| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |


Mauro German Camoranesi

di Pietro Giancristiano, 04  Agosto 2020

Mauro German Camoranesi, giocatore grintoso, brevilineo, destrorso ed estroso. Capelli al vento, argentino, anzi no, Italo-argentino. 

Ha fatto tutta la trafila delle giovanili nelle argentine per poi arrivare nel Cruz Azul, campionato messicano, dove da laterale alto a destra colleziona 78 presenze e 32 gol. Lo nota il ds dell'Hellas Verona che lo porta in Italia nell’estate del 2000. La svolta della sua carriera!

Il Verona si riesce a salvare in quella stagione ma non in quella successiva. Nelle due stagioni viene notato da Lippi che nell'estate del 2002 dopo l'infortunio di Zambrotta lo vuole alla Juventus.


Titolare inamovibile


Fu preso per sostituire Zambrotta ma Lippi stravedeva per lui. Nella sua prima stagione vinse lo scudetto e Supercoppa italiana, collezionando 45 presenze e 5 gol tra campionato, Champions League , coppa Italia e Supercoppa italiana. 

Quella stagione verrà ricordata per la finale di Champions persa nella prima finale tutta italiana col Milan, di quelle 45 presenze più di 36 sono da titolare. Questo ragazzotto di Tandil stregò mister Lippi tanto da spostare al suo rientro Zambrotta sulla sinistra, sulla destra, quindi, la Juventus di quella stagione presentava Thuram terzino e Camoranesi ala con compiti offensivi. Un connubio perfetto col francese. 

La stagione successiva la Juventus non riesce a bissare lo scudetto, si qualifica terza in classifica e vince la finale della vendetta contro il Milan in Supercoppa italiana. Quella stagione collezionò 36 presenze e 4 gol.



Da Lippi a Capello


Dopo il terzo posto la società decide di cambiare, e al posto di mister Lippi arriva Don Capello. 

Camoranesi sotto la guida di Capello diventa una delle ali destre più forti d'Europa. Nella stagione 04/05 colleziona 46 presenze e 18 tra gol e assist e nella successiva 44 presenze e 8 tra gol e assist. Vince sul campo due scudetti consecutivi, revocati poi per il caso calciopoli che coinvolse i bianconeri nel 2006. 

A fine della stagione 05/06 visto l’aria che tirava in società chiede la cessione prima di iniziare i mondiali. La società cerca di accontentarlo ma la presenza di Mauro al Mondiale fa slittare le trattative, anche perché non si sapeva ancora dove avrebbe giocato la Juve l'anno seguente.


Campione del mondo in B


L'estate del 2006 fu incandescenze per i colori azzurri e bianconeri. Al mondiale insieme a Mauro (decise di accettare la convocazione in azzurro nel 2003 con Trapattoni) vi erano altri bianconeri: Buffon, Cannavaro, Zambrotta e Del Piero. 

Mauro chiamato da Lippi tra i 23 divenne anche in azzurro fondamentale. In quel mondiale con 5 presenze si laurea campione del mondo. 

Una nota simpatica è che in finale si fa tagliare la sua caratteristica coda da Oddo per festeggiare il mondiale appena vinto, ma dopo il breve momento dei festeggiamenti per il titolo mondiale, Camoranesi deve tornare alla realtà. 

La Juventus viene retrocessa in B con 17 punti di penalizzazione, sulla panchina dei bianconeri in serie B si siede Deschamps che convince Mauro (aiutato anche dagli altri senatori) a rimanere in rosa. 

Riuscirà in una stagione a riportare la vecchia signora in Serie A. La classe e la grinta dell’argentino insieme a Nedved e al duo Trezeguet-Del Piero garantiscono una risalita immediata della Juventus in A.



Stagione maledetta e addio


Il ritorno in A non è fortunato per Mauro, che a causa di infortuni non può aiutare la squadra a tenere il ritmo di Inter e Roma, ma la Juve si qualifica per la Champions League subito tornata in A. Mauro collezionerà 22 presenze e 12 tra gol e assist (il più importante è il gol contro l’odiata Inter nel primo scontro dopo l’anno di purgatorio). La stagione successiva la Juventus e Mauro capiscono che è ora di separarsi per i troppi infortuni e l’età,

tanto che nell’estate del 2010 Mauro decise di provare l’esperienza in Bundesliga. La Juventus dopo 8 anni magnifici saluta il suo quinto cavaliere.


Mauro ha dimostrato che con il lavoro e la tenacia si riesce a raggiungere qualsiasi cosa: dall’essere ignorato dalla selezione Argentina a diventare campione del mondo con quella italiana, dalla Serie B col Verona alla serie B con la Juventus da campione del mondo, ma quella B gli ha garantito l'eterna gratitudine del popolo bianconero.








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