| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |


                       Il Milan è un profondo rosso  

                                        di Tuccio2010, 12 Ottobre 2020

La sofferenza dello spareggio con il Rio Ave, non sarà dimenticata tanto in fretta, ma neanche la vittoria con lo Spezia o il primo posto in classifica a punteggio pieno e con zero gol subiti. Non si dimentica di un girone equilibrato di Europa League, con Celtic, Sparta Praga e Lille e il particolare della linea verde rossonera, che è la prima squadra a schierare sette giocatori titolari, nati dal primo gennaio 1999 in una partita nei top-5 campionati europei. 


Il Milan ottenendo la terza vittoria consecutiva nelle prime tre giornate di campionato, con il 3-0 contro lo Spezia, ha tolto un po' di ansia.

Il primo tempo è stato, come in tutte le altre partite senza Ibra, in controllo ma senza avere la forza di imporsi ad un avversario generoso, organizzato, ma con un livello tecnico inferiore. Nella ripresa l’ingresso in campo di Calhanoglu ha cambiato le cose e si è visto un altro Milan.

Calhanoglu ha cambiato la partita e Leao, che fino a quel momento non aveva giustificato la sua presenza in campo l’ha chiusa, poi Kessie e Bennacer hanno fatto il resto. 


Le risorse ottenute dalla vendita di Paquetà, non sono servite per fare mercato e neanche il tesoretto del passaggio ai gironi è servito per completare la campagna acquisti, e per poter disporre di un altro centrale (è positivo anche Gabbia) nella lotta al quarto posto.

Trattative troppo difficili, che man mano diventavano impossibili. Il Milan ha provato a spendere ciò che poteva (non si deve dimenticare che c’è un bilancio in rosso e da sanare), esporsi per fare un acquisto folle avrebbe compromesso la bontà del mercato. Alla squadra non manca nulla e vuol dire che ulteriori colpi di mercato si faranno a gennaio, sempre se si abbasseranno le pretese.


Il rosso da 195 milioni ha chiaramente condizionato il mercato e rischia di condizionare anche i rinnovi di contratto. Il Milan deve fare i conti con un passivo di bilancio aggravato dalla pandemia, un’emergenza sanitaria che ha privato tutte le società dei mancati ricavi per la chiusura degli stadi e la riduzione delle attività commerciali, compreso Museo, Store, Casa Milan ecc.

La politica di razionalizzazione dei costi (riduzione del monte ingaggi dei giocatori e del management) non sta ottenendo risultati pratici. Ecco spiegato gli investimenti su giocatori giovani, in prestito e con ingaggi contenuti, utilizzando quasi la stessa politica anche dopo avere abbandonato la rivoluzione Rangnick.

In questo momento bisogna capire come possono essere gestiti i rinnovi onerosi di Donnarumma, Calhanoglu e Romagnoli.


Elliott non ha mai smesso di finanziare il Milan, anche se a piccole dosi, e come per Ibrahimovic è disposto a fare un sacrificio economico per l’ingaggio di Gigio, che già parte da una base di 6 milioni netti a stagione.

Trattare con Raiola non sarà facile e lo si è visto con Zlatan. Tutti noi e Gazidis confidiamo nella volontà di Gigio di restare e su Maldini, che al contrario di quanto asserivano i  detrattori sta svolgendo bene il suo ruolo con giocatori e procuratori.  

Anche l’agente di Calhanoglu non scherza, con la richiesta di rinnovare a 5 milioni netti, ossia il doppio di quanto guadagna adesso, altro che monte ingaggi sui 2 e mezzo/ 3, servirà una capacità manageriale che spero Maldini abbia e si trovi per entrambi un punto d’incontro.

Sapevo che l’apertura della maglia operata con Ibrahimovic avrebbe portato ad una reazione a catena, purtroppo si finisce sempre per sbattere la faccia su Raiola, che se non avesse preteso 7 milioni per Ibra, gli altri rinnovi sarebbero stati più semplici, e non perché i giocatori in questione non li valgano, ma perché il Milan oltre a una certa soglia non può andare. Non si tratta di essere spilorci, non ci sono molte alternative alla politica dei giovani con un tetto di ingaggio sui 2-3 milioni, altrimenti si rischia di spazzare via 120 anni di storia gloriosa, portando i libri contabili in tribunale.


Tutto sommato è stato un buon mercato, in questa sessione è stato ceduto pure Laxalt, in prestito secco al Celtic e sarà avversario del Milan in coppa. Dispiace per Caldara (grande rimpianto), il giocatore è in prestito con diritto di riscatto all'Atalanta fino al 30 giugno 2021 e dovrà stare nuovamente fermo per infortunio, con tempi di recupero che si aggirano intorno ai 3 mesi.


Il Milan ha il dovere di raggiungere il quarto posto, senza trascurare la coppa Italia e l’Europa League. Fino alle ultime ore di mercato ha provato ad acquistare un difensore centrale, ma non ci sono state opportunità da cogliere a prezzi congrui. Si sono aspettate le ultime ore di mercato sperando che i prezzi calassero, invece le altre squadre hanno capito la necessità del Milan e hanno addirittura alzato i prezzi, come le richieste eccessive della Fiorentina per Milenkovic.

Negli altri casi non era opportuno strapagare calciatori che non avrebbero alzato il livello della difesa. A gennaio si potrebbe provare ad investire il tesoretto ancora su Milenkovic, il DS della Fiorentina sembra abbia detto che se il giocatore non rinnova sarà messo sul mercato, e credo che il Milan seguirà con attenzione questa pista, che garantirebbe un aumento del livello tecnico della squadra e della difesa.

Il Milan tornerà alla carica anche su Kabak, l’affare non è andato in porto per pochi milioni, il giocatore piace tanto ad Elliott e all’area tecnica rossonera. Lo Schalke è in crisi tecnica e finanziaria, quindi potrebbe essere costretto ad accettare l’offerta del Milan (la guerra tra poveri), potrebbe essere determinante la volontà di Kabak specialmente se in squadra ci sarà ancora Calhanoglu, difficilmente invece penso che il Milan tornerà su Simakan.



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