| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

                                Il Milan non si ferma più! 

                                               di Tuccio2010, 02 Dicembre 2020

Nonostante le assenze di Ibrahimovic, Leao, Castillejo e Bennacer, il Milan ha offerto una delle migliori prestazioni del 2020 con una partita tatticamente perfetta. La gara è stata dominata dall’inizio alla fine con difesa alta e pressing asfissiante. Al di là di quanto dicano i rosiconi, la vittoria è stata ampiamente meritata, tre punti importantissimi che danno alla squadra 5 punti di vantaggio sulle seconde.


Nessuno in serie A ha avuto la media del Milan da gennaio ad oggi, in 41 partite complessive ha conquistato ben 92 punti, per una media di 2,24 punti a partita. Ha eguagliato il proprio record di 29 partite consecutive sempre in gol, e stabilito il record di 21 risultati utili consecutivi per il 2020. Non ha mai avuto 23 punti in classifica nelle prime 9 giornate di campionato, ed è l’unica squadra in testa alla classifica nei top 5 campionati europei a non aver perso, sicuramente non entrerà nella storia per avere vinto il 19esimo scudetto, ma ci entrerà lo stesso come il Milan che ha avuto il miglior avvio di campionato. Una cosa così non era mai successa!


Come dice Pioli non è stato fatto ancora nulla, il campionato è lungo e l’obiettivo deve restare quello di entrare nei primi quattro posti, oramai con o senza Ibrahimovic la mentalità non cambia. Credo che si siano impiegati meno di 2 o 3 anni per ritornare ad alti livelli, ma questo non è un punto d’arrivo, perché bisogna sempre confermarsi, tornare ad alti livelli deve significare restarci. Fino ad ora il Milan è in testa alla classifica con pieno merito e anche contro la Fiorentina ha vinto da grande squadra, al di là di quello che dicono tanti opinionisti faziosi. Sicuramente è vero che i rossoneri sono in testa alla classifica perché la Juventus ha ridimensionato i suoi programmi, e perché l’Inter risente della megalomania del suo tecnico, ma non si può continuare a negare quanto di buono e di bello sta facendo questa squadra.


A Milanello l’ambiente è tornato quello dei tempi trionfali di Berlusconi, la stessa aria che si respirava fino a dieci anni fa, forse perché ora non ci sono gli interisti Fassone e Mirabelli, perché non c’è più un presidente cinese, forse perché con Maldini, Bonera, Dida, Ibrahimovic, Ganz, Giunti e tutti gli altri milanisti (Gattuso e Boban compresi), si è ricreato il “milanismo”, un sentimento di appartenenza, che mancava da tanto tempo. Essere tornati di nuovo fra le famose “sette sorelle” è emozionante, e a gennaio con un paio di ritocchi e con una squadra giovane che ha già imparato a gestire i ritmi della partita, potrebbe diventarlo ancora di più.



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