| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Il Milan vince ma non brilla 

di Tuccio2010,  20  Febbraio 2020

Contro il Torino non è stato il Milan scintillante che abbiamo ammirato contro Inter e Juventus, si è vista una squadra stanca ma con una sua precisa identità. Dopo aver realizzato tre ottime partite in otto giorni con gli stessi giocatori, la fatica si è fatta sentire, ma il Milan è riuscito a tenere il passo di Verona, Parma e Napoli per la corsa all’obiettivo minimo (EL).

È sesta in classifica a quattro punti dalla Roma e ha mantenuto invariato il distacco con l’Atalanta, ma dieci punti sono un vantaggio notevole, e a denti stretti credo che non ci sia quasi più tempo per operare un sorpasso del genere e con una squadra che non ha nessuna intenzione di mollare.


Contro il Torino Ibrahimovic è stato il solito faro per i rossoneri, anche se molto affaticato e meno lucido del solito: indubbiamente a 38 anni tre partite ad alta intensità pesano anche per uno come lui. Rebic anche stavolta si è fatto trovare pronto, avvicinandosi sempre più al vice campione del mondo che abbiamo ammirato due estati fa.

Paradossalmente per certi versi il Milan ha risentito e non poco l’assenza di Calhanoglu, che da quando è tornato nella posizione che predilige è diventato indispensabile nel 4-2-3-1, dove Paquetà ha praticamente fallito e Bonaventura ha risentito di una condizione fisica non ancora ottimale, infatti Il 26enne turco sacrificato sull’altare del 4-3-3 dopo tre stagioni con un rendimento al di sotto delle aspettative sembra essersi affermato.

Adesso come trequartista scompiglia le difese avversarie, detta l’ultimo passaggio, tira, va basso a prendere palla, pressa ed è diventato un punto di riferimento per tutti. Un buon trequartista è anche Bonaventura ma è meno incisivo, ciò è da imputare sicuramente all'infortunio subito. 

È strano come la coppia Pioli-Ibra abbia migliorato le prestazioni di tutti tranne quella di Paquetà.

Calhanoglu adesso è il dieci, il trequartista tra le linee, quello che in fase difensiva è il primo a portare il pressing alto e capace di fare le due fasi. Non è ancora precisissimo in zona gol o nell’ultimo passaggio, ma è senz’altro garanzia di equilibrio, corsa, intensità e senso tattico. Fa bene anche Castillejo, che non è un grande campione, ma è tutto quello che non era Suso.

Kessiè dopo aver svestito i panni da mezzala, dove ha avuto un rendimento altalenante, è tornato in coppia davanti la difesa ed è cresciuto nelle ultime partite, non è più quel deludente centrocampista degli ultimi anni. 

Non si capisce cosa sia successo a Musacchio, per quanto è accaduto sul finire del primo tempo. Spero non si tratti di una presa di posizione per avere perso il suo ruolo in squadra, per un professionista sarebbe una brutta cosa.


Mi auguro che non sia tanto brutto l’infortunio di Kjaer, è vero che Gabbia ha fatto bene, ma specialmente in difesa tra Duarte, Musacchio e Kjaer malconci, come centrali sono rimasti solo Gabbia e Romagnoli, pochissimi per affrontare le prossime partite e con Romagnoli pure diffidato.

A proposito di difensori, si parla di Thiago Silva e non ne parlo solo io, il giocatore come Ibra vorrebbe tornare e finire la sua carriera al Milan. I soliti noti lo considerano troppo vecchio per il Milan, ma mi pare che Floccari, Palacio e Ibrahimovic con i loro 38 anni dicono ancora la loro e giocano da titolari, anche se è vero che hanno un ruolo diverso, dove giocano più d’esperienza che in velocità. 

Bruno Alves (37 anni), Chiellini (36 anni) e Bonucci (33 anni), giocano da difensori ancora con buonissimi risultati, Costacurta ha giocato fino a 41 anni e Maldini fino a 40, non capisco il motivo per cui i 35 anni di Thiago costituiscano un problema. Potrebbe essere un altro valore aggiunto, un trascinatore, e potrebbe sostituire Ibrahimovic. Credo che possa giocare in coppia con Romagnoli e che possa essere di stimolo o di crescita, per il capitano e per gli stessi giovani come Gabbia e Duarte.

Ovviamente ciò si potrebbe realizzare se Romagnoli resta, perché con Raiola non c’è mai nulla di certo: il prossimo agosto il Milan potrebbe presentarsi in ritiro senza Romagnoli, Bonaventura e anche senza Donnarumma. Nel caso di Gigio bisognerebbe rifare tutta la batteria dei portieri, perché se Reina e Donnarumma saranno liberati, e dato che Meret, Perin e Musso in un certo senso hanno fallito, per la sostituzione di Gigio penserei a Sirigu, l’usato sicuro e secondo portiere della nazionale.


Rebic, Hernadez e Bennaser, stanno rivalutando il mercato estivo di Boban e Maldini, e mentre il brasiliano e l’algerino sono già di proprietà del Milan, il croato deve essere riscattato. Lo scambio di prestiti tra André Silva e Rebic fatto negli ultimi minuti di mercato è uno scambio senza alcuna somma concordata per il riscatto. I due prestiti in origine erano collegati ma a quanto pare adesso sono indipendenti tra loro.

L’Eintracht Francoforte ha lasciato intendere che si può imbastire una trattativa per l'acquisto a titolo definitivo di Rebic, ma adesso il cartellino vale qualcosa in più di questa estate e quindi forse sarebbe il caso di trovare presto un accordo, prima che la quotazione salga alle stelle.

Sul possibile arrivo del Var a chiamata non sono d'accordo, il var è stato introdotto per eliminare gli errori arbitrali, ma ciò non è successo e la “chiamata” non risolverebbe il problema. Causerebbe magari altri errori. Bisogna solo rivedere il protocollo e dare regole precise al Var più che all'arbitro, dato che è il Var a decidere sull’errore dell'arbitro.

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