| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

C'è solo un Capitano!

di Pietro Giancristiano, 12 Dicembre  2019

Non so cosa rappresenti per voi Alessandro del Piero,  per me è stato e sarà sempre il Mio Capitano. Correva l’anno 1993, avevo 12 anni, e l’amore per la mia Juventus  era scoppiato da qualche anno. Ho iniziato ad amare la Vecchia signora quando avevo circa 9 anni, un amore acceso da due numeri 10:  il Divin Codino e Alex. Non mi sembrava vero, due campioni da ammirare, peccato che abbiano giocato solo due stagioni insieme. Del Piero arrivò nell’estate del 1993 dal Padova, un giovane mingherlino che in quella stagione collezionò appena 11 presenze condite da  5 reti.



Ironicamente la prima rete del mio idolo in bianconero fu qui a Reggio Emilia contro la Reggiana, nel tondo 4 a 0 che la Juve rifilò alla squadra della città del tricolore. Allora mister Trapattoni lo considerava poco, anche perché aveva in campo Roberto Baggio, un giocatore esperto con un talento meraviglioso,  il leader della squadra. In quella stessa stagione Alex firmò la prima tripletta in bianconero contro il Parma. Quella Juve portò a casa la coppa UEFA e un secondo posto in serie A dietro al Milan.


La stagione della svolta nella carriera del Capitano fu proprio quella successiva, in quanto la Juventus cambio dirigenza e allenatore.


Arrivò la triade (Moggi, Giraudo, Bettega) e Marcello Lippi come allenatore. La prima grande decisione che prese la Juventus fu quella di far convivere stabilmente in prima squadra Baggio e Del Piero. Fu l’inizio di un ciclo vincente dove il numero 10 era il protagonista assoluto. La prima stagione di Lippi ha visto la compagine bianconera scendere in campo con il tridente Ravanelli, Vialli, Del Piero che si alternava con Baggio. In quella stagione il capitano mi ha regalato un’emozione immensa, un bellissimo  


Juventus-Fiorentina 3-2.  La Juve subisce due goal nel primo tempo, nel secondo agguanta il pareggio nel giro di 4 minuti con Vialli al 31esimo. La partita sembra volgere sul pari quando al 42esimo Del Piero realizza uno dei suoi goal più belli: lancio da metà campo di Orlando che  trova Del Piero al centro dell’area, Alex la colpisce al volo di destro e infila la palla sotto al set. Un boato sordo che accompagna il goal.


Quell’anno Del Piero capì cosa vuol dire vincere con la maglia bianconera, divenne per la prima volta campione d’Italia e vinse anche la Coppa Italia. 


In quegli anni la massima competizione europea era la Coppa dei Campioni che come ben sapete mancava da tanti anni nella bacheca juventina (Per adesso, ahimè! È l’unica coppa dalle grandi orecchie che ho visto vincere alla mia amata Juve). 


Parte la stagione 1995/1996 la Juventus si riconferma in campionato al vertice (anche se lo scudetto lo vincerà il Milan) e darà il meglio di sé in Champions. In quella stagione Del Piero dimostrò che la scelta della società di tenerlo e rinunciare a Baggio fu corretta. Realizzò 6 reti in 11 incontri e molte di queste definirono il così detto  tiro alla Del Piero, consisteva in un tiro potente a giro che dalla parte sinistra dell’area di rigore finiva nell’incrocio dei pali alla sinistra del portiere.


I suoi goal trascinarono la Juventus in finale, fu infatti di Del Piero la rete del due a zero contro il Real Madrid (andata 1 a 0 Real), che permise alla Juve di superare il turno ed andare in semifinale contro il Nantes. Era da un pò di tempo che la Juventus non giocasse una finale di Champions. La competizione si disputò a Roma e lo stadio era strapieno,  affrontava l’Ajax. I tempi regolamentari e supplementari finiscono sul 1-1. Si va ai rigori. La maggior parte dei giocatori bianconeri fa sì che la coppa da Roma arrivi direttamente a Torino. Due anni in serie A e 3 trofei, non male per il ragazzetto di Conegliano. Nei due anni successivi conquista altri due scudetti con la Juve e altre due finali di Champions, ma purtroppo perse contro il  Borussia Dortmund e Real Madrid.


In quegli anni raggiunse il tetto del mondo con la Juve. Mi ricordo che marinai la scuola per ascoltare la partita alla radio,  la gara si disputava in tarda mattinata ed ero in tensione. Mi trovavo in sala quando sentii che Del Piero controlla la palla con il destro poi gira sulla gamba sinistra e insacca sotto alla traversa.  Ero euforico il mio idolo aveva appena segnato in un altra competizione internazionale (aveva messo a referto una doppietta nella Supercoppa Europea contro il Psg). Quel goal si rivelò decisivo e Alex in poco più di un anno vinse la terza coppa internazionale. 


Nel 1998 contro l’Udinese ebbe il peggior infortunio della sua carriera, si ruppe il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Quell’infortunio sembrava  spegnere tutte le ambizioni della Juventus, era come se tutta la squadra fosse infortunata, tanto da arrivare al 7 posto in classifica a fine stagione e uscire dalla Champions in semifinale contro il Manchester United. 


Al rientro dall’infortunio il Capitano trovò sulla panchina Carlo Ancelotti, il quale cerco di farlo tornare come ai fasti prima dell’infortunio, garantendogli  il posto da titolare in campionato nonostante le prestazioni molto al di sotto del suo livello. Neanche a farlo apposta in quegli anni che Del Piero non era Pinturicchio ma Godot, così lo chiamò l’avvocato ante e post infortunio, la Juventus non riuscì a bissare i successi in campionato, come nei primi anni di permanenza di Alex alla Juve. 


Nel 2001 la consacrazione come bandiera della Juve. Del Piero venne nominato Capitano e in quelle stagioni , dove assistemmo al ritorno di Lippi, la Juve era tornata ad essere un tritasassi, ottenendo  in Italia due scudetti consecutivi ed ennesima finale di Champions. Del Piero in quelle tre stagioni mise a segno quasi 60 goal in 115 presenze. 


Arriviamo al 2006 anni in cui il mio Capitano diventa il Mio Unico Capitano.  Del Piero dimostra tutto il suo attaccamento alla maglia della mia signora, per questioni giudiziarie finimmo in Serie B, e lui non batte ciglio, non ebbe nessuna incertezza.   Restò alla Juve (come lui rimarranno in quella juventus altri 4 cavalieri: Nedved, Trezeguet, Camoranesi e Buffon), ma ciò che mi fa pensare a Del Piero come unico Capitano è la scelta di rimanere nonostante fosse diventato Campione del Mondo in Germania. Poteva dopo aver vinto finalmente qualcosa con la Nazionale scegliere di andare in una delle big europee. 


La stagione in B per un  tifoso come me fu angosciante, ma fu da collante verso i colori bianconeri. Amavo ancora di più quella squadra. Del Piero divenne capocannoniere della Serie Cadetta  con 20 reti. Fece lo stesso la stagione successiva in A vincendo il titolo di capocannoniere (mai successo nelle stagioni precedenti alla retrocessione)


Seguiranno delle stagioni mediocri a livello di squadra ma dove nonostante tutto segna 43 reti totali. Nell’estate del 2011 la Juventus porta sulla panchina Antonio Conte con il quale è stato compagno di squadra nella prima Juve di Lippi. Del Piero vive una delle sue stagioni più difficili con i colori bianconeri. Con Conte non sembra esserci il feeling di quando giocavano entrambi. Ma il capitano nonostante le continue sostituzioni o panchine si prende il suo riscatto. 


Nella seconda parte della stagione si vede la Juventus lottare per lo scudetto con il Milan di Massimiliano Allegri e dell’ex Zlatan Ibrahimović. Del Piero continuava a giocare solo a spezzoni durante le partite.


11 aprile 2012 Juventus-Lazio. La Juve di Conte domina la partita (tiri totali a fine partita 18 a 4 per i bianconeri ), va in vantaggio con Pepe nel primo tempo ma viene raggiunta da un goal di Mauri. Dopo il pareggio la Juve va in attacco per cercare il goal vittoria ma nulla da fare, bravo Marchetti a parere ogni cosa,  imprecisi invece gli attaccanti di Conte. Minuto 74 esce Vucinic ed entra Alex. 


La Juve continua ad attaccare ma non riesce a superare l’estremo difensore laziale, al 83esimo punizione per la Juve, sul pallone Del Piero e Pirlo, siamo a circa 16 metri dalla porta, parte Del Piero e anziché la sua solita punizione a superare la barriera, la tira ad incrociare verso il palo alla destra di Marchetti, la palla passa vicino alla barriera e si insacca vicino al palo.  2 a 1 Juventus.


Un emozione unica. È stato il goal scudetto, il settimo con la Juventus.


 

Siamo all’ultimo capitolo della storia in bianconero del mio Capitano. 

13 maggio 2012 al Juventus Stadium, si affrontano Juventus-Atalanta. Del Piero è  dal primo minuto in campo, dovrebbe essere una giornata di festa, dovrebbe essere la domenica della consegna dello scudetto alla Juventus (il primo di altri 8 consecutivi), ma non lo sarà.  


Non dimenticherò mai quel momento in cui il Capitano lascia la sua signora. Minuto 57 Conte chiama il cambio entra Pepe fuori il 10........ tutto lo stadio parte con il coro: ” Un capitano, c’è solo un capitano”.  Tutti ad applaudire il nostro Capitano, una standing ovation per Alex. La partita finirà 3-1 per la Juve e come giusto che sia Del Piero lascia i suoi tifosi con l’ennesimo goal in bianconero,  il 290esimo. Ma la partita per me è finita al 57esimo perché la tristezza prese il sopravvento. Questo è Alessandro Del Piero per un tifoso bianconero: un uomo, un cavaliere, un amore infinito, una Bandiera Bianconera.


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