| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Cosa succede nel calcio?

   di Tuccio2010,  13 Marzo 2020

La situazione di emergenza legata al Coronavirus è in continua evoluzione anche nel calcio. Domenica si è giocato per concludere le giornate di campionato delle partite rinviate, quindi, anche le partite europee si dovevano giocare per completare il turno. 

Per il momento la UEFA non sta pensando al rinvio delle competizioni, si parla di decisioni che verranno prese nelle prossime settimane, dipende dal propagarsi o meno del virus in Europa. Ci sono società europee che stanno provando a contenere il virus e altre invece che nonostante tutto devono allenarsi con il rischio di propagarlo.

In questo caso l’Europa da una pessima immagine di sé. L’Unione europea dimostra anche attraverso le sue istituzioni, di essere l’unione di pochi stati. Stiamo vivendo una situazione di grande emergenza e il calcio deve essere solidale con il paese che si trova in difficoltà, e non andare in contraddizione con le disposizioni italiane.

Se in Italia si decide di non giocare perché la situazione è gravissima, la Uefa si deve allineare a tali scelte, altrimenti impone alle squadre italiane che partecipano alle competizioni europee di allenarsi, favorendo il contatto tra i giocatori e quindi la possibilità di trasmettere il contagio. Rendendo così vani i grossi sforzi che si stanno facendo per limitarlo, il Coronavirus inoltre non è solo in un problema Italiano, ma europeo e anche mondiale.


In Italia fino al 20 marzo non si disputerà nessuna attività sportiva e non si faranno allenamenti anche in Lega Pro, per i provvedimenti assunti dal Presidente del Consiglio dei Ministri. 

La disposizione grossomodo recita: “atteso il divieto di ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico, in tale periodo i tesserati interessati saranno chiamati ad osservare le restrizioni imposte dai DPCM del 08/03/2020 e del 09/03/2020.” Per non disattendere il provvedimento e per rispettare la propria salute e quella degli altri, nel corso della sosta non saranno consentite attività sportive e allenamenti.


La Fiorentina sospenderà tutti gli allenamenti fino a data da destinarsi, il Centro sportivo rimarrà chiuso e tutti i dipendenti lavoreranno da casa, anche il Cagliari ha sospeso gli allenamenti, ed a Milanello sono sospese le attività. Un ipotetico ritorno agli allenamenti è fissato per tutte le squadre tra sabato 14 e domenica 15 marzo, salvo nuove indicazioni.

È molto importante che durante il periodo di stop forzato, i giocatori sono invitati a rimanere a casa e ognuno potrà allenarsi in maniera facoltativa, nessun obbligo. Tale regola potrebbe essere applicata anche alle squadre che giocano in Europa.

Al termine del consiglio federale sono state fatte delle proposte per affrontare con idee più chiare la fine del campionato. Si parte dall'esigenza di recuperare tutte le competizioni sportive, e tutto dipenderà dalla lunghezza dell'emergenza.

La prima ipotesi se si tratta di un breve periodo, è quella di recuperare le giornate di campionato facendo ricorso allo slittamento del calendario.

Si è ipotizzato anche un piano B nel caso in cui il campionato non potrebbe ripartire, in realtà non si tratta proprio di un piano ben preciso, ma di diverse ipotesi che verranno votate al momento. Una possibilità è la non assegnazione dello scudetto e la consolidazione delle posizioni in classifica in questo momento, oppure l'introduzione dei playoff e dei playout. Dal momento che le squadre hanno diritto a partecipare alle competizioni internazionali, propenderei per questa soluzione, ma speriamo che aprile ci liberi da questo virus e ci riporti alla vita.

Sull'eventuale scelta di questa soluzione sono d’accordo anche Arrigo Sacchi, Marco Bellinazzo, Costacurta e Brambati, per provare a dare un senso all’attuale campionato, sarebbe stata tuttavia la giusta opzione anche se fosse stato meno combattuto, e sempre se non si riuscisse a completare la Serie A nei tempi previsti. 

L'importante oltre alla speranza che l'emergenza finisca presto, è che niente venga assegnato a tavolino. Che si giocassero il campionato a carte o a bocce, che facessero come gli Orazi e i Curiazi, ma niente vittorie a tavolino.



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