| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

                     Buona la prima per il Milan in Europa  

                                                 di Tuccio2010, 25 Ottobre 2020

Dopo un anno di assenza volontaria per pagare una multa all’UEFA per il FPF, il Milan torna in Europa League. La prima avversaria è stata il Celtic di Glasgow in Scozia, la squadra dell’allenatore Lennon nelle cui fila c’è Ajer, seguito con molto interesse durante il mercato estivo dal Milan e non ancora totalmente abbandonato. Un altro osservato speciale è Laxalt, il giocatore fino a un mese fa indossava i colori rossoneri e adesso seppur in prestito, è stato un avversario con il Celtic.


Kjaer è stato monumentale anche stavolta, non ha mollato una palla e come al solito ha messo un sacco di pezze sugli inevitabili errori dei compagni più giovani. È diventato anche lui imprescindibile, ma il Milan oltre a volere un reparto più completo deve pure pensare a ringiovanire e farsi trovare pronto per qualsiasi evenienza, ecco perché il Milan continua a seguire Ajer.

In campo si disimpegna bene, sia in fase difensiva che il quella di costruzione, senza disdegnare anche qualche puntatina in avanti, giocatore fisico e affidabile, molto simile a Kjaer nella struttura, nel senso della posizione e nel gioco aereo. Secondo il mio parere è il sostituto naturale di Kjaer, l'interesse del Milan e del giocatore sono ancora vivi, se il Celtic a gennaio sarà fuori dall’Europa League, non è escluso che il giocatore possa approdare a Milanello. Ci sono tanti punti convergenti come l’altrettanta buona prestazione di Laxalt, che è in prestito e potrebbe costituire la contropartita tecnica. Ajer è giovane e ha come Tonali tutto il tempo per crescere nel calcio italiano (per me è già pronto) e poi è connazionale e compagno di Hauge in nazionale, che non guasta. Sempre in tema di difensore centrale pare che nelle ultime ore ci sia stato un interessamento per Simunovic, l’ex difensore 26enne del Celtic attualmente svincolato.


Prima di parlare tecnicamente di Europa League, parliamo dalle cifre che si possono guadagnare dalla partecipazione ai gironi. Si era parlato di 15 milioni del tesoretto da aggiungere ai 20 milioni di Paquetà per arrivare al difensore centrale, ma in realtà si scopre che sarebbero 12 i milioni in caso di vittoria del girone e che ogni vittoria vale 570 mila euro e ogni pareggio 190 mila. Non si possono quindi prendere certi impegni se poi magari si faranno 6 pareggi.

La vincente della finale di Europa League arriva ad un premio pari a 26 milioni, ai quali si dovranno poi aggiungere i soldi arrivati dalle vittorie o dai pareggi della fase a gironi, per una cifra che si aggira sui 29 milioni. A questi bisogna aggiungere i soldi derivanti dai diritti TV dell’Europa League dei singoli mercati nazionali, stimati attorno ai 20 milioni, insomma, arrivare fino in fondo per il Milan può valere tra i 45 e i 50 milioni, e con una cifra del genere sicuramente si potrà pensare a portare a Milanello un top player, poiché si parla poi della stagione 21/22 sicuramente in Champions.


Meglio pensare però partita per partita, perché con il Covid non si può programmare niente e né tanto meno con questa squadra si può parlare di scudetto, dice bene Pioli che ci sono 4 squadre (Juventus, Inter, Atalanta e Napoli) più forti del Milan, anche se mi piace pensare alla somiglianza con il Milan di Zaccheroni. Sicuramente è la migliore squadra degli ultimi sei anni, ma in questo momento il Milan è  una squadra da Europa League, punto.

Questo non significa che si è messo da parte le velleità da Champions. Il gruppo di quest'anno è stato costruito con quello che si poteva e gli obiettivi stagionali restano il quarto posto e andare il più avanti possibile in Europa League. Attenzione! Si potrebbe anche battere l’Arsenal o il Tottenham, ma non si ha una squadra più forte della loro. È un bel gruppo omogeneo, livellato nella gran parte della rosa (escluso alcuni titolari), che permette di avere più soluzioni ma niente di più.

Pertanto bisogna tenere i piedi per terra e fare un passo alla volta. Se questi giovanotti avranno una crescita costante e immediata (non come quelle di Leao e Castillejo), se a gennaio il Milan sarà ancora tra le prime e ci si doterà di un buon difensore centrale e di un attaccante di destra (un altro Rebic, un Thauvin per esempio) che mancano, aumentando così di solidità, di convinzione e determinazione, allora si possono allargare le vedute oltre il quarto posto.


Da Glasgow il Milan è tornato con una vittoria ottenuta con autorevolezza e soffrendo il minimo, con una squadra che ha sempre di più un’anima e un’identità ben definita, ma non ha ancora vinto nulla. C’è sempre più la certezza di avere una squadra che ora sa cosa fare e sa farlo bene, ed anche in partite tirate come quella con il Celtic adesso riesco a divertirmi. Dopo tanti anni c’è un gioco, c’è personalità, ci sono obiettivi e non speranze.

Senza Rebic e Calhanoglu al Milan manca tanto, meno male che si può ancora contare su Ibrahimovic, che oltre a segnare e a fare assist ha riportato a Milanello la mentalità vincente, contribuendo alla maturazione anche di Pioli. L'allenatore è potuto crescere ed a oggi è un allenatore decisamente migliore.

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