| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Al Hilal escluso dalla Champions!

di Antonella Castaldi,  24 Settembre 2020


Lo sgomento che si prova verso vicende che nascondono profitti e interessi è qualcosa di incommensurabile. Si appiccica addosso una sensazione viscida, di disgusto e non si riesce a cacciarla via, una improvvisa avversione che si rinnova con sfumature sempre nuove.

È questa più o meno la sensazione che ho provato, stamane, leggendo un breve articolo che dal titolo aveva attratto la mia attenzione. “TROPPI POSITIVI AL COVID” tuonava… “SQUALIFICATI DALLA CHAMPIONS ASIATICA”. Dal titolo l’impressione iniziale è stata di una decisione  grave ma inevitabile per evitare un'ulteriore diffusione del contagio. La sfortunata protagonista è la squadra dell’Al-Hilal, che tra calciatori e membri dello staff conta ben 31 positivi, e disponendo  solo di 11  giocatori per affrontare le gare della competizione asiatica, la federazione li ha, quindi, ineluttabilmente eliminati a tavolino dalla Coppa. Così la federazione a norma di regolamento ha escluso la squadra campione in carica, che stava avendo anche quest’anno buoni risultati. Ci sono però motivi per pensare che dietro all’espulsione immediata della squadra favorita della competizione, ci siano in realtà tutt’altri presupposti e interessi. 

La Champions asiatica, come quella nostrana, non ha gare ad eliminazione diretta e termina a dicembre, avendo quindi tutto il tempo per concludere le varie fasi, ossia, ottavi,quarti, semifinali e finale. Prima di giungere ad una decisione così irrimediabile la federazione poteva sicuramente tentare altre possibili strade, la squadra già qualificata per gli ottavi ha proposto di scendere in campo anche con solo nove giocatori, e la stessa organizzazione del torneo da luogo ad altre probabili soluzioni. La Champions si gioca in due aree, est e ovest, l’area est non ha ancora iniziato, si darà il via alle gare tra un mese, in tal modo si sarebbe potuto posticipare anche le gare dell’area ovest, aprendo un piccolo spiraglio, e dando la stessa possibilità a tutte le squadre di gareggiare alla pari. Indiscutibilmente bisogna adottare tutte le misure per salvaguardare la vita, indipendentemente dall’importanza della competizione e delle squadre partecipanti, all’Al-Hilal è toccato però un destino controverso, in bilico tra la logica delle particolari necessità che impone l’emergenza sanitaria e quell’intenso e percettibile senso di sopruso che si sente graffiare dentro, proprio di quando ci si sente soggiogare da provvedimenti che arrivano troppo presto, annullando in un lampo tutti gli sforzi e i risultati ottenuti.     

  

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