| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |


La  Passione per il  Milan

   di Tuccio2010,  09 Aprile 2020

Avevo tra i 9 e i 10 anni, frequentavo le elementari della scuola “Colozza” e facevo il turno pomeridiano. A casa già avevamo il televisore da 7-8 anni ed io andavo spesso allo stadio a vedere giocare il Palermo, dato che mio padre era il responsabile delle docce dell’impianto di irrigazione del campo, insomma, diciamo l’idraulico ufficiale del Palermo. Mio nonno era un tifoso sfegatato, tanto da avere un abbonamento in tribuna scoperta.

Ero ancora piccolo per avere un’idea del tifo e anche del calcio. La domenica sera trasmettevano un tempo di una partita (troppo poco per capirci qualcosa), poi davano i risultati e ricordo che mio padre si inalberava sempre quando davano il risultato dell’Inter. Io chiaramente facevo caso solo a quello del Palermo, in serie B, e alla sua classifica.


Ero un ragazzino perbene e per certi versi introverso, a scuola un gruppetto di compagni faceva a gara sul numero di interisti (la squadra del momento) e di milanisti presenti in classe.

Si avvicinarono e mi colsero di sorpresa mi chiesero per quale squadra tifassi, io risposi che tifavo per il Palermo.

Misero, allora, due figurine sul banco, una di Mazzola e l'altra di Rivera dicendomi di sceglierne una. Il rosso al contrario dell’azzurro in coppia con il nero, aveva un effetto cromatico migliore e poi il biondo di Rivera contro il bruno di Mazzola mi fece propendere definitivamente per la figurina del Milan.

È stata come un’iniziazione, perché per mantenere la preferenza e vincere quella disputa, mi dissero in tono imponente: "adesso sei milanista e non puoi cambiare più”. Fu proprio così!

Da allora sono milanista e non ho più cambiato, quindi sono milanista per Rivera, forse se mi avessero fatto vedere un altro giocatore, oggi sarei interista, chissà.


Ho iniziato a seguire la squadra, sono arrivati i successi di Rocco, ho visto la partita della prima coppa intercontinentale vinta in Argentina. È arrivato Liedholm, poi Sacchi, Capello, Ancelotti ed ora Rangnick. Per quel che riguarda l’eventuale congelamento della classifica (7° con accesso alla E.L.), solitamente non sono mai d’accordo con Stefano Agresti sul Milan, pur stimandolo moltissimo, ma stavolta condivido in pieno il suo pensiero.

Precedentemente in merito al congelamento della classifica, ho detto quanto fosse giusto  cercare di recuperare le partite per equità, e anche nel congelamento mettere tutte le squadre nella stessa posizione e nello stesso numero di partite. Mi è sembrato di capire che vorrebbero assegnare 3 punti a tutte le squadre che devono recuperare. Non sono d’accordo.

In una partita non ci sono in palio 6 punti e quindi non sarebbe equo dare 3 punti a tutti, non trovo giusto nemmeno che il Milan sia settimo (quindi in E.L.) avendo giocato una partita in più. Sono d’accordo invece con Agresti, nel caso non si possano disputare i recuperi, per la soluzione con il calcolo della media punti totalizzata da ogni squadra.


Mentre si disquisisce su come si possa mettere fine a questo campionato, nel Paese è tutto bloccato. Le squadre di calcio così come tutte le altre attività, devono affrontare l'emergenza e cercare di ridurre il più possibile i danni economici. I calciatori, sul tema taglio degli stipendi, sembrano non avere capito il momento economico particolare che attraversano le società e le grosse ripercussione per il futuro.

La vita cambierà anche nel calcio, gli stadi se e quando riapriranno, avranno minori abbonati e spettatori, i prezzi caleranno e aumenterà la paura. Anche il Milan sta lavorando alla riduzione degli stipendi, affidando all’avvocato Cantamessa la fattibilità dell’operazione, per discutere poi con i calciatori senza aspettare che si pronunci l’AIC. Questa nuova prospettiva cambierà di molto anche il nuovo mercato estivo o autunnale che verrà, tanto che si torna a parlare della possibilità per il Milan di provare a prendere Icardi. 

È ovviamente difficilissimo, anche se nel calcio non si può mai dire mai. Wanda è sempre in cerca di soldi e il Milan non ne ha, ma nella ristrutturazione di Elliott potrebbe esserci una mossa clamorosa, come, ad esempio, Spalletti in panchina.

Per il Milan il problema non è acquistare Icardi perché si potrebbe ipotizzare un riscatto del PSG e poi lo scambio con Donnarumma, con buona pace dell’Inter.

Il reale problema è gestire il suo ingaggio e se arrivasse Spalletti, gestire anche il rapporto con il tecnico e Wanda. Leggo quello che si scrive, lo riporto e poi lo commento, e a proposito di Spalletti, credo che sia tornato di moda per rompere ogni indugio con Rangnick, così come Allegri, che invece Leonardo potrebbe portare al PSG.




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