| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

L'illusione Milos Krasic 

di Pietro Giancristiano, 08 Settembre 2020

Krasic è nato nel novembre del 1984 in Serbia,  è venuto alla ribalta nel 2004 nel CSKA Mosca dopo aver militato nel Vojvodina, squadra Serba.


Dalla Russia con furore


Quando nel 2004 arrivó al CSKA in pochi avrebbero scommesso sul biondino serbo ma Milos smentì tutti. 

In quelle stagioni col CSKA collezionò 230 presenze e fece 32 gol e 34 Assist. In sette stagioni fu una delle Ali destre più importanti del panorama Europeo. 

Col CSKA riuscii a vincere due campionati russi , due coppe di Russia e tre Supercoppa di Russia, maturó anche molte presenze in Champions League. Il trofeo più importante fu la Coppa UEFA 2004/2005, l'unico trofeo Internazionale del Club.

In quella coppa UEFA collezionó 9 presenze  battendo Benfica, Partizan Belgrado, Auxerre, Parma e in finale lo Sporting lisbona.



L'arrivo a Torino


Arrivó nell’estate del 2010 alla corte di Mister Delneri che utilizzava un 4-4-2 come schema di gioco, Milos si trovò a dover arretrate il suo raggio di azione da Ala a centrocampista di destra, e spesso doveva dare una mano anche in fase offensiva.

Dato il recente ritiro di Nedved (2009) e il suo inizio sprint in maglia bianconera, per molti tifosi divenne il degno erede del Ceco.

La sua prima stagione in maglia bianconera fu scoppiettante (41 presenze, 9 gol e 8 Assist) tanto che alla quinta di campionato realizzó una tripletta contro il Cagliari. 

Un altra partita sopra le righe fu in casa contro il Lecce, dove forní 3 Assist e la squadra vinse 4-0. Quando partiva palla al piede era incontenibile!

Il gol che fece infiammare di più i tifosi fu al 93’ in casa contro la Lazio, con uno scavetto sotto dal lato destro della porta che superó Muslera e mandó in estasi tutto lo stadio. 

Il prosieguo di quella stagione, nonostante il settimo posto finale della Juventus, fu positivo per il serbo.





Amore non sbocciato con Conte


Nell’estate del 2011 Agnelli decise di cambiare tutto lo staff e mise sulla panchina Conte. Lo schema tattico ad inizio stagione di Conte era ideale per Milos in quando prevedeva due ali alte vicino agli attaccanti. Krasic infatti collezionó 6 presenze nelle prime 7 partite con un gol a Catania. Conte poi cambió modulo, dal 4-3-3 passó al 3-5-1, e Krasic fu estromesso dai convocati, un giocare carente difensivamente come Milos non era più congeniale al progetto di Conte. Con la Juventus riuscí però a vincere lo scudetto.



In giro per l’Europa


La parentesi bianconera fu l’apice nella carriera di Milos, tanto che nelle stagioni successive gioco nel Fenerbahçe (27 presenze) e nel Bastia (21 presenze). Finirà la sua carriera da giocatore in Polonia.


Per molti Krasic è stato un errore della dirigenza, ma per molti tifosi rievoca i fasti della fascia destra che percorreva Nedved, non sto affatto paragonando i due giocatori, ma visto gli inizi sfido chiunque a non aver fantasticato vedendo quella chioma bionda.


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