| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

La Furia Ceca

di Pietro Giancristiano, 13  Giugno 2020

Dalla Ceca con furore


Iniziò a giocare nelle giovanili Tatran Skalna per poi trasferirsi nel Ruda Hvezda Cheb fino ad arrivare allo Sparta Praga e  farsi notare nel calcio che conta. 

Agli europei del 1996 mostra il suo immenso talento (fatto di corsa, abnegazione, tiro da fuori e visione di gioco sopraffina) arrivando in finale all’Europeo contro la Germania. 

Dimostrò quanto valeva tanto che la Lazio lo porto a casa nella stessa estate acquistandolo dallo Slavia Praga.


Benvenuto in Italia Biondino


Pavel per la Lazio divenne subito essenziale, nella prima stagione segnò 10 gol totali in tutte le competizioni. Nella stagione successiva vinse la Coppa Italia in finale contro il Milan ma dovette accantonare il sogno di portare a casa il primo trofeo europeo, poiché perse in finale contro l’Inter la Coppa Uefa. 

La terza stagione nella Lazio inizia con la vittoria della Supercoppa italiana contro la Juventus, fu però colpito da un infortunio che gli farà saltare la maggior parte della stagione,  rientrando in tempo per giocare la finale di Coppa delle Coppe che aggiungerà alla sua bacheca dei trofei. 

Il clou della carriera in Biancoceleste fu la stagione della fatal Perugia per i bianconeri. Nedved divenne Campione d'Italia per la prima volta nel 2000, e abbinò anche la vittoria della seconda Coppa Italia e la Supercoppa europea vinta contro il Man United. La stagione successiva pone fine alla sua carriera nella Lazio per dissapori con la dirigenza, vinse solamente l’ennesima Supercoppa italiana. Lascia la Lazio dopo 207 presenze e 51 gol.


Dove giochi Pavel?


Nedved arrivò in bianconero nel 2001 dopo che la Juventus richiama sulla propria panchina Lippi, che poiché perse Zidane venduto al Real volle spasmodicamente il Biondo Ceco in rosa e con l’arrivo di Buffon, Thuram e Salas completa un mercato di rafforzamento. 

Nei primi mesi in bianconero non riesce ad adattarsi alla nuova realtà tanto da non somigliare minimamente alla furia ceca vista a Roma, finché Lippi non decide di spostarlo dietro al duo d’attacco Del Piero-Trezeguet. Da lì parte il riscatto di Pavel e la rincorsa allo scudetto della squadra bianconera. 

A fine stagione la Juventus diventerà Campione d'Italia a discapito dell’Inter fermata all’olimpico dalla ex squadra di Pavel. Segnò 4 gol quella stagione e il più importante (per quanto mi riguarda) fu il gol da fuori area col Piacenza che consentì alla Juventus di rimanere agganciata all’Inter.



Giallo maledetto


La stagione 2002/2003 fu quella più esaltante di Pavel, finalmente tornò ad essere quella furia bionda che era ai tempi della Lazio, ad agosto infatti alza l’ennesima Supercoppa italiana in finale contro il Parma. 

A fine stagione alzerà il terzo scudetto della carriera dopo una stagione fantastica con 9 gol e 15 assist in campionato e 5 gol e 2 assist in Champions. Di quella stagione tutti ricordano di quel maledetto giallo preso in semifinale contro il Real. La cavalcata in Champions fu esaltante: primo girone passato senza problemi ( 4V, 1P e 1S ) e Pavel contro la Dinamo segna il primo gol europeo con la maglia bianconera, nella seconda fase a gironi (negli anni 2000 la Champions prevedeva due fase a gironi e 17 partite in totale per chi arrivava in finale). 

La Juve faticò un po’ con 2 vittorie, un pareggio e 3 sconfitte, passò seconda il girone dietro il Man United. 

Nei quarti di finale alla Juve toccò il Barcellona dove Pavel contribuì con un Assist e un gol. Arrivò la sfida contro il Real, nella partita di ritorno Pavel fu determinante segnando il gol del definitivo 3-1 peccato per quella maledetta ammonizione presa a poco dalla fine che lo costrinse a saltare la finale di Manchester contro il Milan. Nonostante la sconfitta della Juve in finale e la Champions non vinta, la stagione di Nedved fu premiata con il pallone d'oro


Dal purgatorio al rifiuto a Mou


Dopo il mondiale nel 2006 e dopo la retrocessione in B della Juventus Pavel decise di rimanere con i bianconeri. 

Totalizzò 33 presenze e 11 gol in stagione, si batté su ogni campo della serie B (delle volte anche troppo collezionando 8 ammonizioni e un'espulsione), senza mai mollare una partita. Da vero leader riportò la Juventus in serie A.

La stagione successiva alla B la Juventus affidata a mister Ranieri e Pavel ottiene subito un piazzamento nei piani alti della classifica, tanto da qualificarsi per la nuova Champions League. Pavel segnò 3 gol e 7 assist. 

La stagione successiva Pavel decise di lasciare la Juventus e il calcio. In quella stagione si tolse lo sfizio di lottare per il titolo contro gli acerrimi rivali dell’Inter, riuscirà a far arrivare la Juventus seconda, quindi, ancora qualificata per la Champions. 

La squadra quell'anno si tolse molte soddisfazioni: passò il girone di Champions con 12 punti (6 ottenuti contro il Real Madrid) e arrivò vicino alla qualificazione per i quarti (sconfitta dal Chelsea).



Il fato volle che l’ultima partita in cui giocò Pavel in serie A , fu Juventus-Lazio,  le sue due squadre e le due tifoserie che ha amato più di ogni cosa. 

Pavel dimostrò attaccamento alla maglia, molto più di altri campioni passati in bianconero, battendosi sempre e contro tutti per i nostri colori, fino al rifiutarsi di giocare un altro anno e tentare di vincere la Champions. 

Dopo il ritiro Mourinho allora allenatore dell’Inter, gli propose di giocare nei nerazzurri per cercare di vincere la Champions (cosa che accadde quella stagione) ma Pavel gli rispose: "No grazie, avrei voluto vincerla con la Juventus non posso farlo con altre maglie".


Nedved non è solo 327 presenze, 65 gol e 55 assist , non è solo 2 Coppe Italia, 3 Supercoppa Italia e 4 scudetti, Pavel Nedved è quel giocatore che quando vedevo in campo mi dava tranquillità e certezza sull’esito della partita o perlomeno di avere certezza che tutti in campo ci avrebbero messo lo stesso impegno che poneva lui. Pavel per noi tifosi è la furia Ceca.

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