| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Il Peso della Giacca 

di Mario Bocchetti, 18  Giugno  2020

Circa 900 grammi, questo è il peso di una giacca trovata su Amazon, ma per Maurizio Sarri i pochi grammi della giacca hanno rappresentato un macigno insostenibile. Certo, il finale di stagione potrebbe ancora raddrizzare un matrimonio nato male e che sta proseguendo peggio. Perdere due trofei in un solo anno non è cosa da poco a Torino, per di più prima della pausa forzata la panchina di Sarri scricchiolava non poco. Dopo ogni sconfitta i detrattori escono fuori e i tifosi bianconeri continuano a chiedere la testa dell’allenatore toscano.

 

Certo la dea Eupalla gioca brutti scherzi, al primo banco di prova è arrivato proprio l’amato Napoli che lo ha reso uno degli allenatori più apprezzati al mondo, anche il sogno proibito Guardiola ha spesso esaltato gli azzurri di Sarri, quell’allenatore in Tuta che respirava l’erba, che aveva i polmoni pieni di fumo e terra battuta dei campi di provincia. I tifosi azzurri, sedotti e abbandonati sul più bello, continuano a sentirsi l’amata tradita, oggi non c’è più spazio per il condottiero che aveva promesso lacrime e sangue per arrivare al palazzo. Certo, Sarri è arrivato al palazzo, ma non lo ha conquistato, ha avuto un mazzo di chiavi dal custode tanto odiato, ma questi sono vecchi discorsi.

 

Sarri ha perso il suo carattere, si è imborghesito, si è piegato al padrone e la rivoluzione copernicana ha sbattuto contro l’inquisizione delle prime donne: non esiste l’idea del gioco corale, ma al centro del pensiero di questa Juventus c’è la giocata del campione che risolve la partita. Ma Sarri è altro, la sua idea di calcio non prevede anarchia, prevede il campione al servizio della squadra e soprattutto la squadra al servizio del campione di turno. Il suo “socialismo” in  campo non lascia spazio a libere interpretazioni personali. Il cambio di ruolo tanto agognato per Ronaldo sta lacerando un rapporto poco sereno da troppo tempo e un mercato difficile ha portato la Juve a palesare tanti problemi strutturali. Sarri ha lasciato lì le ultime briciole della propria identità. Oggi Sarri è diventato un Adriano Meis che cerca di non far squarciare il campo al di sotto dei calciatori, cerca di evitare il baratro che risucchierebbe tutti giù in un limbo di giocate comuni e scontate. Le risposte in sala stampa spezzano il cuore di chi lo ha amato, solo a sentirlo i suoi veri amanti si sono sentiti tradire per la seconda volta, lo avremmo perdonato nel palazzo solo se avesse conservato lo spirito rivoluzionario. A noi non manca l’allenatore, non manca il bel gioco, a noi, amanti del calcio, manca la lingua tagliente, la permalosità in sala stampa e soprattutto manca l’allenatore di provincia che insegna calcio. Il Covid è stato il miglior alleato solo della Juventus, ha permesso la costruzione di un alibi. La Juventus ha perso una gara, un trofeo che sarebbe stato uno dei tanti esposti al museo del Club. Per Sarri era arrivato il momento di tirare le somme, il tempo è l’unico giudice: la rivoluzione tanto declamata è definitivamente fallita, forse non è mai iniziata. È stato il sistema, purtroppo, che ormai ha rivoluzionato Sarri.


Maurì, hai capito quanto pesa la giacca?

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