| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |


La ripartenza e i nuovi sogni rossoneri

   di Tuccio2010,  22 Marzo 2020

Si pensa, come lo penso anch'io, che prima di tre mesi non si potrà essere operativi.  Le serie A di tutti i campionati europei e di conseguenza anche la UEFA, al fine di farsi trovare pronti ad un eventuale inizio stanno valutando l’ipotesi migliore per permettere di portare a termine i campionati. Strutturando le scelte in modo tale da evitare eventuali vantaggi per qualsiasi squadra, per quanto riguarda le coppe internazionali.

È il 3 maggio la data sulla quale si sta lavorando per recuperare le partite rinviate e quelle ancora da giocare: Inter-Sampdoria; Verona-Cagliari; Torino-Parma e Atalanta-Sassuolo.

SI riparte poi con la normale programmazione, senza però cancellare la sosta per le nazionali, che permetterebbe di concludere le coppe nazionali nel mese di luglio.

Per evitare ripercussione sul calendario della prossima stagione, il sindacato dei calciatori si trova d’accordo, che questi giorni di stop forzato vengano considerati come giorni di ferie e così la pausa estiva sarà ridotta ad un paio di settimane. Questo è quanto ci si auspica, perché andare in campo il 3 maggio, significherebbe che nei primi di aprile si comincerebbe ad avere una fase discendente del virus.


Penso che una parte abbastanza numerosa di persone non abbia capito quanto è seria la situazione. Se si dovesse continuare con questi comportamenti demenziali, forse non serviranno neanche i tre mesi scientifici previsti per uscire dalla pandemia e il rinvio dell’europeo al 2021 non sarà servito a nulla. 

L’ho detto in tempi non sospetti e sostengo ancora che i campionati non si possano concludere nel corso della prossima estate.

La UEFA pensa di bloccare per un anno il Fair Play Finanziario e io spero che un anno basti, perché il dopo coronavirus sarà devastante tanto quanto il virus. L'Europa politica mi sembra intenzionata a fare finalmente “quadrato” per permettere a tutti gli stati di ripartire, sarà sicuramente una ripartenza in salita. Forse questo virus è riuscito politicamente a compattare l’Europa, di solito dopo violente litigate si diventa grandi amici.

Bisognerebbe pensare pure ad abbassare gli ingaggi e i costi dei cartellini non solo dei calciatori, ma anche dei politici. Troppa pacchia!

Se questa deroga dovesse essere approvata, non significa che non ci sarà attività di controllo sui bilanci, ma che per questa stagione le perdite dovute a questa disgrazia, in linea di massima non verrebbero contabilizzate. 

Una boccata d’ossigeno per la Juventus alla rincorsa per raggiungere il pareggio di bilancio e ancora di più per il Milan, un po' meno invece per Inter e Roma appena uscite dal FPF e a lungo controllate.


In questo clima di disperazione, il Milan di Elliott e Gazidis vuole e deve tornare in Champions. Una competizione che darebbe ai rossoneri l’antico lustro e per la proprietà sarebbe un indispensabile fonte di autofinanziamento economico. 

Al contrario degli altri grandi club, il fondo Elliott che si materializza in Gazidis, vogliono farlo con una squadra dall’età media e dal monte ingaggi molto basso. 

Per questo motivo la scelta di Rangnick, che è bravo a lavorare con i giovani, anche se negli ultimi tempi sembra che la trattativa sia saltata, e prima di Rangnick non sono andate a buon fine anche le trattative con Gasperini e Marcelino, per cui la scelta ricade ancora su Pioli. 

Il tedesco potrebbe comunque essere scelto per portare come direttore tecnico il Milan in Champions sull’esempio del Lipsia, una squadra giovane con stipendi molto bassi.

Il duo Elliott-Gazidis, a parte l'Atalanta, prende come esempio il Lipsia perché ha un’età media di 23 anni e mezzo, un monte ingaggi al di sotto dei 70 milioni lordi e come l’Atalanta è ai quarti di Champions League. Creando anche una sinergia con il Lilla, altra squadra nelle mani del fondo Elliott, sullo stile della Red Bull. 


Tutto ciò passa anche da Ibrahimovic, non ha segnato molti gol ma ha avuto un impatto psicologico devastante. La squadra ha acquisito convinzione e i giocatori ora hanno elevato le proprie prestazioni.

È il leader che serviva a questi giovani giocatori, il punto di riferimento che mancava, che serve e che mancherà, dato i suoi 38 anni e dopo la questione Boban-Maldini difficilmente resterà.

Serve dunque un "dopo Ibra”, ed ecco subito accostato al Milan Milik, l’attaccante 26enne non ha trovato l’accordo per il rinnovo, e la prossima stagione al suo posto dovrebbe giocare Petagna.

Lo avrei voluto al Milan già nel 2016 quando poi è arrivato al Napoli, dove è stato condizionato dai due gravi infortuni e nonostante ciò ha realizzato 46 reti in 109 partite, di cui 20 nella scorsa stagione. Se non avrà altri infortuni e se starà attento a non scegliere la maglia numero 9, al Milan potrebbe fare bene.

Sostituendo Ibrahimovic con Milik, il Milan anche in stile Lipsia, ha bisogno di un leader carismatico, servirà qualcuno con una straordinaria personalità che possa prendere le redini della squadra per aiutare in campo e fuori il gruppo di ragazzi, che Elliott e Gazidis vogliono mettere insieme. 

Tra i giocatori più papabili c'è l’attaccante del Real, Jovic (una delle trattative congelate), e sembra che il Napoli oltre che su Sirigu, sia anche sulle sue tracce, quindi a maggior ragione per Milik la prossima stagione si fa davvero dura.

Nonostante l'interesse del Napoli, anche il Milan continua a seguirlo come aveva già fatto la scorsa estate.  


Con la partenza di Boban e Maldini, si complica il ritorno di Thiago Silva al Milan. Il progetto era di rinnovare il contratto a Zlatan e integrare un altro grande in difesa, ma con il suo ritorno si sarebbe anche potuto sopperire alla partenza di Ibra, come leader per i tanti giovani in organico. 

L'agente del brasiliano aveva cominciato a lavorare con Boban per il suo ritorno, una trattativa che non era ancora decollata e che adesso forse non decollerà più.

L'ideale sarebbe Donnarumma se non fosse per l’ingaggio, ma il Paris Saint-Germain con il Real Madrid restano per il calciatore le candidate più accreditate. I parigini puntano a prendere Gigio a parametro zero nel 2021 da svincolato, Donnarumma per me dovrebbe lasciare il Milan al termine della stagione, trovando un accordo di rinnovo con Raiola e mettendolo poi sul mercato, perché solo così si può contenere il monte ingaggi e ricavare una bella plusvalenza. L'estate scorsa il cartellino del portiere era stimato sui 50/60 milioni, a un anno dalla scadenza e senza rinnovo a giugno si venderebbe per 25/30 milioni.



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