| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

                                    Il Milan acciuffa il pareggio  

                                                    di Tuccio2010, 11 Novembre 2020

Al termine della partita il pareggio al Milan va stretto, per tipologia di gioco espresso, numero di occasioni create e per il numero delle possibilità sprecate. Nel secondo tempo il Milan ha creato palle-gol a ripetizione, se ne sono contate 25 tra dentro e fuori lo specchio della porta, ha sbagliano un rigore e preso un incrocio dei pali con Ibrahimovic. 

Silvestri è stato miracoloso almeno su 5/6 palloni, ha battuto 14 angoli contro uno solo del Verona, gli sono stati annullati due gol per un non niente e c’è un rigore non assegnato di cui non si parla.


Il Milan si era fermato a rifiatare per 230 minuti: 90 minuti con l’Udinese, 90 minuti con il Lille e i primi 45 minuti con il Verona. In questi 230 minuti non ha giocato!

È stato molle, è arrivato secondo su tutti i palloni perdendo tutti i contrasti, è stato impreciso nei passaggi e nel palleggio, ritornando ad essere in pratica il Milan pre-lockdown. Dal primo minuto del secondo tempo contro il Verona ha, invece, dominano per tutti i restanti 50 e passa minuti, tornando ad essere il Milan recente che tutti conosciamo.

È un peccato che si siano lasciati 2 punti preziosi per strada, specialmente in una giornata di campionato, dove quelle che sono le maggiori concorrenti per il quarto posto (Roma e Napoli) hanno vinto. 

Il bicchiere è tuttavia mezzo pieno. Il Milan è tornato a giocare come sa e avrebbe potuto vincere la partita comodamente in qualsiasi momento. Peccato per quei primi venti minuti.  La squadra continua però a prendere gol su palle inattive e a sbagliare i calci di rigore.


Non per dare addosso a Pioli alla prima difficoltà, ma si tratta di situazioni negative troppo frequenti ed è l’unico che può risolverle. Il Milan sulle palle inattive marca con il castello a zona. Sostengo che non c’è una maniera perfetta di marcare, sia a uomo che a zona le differenze sono relative, anche se personalmente preferisco che si marchi a uomo, ma visto che sei degli ultimi sette gol subiti sono arrivati da situazione di palle inattive, si potrebbe provare a cambiare il sistema di marcatura. È possibile che questi giocatori per le loro caratteristiche marchino meglio a uomo.

Un altro dei dati preoccupanti è quello dei gol fatti da calcio d’angolo a favore, infatti il Milan non segna mai. Negli ultimi 46 calci d’angolo calciati in questa stagione, non ha mai segnato, eppure in area Ibrahimovic le prende tutte, tanto che lo trova nella propria area a respingere di testa sugli angoli avversari, con una sostanziale differenza: gli avversari battono gli angoli alti, lunghi e in area, Calhanoglu li batte bassi al limite dell’area piccola, è  naturale che vadano già direttamente fuori. È mai possibile che con un Ibra così il Milan non riesca a segnare? Forse bisognerebbe cambiare l'esecutore.


Per quanto riguarda i calci di rigore, se Ibra per il suo ego smisurato pretende di batterli sempre, è compito dell’allenatore imporre il giocatore che deve battere i rigori e invertire le gerarchie. Con la trasformazione del rigore la squadra avrebbe vinto e distaccato Roma e Napoli, che con i ricorsi in corso potrebbero avvicinarsi ulteriormente. Il Milan è superiore in tutto e per tutto al Verona, avrebbe potuto vincere.

Non è possibile che una squadra produce 25 tiri verso la porta, una marea di occasioni da gol e poi non vince la partita. Il Milan è stanco e ha la necessità di recuperare le energie in alcuni uomini importanti, a cominciare da Ibrahimovic per finire a Theo Hernandez, anche se il Milan nel secondo tempo è salito di livello.

Spero che Ibra non batterà più i rigori, dopo il quarto errore stagionale su sei tiri dal dischetto, è meglio che a pensarci sia Kessie. 

Per la seconda volta e per motivi diversi è andata così, anzi, si deve essere veramente contenti che non sia arrivata la sconfitta, quella sì, che sarebbe stata una beffa.

Non voglio parlare di punto guadagnato o punto perso, l'importante è che il Milan si sia ritrovato e che sia uscito dal momento complicato in cui si trovava, sul quale Pioli dovrà lavorare durante la pausa per le Nazionali, perché perdere un’altra volta sarebbe stato un guaio serio.


La sosta arriva al momento giusto, al ritorno in campo dopo la sosta il Milan sarà a Napoli, ed ancora in testa alla classifica.

Sarà un’altra partita da scudetto, perché così al momento recita la classifica, una sfida di vertice che si spera di affrontare con un Milan brillante e in palla, come lo è stato per 24 partite consecutive.

Tra under 21 e nazionali il Milan tuttavia perderà quasi tutti i calciatori e come le altre squadre, del resto, non avrà modo di farli riposare e né tanto meno di poter lavorare su tutte quelle criticità che ho appena elencato.

Resterà almeno Ibrahimovic a cui verrà risparmiato lo stress di viaggiare, senza contare che come spesso accade, qualcuno torna con qualche problema muscolare e si spera negativi al covid.


Non ci sarà pausa per Maldini e i suoi collaboratori, che sfrutteranno (e non potrebbe essere diversamente) questa sosta per portare in porto le trattative per il rinnovo di Donnarumma, Ibrahimovic e Calhanoglu. Senza dimenticarsi del mercato di gennaio, una squadra che vuole puntare allo scudetto o al quarto posto, in una situazione di pandemia non può non pensare di individuare un attaccante di scorta per Ibrahimovic.

Non dovrà essere un altro vecchio giocatore e nemmeno uno troppo giovane (c’è già Colombo), diciamo una mancata promessa di 26/27 anni.


Il difensore centrale Duarte lascerà il Milan proprio in questa sessione di mercato invernale, in prestito in Serie B all’Empoli o al Frosinone, per acquisire minutaggio ed esperienza. A breve sicuramente anche Musacchio andrà via e molto probabilmente anticiperà di 6 mesi il passaggio al Monza, deciso a vincere il campionato di serie B.

Il preferito resta Milenkovic, ma appare pure il più difficile, da più parti si dà per certo Kabak e adesso è molto gettonato Lovato, contro il Milan l’ho visto molto incerto, ma mi è piaciuto molto invece Magnani, senza dimenticarci di Ajer. I nomi sono tanti, ma la cosa importante è muoversi con molta più decisione di quanto non si sia fatto in estate, perché la reazione di carattere c’è stata, e ora il Milan va completato per diventare una squadra che lotterà fino alla fine per uno dei quattro posti per la Champions.





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