| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Il Milan non segna ancora

di Tuccio2010,  09 Gennaio 2020

La sconfitta di Bergamo è stata una delle disfatte più brutte della storia del Milan e penso che la ferita resterà aperta ancora per molto tempo. Il ritorno di Ibra e un successo contro la Sampdoria avrebbero mitigato un poco la perenne e cocente delusione, ma se non si cambia registro, se le prossime partite non saranno giocate con rabbia e determinazione, si continueranno ad avere delle prestazioni assolutamente negative, come quella con i blucerchiati.


L’arrivo di Ibra ha dato una evidente svolta all'ambiente, ma non ancora nei giocatori. Mi aspettavo un altro tipo di partita e soprattutto un altro risultato: pensavo che il Milan vincesse  con un bel 3 a 1, e con il terzo gol della sicurezza segnato da Ibra entrato nel secondo tempo. La partita in sè non è stata brutta ma è stato un Milan lento e prevedibile, e che vede allontanarsi sempre di più il traguardo che la proprietà si è prefissata.

Ibra non è ancora al meglio, si è però posto in area. Nel secondo tempo al di là di qualche errore difensivo di troppo la squadra ha giocato meglio, con lui in campo in avanti si è visto qualcosa in più, ma è difficile arrivare così in Europa. La classifica non migliora e contro la Sampdoria si è rischiato anche il disastro.

Il Milan deve fare un girone di ritorno completamente diverso dall’andata, solo così potrà raggiungere un posto in Europa League, che è ampiamente alla sua portata (chi si accontenta gode).


L'impatto di Ibra sulla squadra è stato assolutamente positivo, ha dato subito sostegno ai compagni e alle azioni, ma manca l’aggressività e la concretezza sotto porta. Ibra ha preso in mano la squadra, ha dispensato assist, ha preso tanti palloni di testa ed è già un punto di riferimento. il Milan è andato in area di rigore con più coraggio, i sette punti di distacco dal Cagliari (con lo scontro diretto in arrivo) non sono tanti e poi il calendario è favorevole nei prossimi turni, se riescono a cambiare in fretta, il Milan può recuperare.

Dopo 18 giornate il Milan ha solo sei punti in meno rispetto alla scorsa stagione, dove si è persa la Champions per un punto. Cagliari e Atalanta hanno 9 punti in più e Roma e Lazio 8, ma non è detto che continueranno ad avere questi ritmi alti. Acquistiamo un difensore e un centrocampista (per farli giocare) e poi ne parliamo. Peccato però non poter cambiare un’altra volta allenatore!


Da tempo sostengo che non è necessario far giocare sempre Suso. Ha un atteggiamento indisponente ed ha deluso per l’ennesima volta, anzi, è stato ancora più inconcludente del solito. Mi domando se si debba continuare ad insistere sullo spagnolo, secondo il mio parere utilizzando uno schema a due o a tre punte il sacrificato deve essere Suso, se andasse in panchina non sarebbe la fine del mondo e forse usciremmo da questa crisi.

Per fortuna Gigio è stato insuperabile e con un po’ di fortuna abbiamo evitato un’altra disfatta. Dalla partita contro la Sampdoria si è constatato che bisogna ripartire da Ibra, Gigio, Theo, Romagnoli e Bennecer, ed è necessario poi recuperare Paquetà e Bonaventura. Il Milan ha giocato e ha fatto anche buone azioni, ha corso, si è mosso da squadra, ma là davanti manca sempre l’ultimo passaggio, il passaggio decisivo, quello smarcante, quello di qualità. Ecco quello manca!


Il Milan si perde negli ultimi 20 metri, arrivano pochi e brutti cross, una volta sul fondo manca la lucidità, la grinta al momento decisivo, si perdono in dribbling o in passaggi di troppo. Non credo che con un cambio di schema si risolva il problema del gol: Ibra è appena arrivato, mentre Piatek è stato ancora una volta impalpabile. Quanti palloni ha ricevuto in realtà? anche Ibra senza assist non può fare miracoli.

Ibra non può bastare per risolvere i problemi della squadra, l'attacco continua ad avere grandi difficoltà e i numeri sono preoccupanti. l'Europa è sempre più lontana, si deve fare meglio in area e subito, sono troppi i tiri rimpallati o i cross fatti sul primo palo, bisogna cercare di fare scelte migliori. 

Non ad avercela, ma la pagella di Suso è un 4,5. Continua la sua parabola discendente: si mangia due occasioni nel primo tempo, con tutti i suoi cross morbidi fa fare un figurone a Colley e sbaglia anche gli appoggi più banali. San Siro non gliene perdona più una!



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