| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Il Divin Codino 

di Pietro Giancristiano, 01  Maggio  2020

Tra tifosi spesso si domanda da quanto tempo si tifi per una squadra e il motivo per cui è nata quest’intensa passione . La mia risposta è legata ad un giocatore in particolare, e posso dico che la colpa è sua se ho iniziato ad amare la maglia bianconera. Il colpevole è Roberto Baggio, il Divin Codino.

Molti lo conoscono per eventi legati alla nazionale e solo pochi per la sua vita calcistica.

 

Gli inizi

 

Roberto Baggio nasce calcisticamente nel Caldogno ma passò quasi subito al Lanerossi Vicenza con cui debutterà nel calcio professionistico a circa 16 anni. Nel 1985 la Fiorentina lo comprò, nonostante il grave infortunio che ebbe in estate, ed fu subito amore per questa città. Resterà a Firenze per 5 anni collezionando 94 presenze e 39 gol. È da segnalare che a causa di quell’infortunio perse tutta la prima annata in viola.

 

 Il Divin Codino Bianconero

 

Nell’estate del 1990 (avevo 9 anni e cominciai ad avvicinarmi seriamente ad ammirare la serie A dopo aver visto dal vivo Verona-Napoli, il Napoli di Maradona) vi fu il passaggio più discusso nella storia del calciomercato da Firenze a Torino: Roberto Baggio firmò per la Juventus.

Il primo anno in bianconero non fu riempito da successi di squadra ma personali: segnò 29 reti in tutta la stagione, 9 delle quali in Coppa delle coppe, che gli valsero il titolo di capo cannoniere della competizione.

Nella stagione successiva vi fu il cambio sulla panchina bianconera, al posto di Maifredi arrivò Trapattoni. Baggio con Trapattoni iniziò a tornare ai vecchi rendimenti in viola, arriverà a segnare 22 gol tra campionato e coppa Italia in 40 partite, portando la Juventus al secondo posto dietro il Milan e in finale di coppa Italia (persa) contro il Parma.

La stagione 1992/1993 vide Baggio alzare il suo primo trofeo in bianconero. Sarà una delle stagioni più prolifiche per Baggio. Segnò 30 reti in 43 partite tra campionato, Coppa Italia e Coppa UEFA. Per quanto riguarda il campionato, Baggio e compagni riuscirono ad arrivare solo quarti, dietro a Milan, Inter e Parma, invece in Coppa Italia si vedrà la Juve uscire in semifinale con un doppio pareggio nel derby col Toro.

Baggio si tolse soddisfazioni anche in Europa. Il cammino in Coppa UEFA è straordinario per i bianconeri in quanto vennero trascinati, prima in semifinale contro il PSG e poi in finale contro il BDortmund con 5 gol e un assist di Baggio. I gol realizzati in Uefa e in campionato fecero vincere a  Roberto Baggio il primo Pallone D’oro.

Nel 1993/1994 altro anno con più di 20 gol in tutte le competizioni (realizzò 23 reti di cui 17 in campionato; 4 in UEFA e 2 in Coppa Italia). Baggio insieme a Vialli e Ravanelli (in quella rosa c’era anche un giovane Del Piero) farà in modo che la Juventus arrivi seconda superata dal Milan.

Uscì presto dalla Coppa nazionale e vide i bianconeri soccombere nei quarti di finale della coppa UEFA contro il Cagliari.

 



La scelta di Lippi

 

Nella Stagione 1994/1995 accadde un evento importante per la carriera di Baggio in Bianconero, sulla panchina della Juventus arrivò Marcello Lippi, il quale integra subito in prima squadra Alessandro Del Piero. Quella stagione fu esaltante!

La Juventus arrivò in fondo a tutte le competizioni a cui puntava. Roberto collezionò solo 29 presenze e 14 gol in tutto, a causa di un infortunio al ginocchio che gli farà saltare 14 partite tra campionato, UEFA e Coppa Italia.

La sua propensione agli infortuni iniziò a far preferire un giovane Del Piero al più maturo Baggio (tanto che questa sarà l’ultima stagione in bianconero di Roberto).

A  fine stagione Baggio alzò al cielo la Coppa Italia (vinta in finale contro il Parma), vinse il suo primo scudetto in carriera, ma perse l’occasione di rivincere la Coppa UEFA a causa della sconfitta in finale contro il Parma. Alla fine di quella stagione la Juventus decise di puntare su Del Piero e di vendere Baggio (anche per questioni di contratto) al Milan. Questo fece infuriare i tifosi ma è un’altra storia.

 

Nazionale

 

In nazionale Roberto non si tolse molte soddisfazioni ma entusiasmava qualsiasi tifoso azzurro, con Baggio non vi erano colori di maglia che lo catalogassero, era amato da juventini, milanisti, interisti... . Qualsiasi maglia abbia indossato si è sempre scatenato un grande amore verso di lui.

Ci sono due eventi importanti nella sua carriera in azzurro: Italia 90 e Usa 94.

Nel mondiale in casa insieme a Schillaci trascina l’Italia al terzo posto. Fu autore di una rete fantastica contro la Cecoslovacchia: partì da metà campo, venne servito da Giannini, saltò 4 uomini e infilò il portiere con un toro di destro.

Il Mondiale che lo consacrò fu quello in America del 1994. L’Italia passò con difficoltà il girone di qualificazione, infatti, venne ripescata e Baggio non segnò neanche un gol, ma agli ottavi si accese la stella di Roberto.

Segnò la doppietta che consentì all’Italia in 10 di superare la Nigeria (campione d’Africa), fu decisivo al 90esimo anche nei quarti di finale contro la Spagna, dove allo scadere venne servito da Signori e segnò il 2-1 che ci portò in semifinale contro la Bulgaria.

In semifinale divenne decisivo fin da subito, con un uno-due in 5 minuti stese la squadra Bulgara comandata da Stoichkov.

Si è in finale contro il Brasile di Romário, Bebeto, Dunga, Aldair e Taffarel, un Brasile che fino a quella partita aveva segnato 16 gol in tutta la competizione.

Baggio nel corso del campionato del mondo incappò in un leggero infortunio, ciò fu uno dei fattori che influenzò l’esito di questa finale. L’Italia riuscì a tenere inviolata la porta fino ai rigori, che  furono fateli per la nostra nazionale. Ci si ricorderà di quella finale persa a causa dei tre rigori sbagliati da Baresi, Massaro e proprio da Baggio.

 


Ecco chi è il colpevole della mia passione per la Juventus. Ma spiegare Baggio è difficilissimo. Baggio era poesia, era pura emozione. Per me e penso per gli esperti di questo sport è il Calcio! Baggio ha sempre dimostrato che il talento puro molto spesso fa la differenza in qualsiasi categoria o in qualsiasi squadra. Ho parlato del Baggio Bianconero perché negli anni della Juventus mi fece innamorare di lui e del calcio sotto ogni aspetto.

 

Un saluto dal vostro Gobbo Pietro

 

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