanello si incontreranno i giocatori e il tecnico che dovranno lasciare la squadra con i calciatori e il nuovo tecnico in arrivano, non si sa il numero dei nuovi calciatori, ma avranno soli 10 giorni per preparare la prima partita.

Nel bel mezzo di tutto ciò c’è Rangnick, una scelta certamente positiva, perché rappresenta una svolta assoluta, necessaria ed epocale. In questo momento particolare che potrebbe diventare storico, condividere le nuove strategie senza contrastarle diventa indispensabile. Bisogna mettere però da parte i paragoni e gli accostamenti tra Rangnick e Sacchi, che non funzionano poiché si tratta  di altri tempi e altre difficoltà.


Mi auguro che la storia si ripeta, che si possa rivedere un nuovo Milan più veloce e spettacolare di quello visto negli ultimi dieci anni. Rangnick ha sicuramente esperienza e trascorsi in Champions League diversamente da Pioli, Giampaolo, Gattuso, Inzaghi, Montella, Brocchi e via discorrendo… . Non conosce il nostro calcio e né la nostra lingua ma in questi primi momenti di inevitabile e grossa difficoltà, deve essere difeso dalla società.

Doveva essere una vera e propria rivoluzione, ma con gli effetti del virus sarà solo una grande riforma. Elliott e Rangnick hanno capito l'importanza di avere un cuore rossonero nel gruppo di lavoro per riuscire ad inserirsi velocemente in una realtà per tanti versi molto diversa, ed è per questo che Rangnick vuole dare un’anima italiana al suo Milan.

Ha ridotto il suo staff personale da venti a otto e sembra possano rimanere: Turci (preparatore dei portieri), il Dott. Mazzoni e la squadra medica, Bonera o Tassotti come vice allenatore, Massaro con un incarico dirigenziale e il D.S. Massara.


La scelta di Rangnick come allenatore-manager è da considerarsi innovativa: autorità, potere decisionale sul mercato, controllo dei costi e delle risorse, un progetto così rivoluzionario per il calcio italiano dovrà essere accettato con pazienza, avrà durata pluriennale, non ci saranno esoneri lampo o revisioni dei programmi in tempi brevi. 

Rangnick forse sarà allenatore-manager solo per il primo anno e poi lasciare, come ha fatto a Lipsia, la panchina ad un suo allievo (Nagelsmann o Rose).

Molti dubbi sono invece legati al settore giovanile, il lavoro di Carbone come responsabile è stato molto apprezzato, ma Rangnick vorrebbe adottare il metodo “Lipsia” con alcuni suoi uomini di fiducia.




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