| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |


                     Il mercato rossonero e i bilanci

                                       di Tuccio2010, 18 Settembre 2020

Per un Milan veramente competitivo, che possa lottare per la Champions League, serve un innesto di spessore e qualità nel reparto dei centrali difensivi. La dirigenza ha individuato a questo scopo Milenkovic, e anche se la trattativa è difficile potrebbe sbloccarsi nelle ultime ore di mercato, specialmente se il giocatore continua ad impuntarsi per non rinnovare. L'agente del giocatore sta lavorando per cercare di colmare la differenza tra richiesta ed offerta.

Il Milan resta però attento ad altre soluzioni, come quella che porta a Pezzella. La possibilità che uno dei due centrali viola possa partire è testimoniata dal fatto che la Fiorentina ha già bloccato Fazio, che era diretto a Cagliari. Dopo l’affare Rebic che vede coinvolta anche la Viola per quel suo 50%, uno dei due centrali sicuramente andrà al Milan, ed io spero che sia Milenkovic.


L’altro cruccio che tormenta il Milan sono le cessioni. La società spera di vendere Paquetà, perché è l’unico che può portare un tesoretto di almeno 22-23 milioni (per non fare una minusvalenza). Al di là delle smentite, il Lione sta trattando il brasiliano e anche in Spagna qualcuno si è fatto avanti.

La mancata convocazione per il primo turno preliminare di Europa League è indizio di trattativa ben avviata. Un indizio che non può passare inosservato, perché nasconde chiari motivi di mercato. Il Lione ha però bisogno di cedere e fare cassa, in uscita ci sono Depay e Reine-Adélaïde, la trattativa è sicuramente partita ma non so quanto possa essere difficile.


Il mercato oltre dalle cessioni dipenderà anche dall’esito dai preliminari di Europa League. Se il Milan dovesse passare alla fase a gironi (resterebbero in tal modo 4 giorni alla chiusura del 5) andrebbe a rinforzare un po' tutti i reparti, perché avrebbe più partite da giocare e un obiettivo in più da provare a raggiungere, per una evidente questione economica non indifferente.

L’Europa League non è la Champions, ma è comunque una competizione molto importante, sia per il prestigio che per questioni economiche: potrebbe valere circa 15 milioni il solo accesso alla fase a gironi, mentre arrivare in finale significherebbe portare a casa qualcosa come circa 35 milioni. Per il bilancio del Milan di questi ultimi anni, i premi UEFA sono importanti per migliorare i conti, senza dimenticare che vincere l’Europa League significa qualificazione diretta alla prossima Champions, oltre alla possibilità di disputare la Supercoppa Europea.


Chiesa al momento non è una priorità, Bakayoko invece potrebbe interessare in caso di passaggi dei preliminari, per avere in organico quattro mediani di qualità e garantire una adeguata rotazione.

Il Milan non ha fretta ma non abbassa l’attenzione, ed in un caso o nell’altro potrebbe comunque cercare un’alternativa a Bakayoko. Oltre a Florentino Luis e Soumaré c’è un altro calciatore che piace e si tratta del 22enne Sangaré del Tolosa, di nazionale ivoriana e con una valutazione di 10 milioni.


Per quanto riguarda soldi e bilanci sparliamo un attimo della Juventus, che ha pubblicato il terzo consecutivo bilancio in rosso e molto probabilmente lo sarà anche il quarto. 

Numeri per certi versi clamorosi, ma per la Juventus, che è gestita da un gruppo, un rosso da 70 milioni è niente rispetto a un utile di 8,2 miliardi.

Si può dire che le perdite della Juventus vengono ammortizzate dagli utili delle altre aziende, come succedeva per il Milan di Berlusconi, dove il rosso veniva ripianato dalle aziende dei figli, fino a quando non si sono stufati e hanno deciso di tagliare il ramo secco. Per la Juventus è una questione di pubblicità, di potere, di divertirsi e aprire nuovi canali di investimenti e profitti.

Per il gruppo della Juventus non c'è nessun problema a ripianare le perdite, così come per gli sceicchi del Paris Saint Germain e il Manchester City, mentre Il fondo Elliott (Milan), oppure il gruppo Suning (Inter), pur potendo risanare le perdite devono sottostare al FPF. Ecco perché la Juventus non verrà mai esclusa dalle coppe (Manchester docet), del resto la Juve sta investendo anche in soluzioni virtuose come la riqualificazione del centro sportivo, La Continassa, oppure nei servizi collegati allo stadio.


Peccato che i due colossi Elliott e Suning non possano anche loro ripianare le perdite con gli utili degli altri rami dei gruppi, e che non abbiano la stessa facilità che possiede la Juventus nel costruire stadi e centri sportivi nuovi, che all'interno dei bilanci sono considerati investimenti virtuosi e non affliggono la questione Fair Play.



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