| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |


                Il Milan batte il Rio Ave, ma che fatica!

                                            di Tuccio2010, 04 Ottobre 2020

Il Milan ha battuto il Rio Ave in una serata di grandissima sofferenza. Una partita al cardiopalma! 

Si è qualificato ai gironi di Europa League con grande difficoltà, una qualificazione acciuffata all’ultimo secondo dell’ultimo minuto di recupero del secondo tempo supplementare, e dopo una serie infinita di calci di rigore. I portoghesi hanno sfiorato più volte il passaggio del turno, fallendo per ben tre volte l’occasione per vincere e passare. 


A calci, morsi, spizzichi e bocconi, il primo obiettivo stagionale è stato raggiunto e il Milan torna a partecipare ad una competizione europea. Però che sofferenza! 

Un primo tempo decisamente deludente, nel secondo tempo è andata un po' meglio, soprattutto per la sostituzione di Castillejo (imbarazzante) con Brahim Diaz, che ha dato un po' di vivacità, anche se è durata solo una manciata di minuti, il tempo per segnare il gol con Saelemaekers.

A quel punto la partita sembrava essere in discesa, invece, non solo si è permesso al Rio Ave di pareggiare a arrivare ai tempi supplementari, ma gli si è concesso pure la possibilità di portarsi in vantaggio. 

Vantaggio che hanno difeso con le unghie e con i denti fino alla fine. Mi sembrava una maledizione, ma al 121° quando ho visto quello sciagurato portoghese con le mani in area, ho pensato che lassù qualcuno ci ama.

Continuando a proteggerci anche durante gli errori sui calci di rigore. Ora posso dire che la qualificazione ai gironi di Europa League era nel destino del Milan.


I tempi supplementari poi sono stati pura   sofferenza, cominciati male per il gol preso al primo minuto e continuati peggio perché il Milan non riusciva a reagire. La squadra era stanca e faticava a fronteggiare gli avversari, Pioli sembrava giocare con loro, si aveva  bisogno dei cambi come il pane: Hernandez, Saelemaekers, Kessie non ne avevano più, eppure Pioli non si decideva a sostituirli.

Quando ormai tutti gli sforzi fatti nel finale della scorsa stagione sembravano svanire con una certa eliminazione, una mano divina ha guidato quella del portoghese sul pallone e in collaborazione con il freddo, un glaciale Calhanoglu dagli 11 metri ha rimesso in navigazione una nave che stava affondando, portandosi negli abissi tutti i sogni dei tifosi e i programmi di Maldini, ma per meritare questa vittoria si doveva passare dalla forca dell'infinita sequenza dei calci di rigore, e alla fine la differenza l’ha fatta Donnarumma parando il rigore decisivo.


Dall'inferno al paradiso, passando dal purgatorio. Una qualificazione e una partita rocambolesca, che evitano al Milan la prima delusione e la prima umiliazione. Nonostante le assenze e tutte le attenuanti del caso, questa qualificazione porta entusiasmo, visibilità e anche 15 milioni da utilizzare sul mercato per rinforzare l’organico milanista, che ha palesemente dimostrato che senza Ibra non può andare da nessuna parte.

Il mercato dovrà portare almeno un grande difensore centrale, forse si riproverà ancora con Milenkovic oppure con Tomiyasu (dicono che è forte tanto quanto Milenkovic) ma il Bologna e il Milan non si schiodano dalle loro posizioni, e allora, forse, si andrà su Pezzella, che piace a Pioli e non intende rinnovare. 

Di sicuro non si andrà su Nastasic, che il Milan ha mollato, restano vive le piste Nacho del Real Madrid (in prestito secco) e Rudiger. Il tesoretto altrimenti si metterà da parte e si utilizzerà con calma più avanti.


I prestiti di Nacho e Rudiger (per me il preferito) non convincono. Rudiger è ancora giovane, conosce molto bene la Serie A e ha un’esperienza internazionale importante. Può giocare a destra o con i tre in difesa, ma sembra che la priorità sia diventato Dalot, terzino destro del Manchester United, che il club inglese vuole cedere in prestito secco senza diritto di riscatto, e poi c'è Bakayoko.

Sarebbe stato un rinforzo utile, ma non era un titolare e forse per questo il Milan ha preferito evitare una trattativa così impegnativa. Non so se si tirerà avanti con Krunic, che non è male, forse non è un mediano, ma può fare il quarto tranquillamente. La squadra ha tremendamente bisogno di rafforzarsi ma non bisogna essere precipitosi o in affanno, non si possono buttar via i soldi, l'ossatura c'è, si deve aspettare l’occasione giusta. 

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