| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

 Il Milan cambia troppo velocemente

di Tuccio2010,  09  Febbraio 2020

Il pareggio in settimana tra Lazio e Verona valorizza quello di domenica scorsa ottenuto dal Milan con gli scaligeri, anche se resta una grande occasione perduta. Da tempo e da più parti sento dire che il Milan dovrebbe ripartire con un programma a lungo termine, ma il Milan degli ultimi anni lo ha sempre fatto, ha puntato sui giovani e ha lasciato scadere i contratti dei vecchi giocatori come: Abate, Montolivo e Bertolacci… .

Anche se il Milan ogni anno è costretto a cambiare non significa che ha abbandonato il programma a lungo termine: si possono avere passaggi di proprietà, possono tramutano gli obiettivi e sostituire i protagonisti per raggiungerli, ma ognuno porta una novità. Bisogna inoltre rimpiazzare i giocatori vecchi che vanno via, e altri che non si ambientano, ma anche l’Inter ha cambiato tanto.

L'assenza di Bennacer,per esempio, si è notata tantissimo, ma più che la sua assenza si è sentita la mancanza di un suo sostituto. Il Milan ha bisogno ovviamente di stabilità: dalla proprietà ai calciatori, passando per i dirigenti e per gli allenatori. Gattuso in un anno e mezzo al Milan ha avuto tre direttori sportivi, Mirabelli, Leonardo e per un certo verso anche Maldini, in un anno si è passati dal 4-3-3 di Gattuso, al 4-3-1-2 di Giampaolo (senza considerare altri disperati tentativi), per finire con il 4-4-2 di Pioli. Mi sembra chiaro, però, che questi moduli non si possono mettere in pratica sempre con gli stessi giocatori.


Non si è ancora trovato il tecnico giusto per ripartire con un programma a lungo termine, ma anche la Juventus tornata dalla serie B ne ha cambiati di tecnici e giocatori, e lo stesso destino è capitato all’Inter e alla Roma. Purtroppo il tempo per “cuocere le uova” ci vuole, meglio sicuramente se si cuocessero con un po' d'Europa, o magari con la Champions, che lo scorso anno non ci sarebbe sfuggita se solo avessimo avuto Zlatan. Meglio però parlare di cose reali: più che da Ibra bisogna ripartire da Bennacer, da Theo Hernandez, da Romagnoli e spero da Donnarumma. Se tutti gli altri non si danno una mossa o non si trova un allenatore che li valorizzi a pieno, per puntare ai primi posti bisognerà per forza cambiare tutti. La rivoluzione non si fa in un'estate, si realizza poco alla volta e già ci si chiede cosa farà il Milan in estate.


Sembra banale ma tutto dipenderà dalla classifica, che cambierà tante cose, come la scelta dell’allenatore. Per il momento sulla panchina del Milan non arriverà sicuramente uno dei migliori dieci allenatori al mondo (Klopp, Guardiola ecc.), ma si potrà puntare ad allenatori come: Allegri, Spalletti e Rangnick. Secondo me, pur avendo un contratto particolarmente articolato, se Pioli non riesce a raggiungere la Champions, non resta.

La crescita del Milan, ed il ritorno agli antichi splendori, non passa solo da una gestione economica di alto livello, ma anche da un tecnico che abbia la personalità di allenare il Milan con tutti gli annessi e connessi. Deve sapere gestire la crescita dei tanti giovani del progetto milanista, attirare grandi campioni per guidare i giovani e accattivarsi l’esigente pubblico rossonero attraverso un chiaro e palpabile progetto di rilancio, senza voli pindarici o navigazioni a vista.

Niente da eccepire su Pioli, ha forse capito in ritardo che bisognava badare al sodo, ma poi per il resto c’è la sta mettendo tutta. Ha fatto qualche scelta con coraggio ed essenzialmente sta mantenendo un profilo basso, ma senza il quarto posto non vedo proprio una sua conferma. Se non si entra in Champions è bocciatura per tutti, tranne se non si trovano altri prospetti superiori come è successo da ottobre e in quel caso si continuerà con l’usato sicuro.


Nonostante la società non si sbilanci, l’idea resta quella di prendere in estate un allenatore per fare il salto di qualità. È il momento che tutti questi giovani spicchino il volo e al di là della possibilità di prendere Rangnick del Lipsia, il nome di Spalletti rimane quello più serio. Ha già dimostrato in passato d’essere capace a portare una mentalità vincente, sia alla Roma che all’Inter.

Un’altra certezza è che serve un giocatore che faccia coppia a centrocampo con Bennacer, un giocatore che si completi in maniera adeguata con l’algerino, uno che non tenda a spingere troppo, che faccia la fase di contenimento quando Bennacer viene in avanti a creare gioco. Torna quindi in ballo un calciatore simile a Bakayoko, che permetta all'algerino di avere maggior libertà di muoversi a tutto campo, e poi è necessario un altro Ibrahimovic.



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