| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

 La famiglia Agnelli e la Juventus 

di Pietro Giancristiano, 01 Settembre 2020

La famiglia Agnelli è da sempre una famiglia di imprenditori tanto che il primo settore in cui si sono cimentati riguardava la coltivazione dei bachi da seta e filande nella prima metà del 700. Nell'800 Giuseppe Francesco Agnelli spostó la sua attività a Torino, dove conobbe Clara Boselli e inizió la dinastia della famiglia più importante d'Italia. 

Dal loro matrimonio nacque Edoardo padre di Gianni, Susanna, Maria Sole, Cristiana, Giorgio e Umberto. Fondarono nel 1899 la Fiat, la più grande casa automobilistica d’Italia e una tra le più grandi del mondo, diventando una delle famiglie più importanti.  

Oltre alle capacità imprenditoriali amavano molto il calcio tanto che nel 1923 (dopo 26 anni dalla sua fondazione) Eduardo Agnelli diventó presidente della Juventus.


La Passione per il calcio


Il legame Agnelli-Juventus è stato sin dall’inizio sinonimo di vittoria. Con l’arrivo degli Agnelli arrivarono le vittorie importanti, fino ad allora la Juventus portó a casa solo uno scudetto e rischió la retrocessione. 

La Juventus vinse lo scudetto del 1926 e negli anni 30 inanelló 5 scudetti consecutivi (eguagliato e superato dalla Juventus di Andrea), Eduardo seguiva tutte le partite e con sé portava il piccolo Gianni.

Dopo la morte di Eduardo nel 1935 si creó un vuoto alla presidenza, si alternarono Craveri e Dusio fino alla presidenza di Gianni. In quel periodo la Juve non ottenne vittorie.



Gianni e Umberto Agnelli


Nel 1947 Gianni all’età di 26 anni diventò presidente della Juventus. In quei primi anni di presidenza la Juventus tornó a vincere il titolo nel 1950 e bissò il successo nel 1952, di quella Juventus faceva parte Giampiero Boniperti (futuro presidente). 

Dal 1955 al 1962 Gianni lasció la Presidenza ad Umberto, ed insieme a Boniperti la Juve prese Omar Sívori e John Charles, che consentirono alla squadra di aggiungere la prima stella sulla maglia, vinsero 3 scudetti dal 1958 al 1961 e due Coppe Italia. 

Nel 1962 Umberto lasció la carica di presidente della Juventus a Catella, ma la famiglia era sempre legata ai colori bianconeri, infatti, anche se non vi era un Agnelli alla presidenza la famiglia era pur sempre la proprietaria della compagine torinese.


Da Catella a Blanc


Negli anni che seguirono la presidenza diretta della proprietà da parte della famiglia Agnelli non ci furono molte soddisfazioni a livello di vittorie. Sotto la presidenza di Catella la Juve portó a casa uno scudetto e una Coppa Italia.

A Catella toccó l'incombenza di rifondare la squadra a livello calcistico, ed insieme agli Agnelli trasformó la Società da Srl ad SPA. Per  una società sportiva era un passo verso il futuro.

Nel 1971 venne eletto presidente Giampiero Boniperti , il grande giocatore che portó cinque scudetti alla sua amata Juventus si trovò a condurre la squadra bianconera ad altri trionfi. All’età di 44 anni vinse subito lo scudetto nel primo anno di presidenza, portó in squadra calciatori come Bettega, Furino, Scirea, Gentile, Cabrini, Rossi, Causio, Tardelli, Zoff e Platini. 


Quella squadra vinse 9 Scudetti , 3 Coppe Italia, 2 Coppa UEFA , una Coppa Campioni, una Coppa intercontinentale, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa europea tra gli inizi anni 70’ e fine anni 80’.

Nei 20 anni di Boniperti il buon avvocato ebbe la continua vigilanza sulla squadra, aveva l’abitudine di chiamare al mattino presto, specialmente nei giorni pre big match i giocatori più rappresentativi, e come molti sanno era abituato a dare dei soprannomi ai suoi giocatori: famoso il Bello di Notte riferito a Boniek perché segnava nelle notti di Coppa Campioni.

Arrivò poi il decennio di Chiusano, che era molto vicino alla famiglia Agnelli, era avvocato penalista e difese la Fiat in alcuni processi negli anni precedenti la nomina, ed inoltre fu anche vicepresidente della Juve sotto Boniperti. 

Fu presidente fino alla sua scomparsa, in quegli anni in squadra vi erano talenti come: Vialli, Baggio, Schillaci, Zidane, Sousa, Deschamps, Casiraghi, Di Livio, Jugovic, Conte, Moller, Montero, Ferrara, Tacchinardi, Peruzzi, Vieri, Boksic, Davids, Inzaghi, Zambrotta, Maresca, Trezeguet, Nedved, Thuram, Camoranesi, e gli ultimi capitani Buffon e Del Piero. Fu un altro decennio pieno di soddisfazioni per gli Agnelli con la seconda Coppa Campioni e la seconda Coppa intercontinentale. 

Nella seconda parte degli anni 90’ ed inizio 2000 la Juve vinse anche 5 scudetti, il primo nel 95 dopo quasi 10 anni. In quegli anni Vinse anche 3 Supercoppe italiane, arrivò la terza Coppa UEFA, la seconda Supercoppa Europea e la nona coppa Italia.

Agnelli in quel periodo si divertí a coniare i soprannomi per i due dieci per eccellenza della storia bianconera degli anni 90’: Baggio, il coniglio bagnato e Del Piero, Pinturicchio e poi soprannominato Godot negli anni post infortunio di Udine. 

Nel 2003 anno dell’ultima Supercoppa italiana Chiusano morí e lasció il suo posto a Stevens.

Stevens è tra i tre presidenti insieme a Cobolli e Blanc meno vincenti della storia della Juventus. Durante il mandato di Stevens vi furono due lutti che toccarono la Juve e  ancora di più la famiglia Agnelli, poiché negli anni 2003- 2004 morirono Gianni e Umberto. Tutto l’ambiente Juventus fu stravolto, vi fu uno stravolgimento di cariche sia in Fiat che nella Juventus.

Il punto più nero di quegli anni fu la retrocessione in B nel 2006, ma vi fu anche il pronto ritorno in A la stagione successiva nonostante la penalizzazione di -17 con cui la squadra era partita nel 2006/2007 in B. Susseguirono anni di secondi e terzi posti nella classifica del Campionato fino ad arrivare al settimo.


Un Agnelli di nuovo al timone


Nel maggio del 2010 al timone della Juventus venne nominato Andrea Agnelli, figlio di Umberto Agnelli. Il primo anno non fu tanto bello visto che quella Juventus arrivó settima e ancora fuori dalle Coppe Europee.

Decise poi di ridare la Juventus ai juventini. Arrivo Conte come Allenatore e come secondo Carrera, due ex giocatori degli anni 90’.

La presidenza di Andrea Agnelli è una delle più vincenti: 9 scudetti consecutivi, 4 coppe Italia, 4 Supercoppe Italiane e due finali di Champions. 

Grazie allo stadio di proprietà e ad una ottima gestione del parco giocatori è riuscito piano piano a portare la Juve tra le squadre più forti d'Europa. Nel 2018 è riuscito a portare nel suo roster uno dei due giocatori più forti del mondo: Cristiano Ronaldo. 

In questi nove anni i tifosi bianconeri hanno avuto il privilegio di vedere: Pirlo, Vidal, Mandžukić, Pogba, Chiellini , Bonucci, Pjanic, Higuain, De ligt, Dybala , Cuadrado, Marchisio, Tevez e Morata. Un notevole miglioramento di qualità tecnica rispetto agli anni dei settimi posti in classifica.

La differenza con le altre gestioni sta nell’amore che Andrea possiede per la Juventus, che rispecchia l’amore indissolubile che la famiglia Agnelli in questo 100 anni di proprietà ha avuto nei confronti della squadra. La presenza costante, anche se poche volte in maniera diretta con la presidenza, è quello che ha consentito stabilità e cicli vincenti nella storia bianconera. 

Andrea come il padre e lo zio ha sempre puntato alla qualità sportiva ma anche alla stabilità economica della società, ancora di più da quando la Juventus è diventata una società quotata in borsa.

La storia di Andrea al timone della Juventus è però appena iniziata...












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