| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

 Il Maestro Andrea Pirlo 

di Pietro Giancristiano, 24 Agosto 2020

Nasce in provincia di Brescia nel 1979, è cresciuto calcisticamente nel Brescia calcio ed esordí nel 1995 in serie A, ma retrocedette in B disputando la stagione successiva totalmente con la primavera. 

Nella stagione 1996/1997 guidato da mister Reja ottenne la promozione in serie A col Brescia, collezionando 17 presenze. Nella stagione successiva in A fu il perno del centrocampo bresciano con 29 presenza e realizzando  4 gol ma non riescí a salvare il suo Brescia che a fine stagione retrocesse.


Sponda tra Inter e Milan


Pirlo non andò in B con il Brescia perché nell’estate del 1998 venne ingaggiato dall’Inter, con la quale colleziona 32 presenze ma molte da subentrato. Durante la stagione 1999/2000 giocò in prestito alla Reggina, dove fu uno dei fautori della rimonta salvezza condotto da Mister Mazzarri, con il quale giocherà 28 partite da titolare. 

Nonostante la stupenda stagione con la Reggina mister Lippi non lo vede come un calciatore titolare e accumulò solo 4 presenze nella prima parte di stagione, a gennaio tornò a Brescia a giocare con Baggio ma guidato da Mazzone fece solo 10 presenze.

Nell’estate del 2001 passò al Milan e da lì iniziò una carriera stellare!

Ancelotti lo rimette davanti alla difesa come ai tempi del Brescia e fu la fortuna dell’allenatore e del Maestro. 

Portò a casa 29 presenze 2 gol e 5 assist, arrivando in semifinale di Coppa UEFA e di Coppa Italia, piazzandosi al 4 posto in campionato, ma si rifece la stagione successiva portandosi a casa la prima Champions della carriera. 

Nel campionato 2002/2003 Pirlo fece 42 presenze con 9 gol e 8 assist totali, in campionato arriverà terzo dietro a Juventus e Inter, ma si prenderà la rivincita nella finale di Manchester contro la Juventus in coppa Italia battendo la Roma. I primi trofei di Pirlo dopo una stagione esaltante ma la collezione di coppe era solo all'inizio. 

La stagione 2003/2004 sarà la sua prima da Campione d'Italia infatti a fine stagione vinse lo scudetto davanti a Roma e Juventus. Vinse inoltre la Supercoppa europea ma per il Milan il cammino in Champions si ferma ai quarti contro il Deportivo. 

Le stagioni successive saranno piene di delusioni sportive tra finali perse di Champions e secondi e terzi posti in campionato. Nel 2006 la bufera di Calciopoli colpí anche il suo Milan, che nella stagione 2006/2007 partì con un -8.


Sul tetto del mondo


Nonostante le delusioni con il Milan, Pirlo arrivò carico alla preparazione per i mondiali di Germania. Durante quel campionato del mondo dipinse il calcio. 

Fu suo il gol che aprí le marcature azzurre al mondiale contro il Ghana e l’assist a Grosso in semifinale contro i padroni di casa. Si ricorda la sua straordinaria calma olimpica nel gestire il pallone e nello smistarlo. La palla ai piedi di Pirlo era in una cassaforte. 

Non si può  dimenticare l’immagine di Andrea abbracciato da Cannavaro durante i rigori, e non si può dimenticare la corsa di tutti al gol di Grosso che lo laureò Campione del mondo.



La Champions più bella


Nelle ultime stagioni Pirlo a parte la soddisfazione del mondiale non ebbe molto da esultare a livello Europeo, si ricorda infatti la finale persa ai rigori contro il Liverpool dopo aver dominato il primo tempo, ma la squadra si spense nel secondo, 3-3 e sconfitta ai rigori.

Nella stagione iniziata dal Milan con un -8, la squadra puntó tutto sulla coppa dalle grandi orecchie. 

Partirono dal turno di qualificazione, un turno agevole contro la Stella Rossa battuta sia andata che ritorno. Nei gironi di Champions affrontarono Aek Atene, Lille e Anderlecht, passarono il girone con 10 punti. 

Negli ottavi affrontarono un ostico Celtic infatti passarono il turno ai supplementari, poi sul suo cammino Pirlo e compagni trovarono Bayern Monaco e Man United. Iniziò così la cavalcata esaltante del Milan. 

Dopo il pareggio in casa col Bayern per 2-2 il Milan fu capace di espugnarlo all'Arena per due a zero con gol di Seedorf e Inzaghi. Il capolavoro fu in semifinale dove il Milan ribaltó il 3-2 di Manchester con un 3-0 a San Siro, con un Kakà strepitoso. 

La finale tra Milan e Liverpool fu una partita dominata e controllata dai rossoneri, al 45esimo assist di Pirlo per Inzaghi che porta in vantaggio il Milan per poi chiudere la questione nel secondo tempo sempre con Pippo. 

Andrea alzó la sua seconda coppa Champions partendo dalle qualificazioni, un'impresa in cui riescono poche squadre.



Da milano a Torino


Negli anni successivi Pirlo conquisterà la Coppa del mondo per club e la Supercoppa Europea fino a conquistare uno scudetto nel 2010/2011 con Mister Allegri, ma non da protagonista a causa degli infortuni continui. Nell’estate del 2001 non rinnovó il contratto e si trasferisce a parametro zero alla corte di Conte, neo allenatore dei bianconeri. Lo davano per finito, invece nella prima stagione di Torino fu uno dei migliori della squadra bianconera, non saltó neanche una partita di campionato a parte quella di Cesena per somma di cartellini gialli: 33 presenze 3 gol e 14 assist (il Primo a Lichstainer per il primo gol allo Stadium). Quella Juventus finí il campionato da imbattuta.



Gli scudetti e l’addio


Pirlo con la Juventus inanellò 4 scudetti consecutivi. Il primo scudetto fu quello dell’imbattibilità; il secondo della riconferma sul Napoli, il terzo fu lo scudetto del record di 102 punti e il quarto fu quello del cambio di allenatore, infatti a luglio Conte andó via e arriveró Allegri. 

Quella stagione oltre al quarto scudetto consecutivo e alla seconda Coppa italiana, vide la Juventus di Pirlo lottare fino alla fine per la vittoria della Champions. 

La Juventus passó Il girone di Champions con 10 punti, negli ottavi la Juve pescó una squadra ostica come il Bdortmund ma la squadra supera l'ostacolo tedesco con due vittorie 2-1 in casa e uno spettacolare 3-0 in Germania. Disputó i quarti contro il Monaco con un gol all’andata e con un 0-0 nel ritorno si garantí il passaggio e lo scontro contro il Real Madrid. Avversario storico in Champions!

Partite piene di emozioni. All’andata in casa la Juve fa fatica ma porta a casa il 2-1 a suo favore con Morata e Tevez come marcatori e Ronaldo per i madrileni. Partita di ritorno al cardiopalma tanto che al 23esimo ancora Ronaldo porta in vantaggio il Real e lo qualifica per la finale. All’inizio del secondo tempo peró Morata pareggia e ridá la qualificazione alla Juventus. Pirlo quindi raggiunse la finale di Champions anche in bianconero. 

L'Avversario era il Barcellona di Messi. Partita combattuta dato che il Barca va in vantaggio subito al quarto minuto, ma la Juve non demorde e lotta fino al pari di Morata nel secondo tempo. In un ribaltamento il Barca torna in vantaggio e chiude la questione nel recupero. Pirlo esce in lacrime e quella stessa estate lascerà la Vecchia Signora. 

Andó a giocare in America e si ritiró nel 2018. 

Quest'estate si è riunito alla Juventus da allenatore...da Maestro Pirlo a Mister Pirlo.


Buona fortuna Mister




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