| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

                                Milan tra mercato e rinnovi 

                                               di Tuccio2010, 29 Novembre 2020

Il Milan non ha ancora archiviato l'uno a uno con il Lille, che deve pensare subito al campionato e alla prossima partita con la Fiorentina, dopo la sconfitta del Sassuolo e dall’Atalanta e il pareggio della Juventus, la partita contro i viola può diventare un’occasione per provare ad allungare in classifica, approfittando anche del difficile impegno di Roma e Napoli.

L’assenza di Ibra è sicuramente pesantissima, ha dimostrato di essere determinante alla pari di Lewandowski, di Cristiano Ronaldo e di Messi. La Juventus senza Ronaldo si inceppa un po', ma il Milan fino ad adesso ha dimostrato di essere squadra anche senza il suo leader, se pur con qualche piccolo limite.


Ribadisco che non si sta parlando di scudetto, almeno non adesso, il Milan deve mettere fieno in cascina, mancano ancora 58 punti per il terzo/quarto posto, ed essenzialmente deve prendere un bel margine di vantaggio adesso che le cose vanno bene, per poter gestire senza stress un possibile momento di difficoltà. Siamo ancora nella prima parte della stagione e ci sono 30 partite da giocare (la media di 2 punti a partita per un posto in Champions).

Vincendo anche oggi il Milan lancerebbe un messaggio forte per lo scudetto, ma io credo che il Milan abbia già lanciato un messaggio forte al suo campionato e che questa vittoria sarebbe l’ennesima dimostrazione. Non si punta certamente ad essere la meteora del 2020, ma si ha in mente un percorso ben preciso come quello del Liverpool quando è arrivato Klopp, una crescita continua e costante. Il traguardo dipenderà poi dalle altre.


Lo scorso anno Atalanta e Lazio ha dovuto fare 78 punti per arrivare quarti, mentre l’anno prima ne sono bastati ad Atalanta ed Inter 69, dieci in meno. La morale della favola è che con 80 punti presunti si potrebbe arrivare quarti  e credo con certezza in Champions, però potrebbero anche non bastare per un punto (Milan 18/19) oppure potrebbero essere ottimi per vincere lo scudetto sul filo di lana.

Non per fare i falsi modesti ma il calcio è questo, vincere non è mai facile e se si vuole ottenere il minimo si deve sempre puntare al massimo. Si può quindi riassumere che il Milan sta puntando allo scudetto (il massimo) per ottenere la Champions (il minimo). I rossoneri certamente non vivono alla giornata, ma lavorano per tappe. Le prossime sono provare a vincere con la Fiorentina e recuperare il prima possibile Zlatan e Leao.


Alla luce di ciò, a gennaio si deve intervenire sul mercato, anche se il Milan ha dimostrato di essere squadra, non si può prescindere da un vice Ibrahimovic, un calciatore che lo possa sostituire nelle sue assenze e che lo faccia rifiatare all'occorrenza. Stesso discorso vale per il difensore centrale Kjaer, gioca sempre e ad alti livelli, se dovesse mancare anche per qualche spezzone la difesa andrebbe in apnea. Avere una valida alternativa sarebbe importante, specie nei momenti in cui c’è qualche assenza. Oltre a Kjaer di calciatori affidabili in squadra restano solo Gabbia e Romagnoli.

L'alternativa a Kessie a centrocampo poteva essere Bakayoko ma è andata come andata. Con Bakayoko però il Milan avrebbe potuto dichiarare apertamente: ”Signori, per lo scudetto ci siamo pure noi!”


E poi c’è l’equivoco Calhanoglu. Il fatto di essere andato a Torino per salutare Demiral, violando la zona rossa lascia basiti. È stato un comportamento deprecabile, non credo che fosse andato a Torino per accordarsi con la Juventus, perché la vecchia signora non avrebbe permesso tanta pubblicità e decidere di rendere pubblico questo incontro senza nemmeno la mascherina, non capisco il motivo per cui lo abbia fatto. Che il turco sia tentato dalla Juventus non è una novità, ma troppo sfacciato. Credo che la pista più accreditata resti il Manchester United e forse l’Atletico Madrid, non so come andrà a finire ma sicuramente è lontanissimo dal Milan, anche se Suma si sbilancia profetizzando che Calhanoglu rinnoverà. Non metto in dubbio che sia un gran professionista, un ragazzo delizioso e un ottimo giocatore, ma secondo me l’avventura con il Milan per Calhanoglu finisce a gennaio. Il rinnovo sarebbe sicuramente una buonissima cosa per il gruppo, per la dedizione e tanto altro, ma al giusto prezzo. Sia Suma che Giovanni Branchini hanno parlato del mercato di gennaio, che in pratica ricalcherà quello estivo, si cercheranno molti scambi e prestiti, pochissime società dispongono di liquidità. Il Barcellona ha quasi dimezzato gli stipendi, qualche squadra italiana invece è in arretrato con gli stipendi ed è improponibile un ingaggio di sette milioni per Calhanoglu.


Si sperava che Maldini in questa sosta del campionato avrebbe risolto i tre nodi dei rinnovi (Donnarumma, Ibrahimovic e Calhanoglu, più Romagnoli, Kessie e Calabria). La priorità sono sicuramente Donnarumma e Ibra, perché con altri come Kessie, Kjaer, Bennacer e Hernandez sono imprescindibili. Calhanoglu ha un agente molto pretenzioso, non sono esclusi nuovi contatti tra l'agente e il Milan, ma se non abbasserà la sue richieste sarà molto complicato arrivare ad un accordo.

Credo che il Milan non si muoverà dai 3 e mezzo/4 milioni, anche perché l’altra priorità sarà Kessié. Un altro giocatore di pari valore di Calhanoglu si può trovare, uno come Kessié non saprei. Ecco perché si torna a parlare con insistenza di Szoboszlai, che cambierà sicuramente squadra a gennaio per via della clausola, ma sembrerebbe già del Lipsia e poi ci c'è la pista Thauvin, ma è un’ala ed è tutta un’altra storia.




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