| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

                           Il Milan crolla per la prima volta

                                               di Tuccio2010, 08 Gennaio 2021

I denigratori del Milan saranno contenti, dato che  ha perso una partita. L’unica cosa che mi dispiace è di avere dato ossigeno ad un album di figurine, perché di gioco di squadra nella Juventus non ne ho visto. Pirlo ha però detto: “E' importante venire a giocare contro la prima in classifica con lo spirito di comandare la partita", e a me va bene lo stesso, ma da buon Juventino ha visto un’altra partita.

Nella seconda parte del primo tempo e per buona parte dell’inizio del secondo fino all’1 a 3 il Milan ha veramente comandato la partita. Capello, che è stato juventino da calciatore e da allenatore, ma è intellettualmente onesto, ha commentato così lo spirito di comandare la partita da parte della Juventus: "La Juve ha una rosa lunga, il Milan con le assenze non ha avuto una rosa all'altezza. L'hanno decisa i cambi e Chiesa".


Questo in italiano significa che non hanno giocato meglio, che non hanno comandato, e lo dice pure Del Piero, la bandiera della Juventus per antonomasia, sottolineando come la prova dei rossoneri privi di tanti giocatori sia maggiormente da evidenziare: "La Juve è stata cinica ma mi ha sorpreso in modo molto più positivo il Milan".

Sempre Pirlo sul gol di Calabria: "Prima di tutto c'è da fischiare il calcio di punizione, poi arrivano gli errori della squadra. Non eravamo messi benissimo. Nasce tutto da un fallo non fischiato", e continua sempre a dare la colpa agli altri, pur ammettendo che non erano messi benissimo e che ci sono stati degli errori difensivi.

Il fallo si poteva fischiare, ma come dice Cesari: “Il gol del Milan è viziato da un fallo di Calhanoglu” e “Irrati doveva tornare indietro ad ammonire Bentancur per la seconda volta”, e poi: “Al 94° c'era un rigore per un fallo di Rabiot su Hernandez con la gamba del francese che va netta su quella dell'avversario”. Se a Pirlo sta bene così, se è così che sono venuti a comandare in casa della prima in classifica, alzo le mani, tutte le opinioni sono rispettabilissime.


Io preferisco fare un’analisi seria della partita e rapportarla ai programmi dichiarati dalla società, ai veri problemi esistenti e da affrontare, senza giustificare niente e senza dare la colpa ad altri, quindi, quali sono i dati oggettivi? 

La società si è data una programmazione di 3 o 4 anni per tornare ai livelli del Milan che tutti abbiamo conosciuto, la squadra che la Juventus ha dominato è ancora in testa alla classifica, dimostrando al momento di essere andata oltre a quanto richiesto, ovvero un posto in Champions.

Per il Milan quest’anno è fallimentare se non va in Champions, ma questo non significa che non si proverà a vincere lo scudetto. 

Un’altra parte del programma è quello di rimettere i conti a posto ed avere una squadra forte per il futuro. Il brand sta crescendo, il valore dei giocatori pure e il monte ingaggi è un terzo di quello della Juventus, senza avere bisogno di vendere ragazzini sconosciuti della primavera a 10/15 milioni per aggiustare il bilancio, o vendere Pjanic a 75 milioni per ripianare le uscite.


Una volta analizzati i programmi e visto che sono in linea con una oculata gestione aziendale, passiamo ad analizzare quali sono i problemi e cosa si può o si deve fare per non essere dominati più dalla Juventus.

L’allenatore di sicuro non si deve cambiare, perché con Atalanta e Sassuolo i rossoneri giocano il calcio più bello e fare meglio di così nelle condizioni in cui è il Milan era impossibile. Il Milan ha perso, ma lo ha fatto a testa altissima, lottando alla pari contro una squadra non più brava, ma più completa e con più alternative in panchina e questa non è solo la mia rispettabilissima opinione.

Ha perso dopo 27 risultati utili consecutivi in campionato, la prima sconfitta sicuramente non ridimensiona la squadra, come non può ridimensionare nessuna altra squadra con lo score che ha il Milan. Ha perso una partita dove ha creato più occasioni rispetto alla Juve, le assenze del Milan hanno pesato più in quantità e in qualità e nonostante le scelte tattiche obbligate ed inventate, i rossoneri sono stati più convincenti e messi meglio in campo, pur non avendo la panchina assai più ricca degli avversari.


Da questa sconfitta il Milan non ne esce assolutamente ridimensionato, le riserve giocano in un meccanismo che funziona, ma non sono i titolari. Ecco quale è il problema!

Si devono recuperare al più presto gli elementi più importanti e rinforzarsi sul mercato. 

La società penso abbia capito che il Milan sta vivendo una grande stagione e che questo è un momento da sfruttare. Si deve credere nello scudetto e rafforzare l’organico.

Il Milan ha raggiunto equilibri perfetti, la squadra e la società funzionano, si sono raggiunti in anticipo i risultati sperati e il tempo darà ancora più ragione, perché non è il Milan di un anno fa. Questo Milan si è creato un futuro spendendo un terzo della Juventus e la metà dell'Inter, con una squadra forte e una società oculata e lungimirante, con l’autostima e la fiducia in tutti, che permetterà di andare lontano.


Questa sconfitta non fa altro che confermare, tutto quello che di buono il Milan ha fatto in queste 27 partite. Con una squadra dimezzata ha tenuto testa per un’ora alla ricca Juventus e non ha trovato nella panchina gli stessi sostituti dei bianconeri, che sono rientrati in ballo per lo scudetto, grazie ai singoli e non ancora per il gioco. Mi è piaciuto nel complesso di più il Milan, e se fossi in Pirlo mi chiederei come fosse andata se ci fosse stato il vero Milan.

Noi queste domande ce le facciamo e non ci nascondiamo dietro ad una vittoria. I programmi del club rossonero di mercato sono sempre stati gli stessi, si è sempre saputo quali erano i limiti della squadra anche quando vinceva, e la vittoria non è mai stata un motivo per giustificare ciò che manca (nel caso della Juventus il gioco). Si sa che per alzare l’asticella e competere per lo scudetto bisogna fare qualcosa di più, ma che nelle prime quattro il Milan può starci fino alla fine.


L’obiettivo resta la qualificazione in Champions, le assenze hanno pesato ma la squadra è rimasta a lungo in partita, con coraggio, entusiasmo e soprattutto con il gioco. Stavolta però era oggettivamente complicato fare di più, perché sette assenze sono troppe, e che essenze!


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