| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |


Futuro in bilico 

   di Tuccio2010,  25 Marzo 2020

Adesso che non posso allenare, e non faccio le quattro trasferte a settimana per raggiungere il campetto a trenta chilometri da casa, che non posso andare in giro per supermercati, uffici postali e farmacie, non mi resta che stare davanti al PC a commentare con più frequenza quello che si dice in giro.


Dato per scontato che Singer ha incontrato due volte Rangnick a Londra e che dopo questi incontri c’è stato l’accordo, sottoscritto o meno; dato che Rangnick dovrebbe allenare il Milan nella prossima stagione a prescindere dalla classifica; e assodato che almeno a parole e anche per opportunismo, nell’eventualità di un possibile tentennamento del tedesco, è stata rafforzata la posizione di Pioli, non ci resta altro che attendere l’evoluzione dei fatti.

Per la proprietà Rangnick è ancora la prima scelta, Pioli è solo il paletto dietro la porta, ma al tedesco non convince il budget a disposizione per il mercato, però non ha ancora mollato del tutto.

Molti vorrebbero vedere Pioli all’opera dal primo giorno di ritiro, io non ho nulla contro di lui, il mio problema resta il suo secondo anno in un club. il Milan 2020 in ogni caso è venuto fuori con l’arrivo di Ibra, senza Zlatan sarebbe rimasto un “Milaniccchio”.

Ibra ha dato una scossa a tutti e a tutto, sia sotto l’aspetto morale che sotto l’aspetto agonistico e del gioco. Ibra però la prossima stagione non ci sarà e ciò renderà difficile il lavoro di chiunque allenerà il Milan, Pioli compreso.

La domanda è se sia meglio Pioli che ha già navigato in questo mare, oppure qualcuno che in panchina possa fare quella differenza che andrebbe a colmare l'assenza di Ibra.

Non so chi resterà e chi andrà via dei giocatori, ma i risultati si sono visti con l’arrivo di Ibra e questo Milan non ha i giusti punti in classifica, dovrebbe averne almeno 4 o 5  in più per i motivi favorevoli che conosciamo. Si è visto solo adesso il vero valore dell’organico, il lavoro di Pioli è stato sicuramente un buon lavoro, ma solo dopo l’arrivo di Ibra.


Il Milan deve tornare a imporre il suo gioco agli avversari, ma al momento non si ha il fuoriclasse su cui costruire una giovane squadra. 

Le indicazione al momento sono quelle di abbassare del 30% monte ingaggi e acquisto dei cartellini. Dopo questa pandemia il momento economico mondiale sarà notevolmente diverso, ma credo che sarà difficile anche per Elliott acquistare Messi per 25/30 milioni e dargli un ingaggio tra i 2 e 2,5 milioni a stagione.

Sicuramente i prezzi dei cartellini si abbasseranno, torneranno ad avere finalmente delle valutazioni normali, ed anche Donnarumma e Romagnoli saranno “vittime” di questa svalutazione. 

Il Milan che ha comprato Leao a 35 milioni, adesso lo vende per diciotto, inoltre nessuno più pagherà Donnarumma 60 milioni, ma Raiola per il suo portiere ne vorrà sempre dieci d’ingaggio.

Il bilancio del Milan già precario, ne risentirà notevolmente e se non si tirano fuori i soldi, sarà un mercato al risparmio peggio degli ultimi.

Per questo motivo credo che diventa importante prendere un tecnico che abbia grandissime capacità, quasi miracolose, che voglia ricominciare dal basso e non abbia grandi pretese economiche.


Spalletti, per me, ha grandissime capacità. Antipatico e spigoloso ma capace, non credo però sia disposto a grossi sacrifici economici.

Un altro allenatore che mi piace tanto è Emery, già alla sua prima esperienza con il Lorca, subentrato a gennaio 2005 a fine stagione, ha portato la squadra alla promozione e la stagione successiva è stato la rivelazione del campionato.

Passato all'Almería, la porta alla promozione in Liga (la seconda in tre anni di carriera) e l’anno dopo da neopromossa si posiziona all’ottavo posto. Risulta così uno dei tecnici rivelazione della stagione, cosa che gli permette di andare al Valencia e porta la squadra in Champions per due anni di fila con due terzi posti, gioca inoltre le semifinali di Europa League e Coppa del Re.

Al Siviglia vince l'Europa League per tre volte consecutive e nello stesso anno perde la finale di Coppa del Re, con il Paris Saint-Germain. 

Vince: un campionato, due Coppe di Francia, due coppe di lega e due Supercoppe francesi. Lí però è molto facile vincere anche se i risultati europei non sono all'altezza delle aspettative.

Nel 2018 passa all'Arsenal arrivando quinto in campionato e l'anno successivo in Europa League perde la finale con il Chelsea di Sarri.

Tutto ciò non è solo per presentare un tecnico che non ha bisogno di presentazione, ma perché è stato Gazidis a portarlo all'Arsenal, e ora è libero. Il Milan si è interessato a lui già nel 2016 prima di scegliere Montella, il quale vince e fa crescere i giovani come Gasperini, ma non credo che costi poco.



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