| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Mister Marcello Lippi

di Pietro Giancristiano, 10  Giugno 2020

Ogni tifoso che abbia passione per il calcio e per la propria squadra ama parlare e ama ricordare eventi ed emozioni legati a giocatori ed allenatori, che hanno caratterizzato la storia della propria squadra. L’allenatore di maggior influenza e che ha fatto la storia della Juventus  è Marcello Lippi.


La gavetta prima del salto


Lippi iniziò la carriera da allenatore nelle giovanili della Doria per macinare poche presenze, finché divenne Mister del Cesena calcio nel 1989 dove rimase per due stagioni. Fino al 1993 allenò solo per singole stagioni squadre come la Lucchese e l'Atalanta per poi approdare al Napoli. 

Fece debuttare in serie A Fabio Cannavaro e nonostante i problemi economici della società riuscì a portare il Napoli al sesto posto, che garantiva l’accesso alla UEFA.

Nell’estate del 1994 ricevette la chiamata della Juventus, ed è difficile rifiutare la vecchia Signora.


I successi in bianconero


In quell’estate in bianconero arrivarono anche Deschamps, Sousa, un giovane Tacchinardi che era un leader difensivo come Ferrara e in attacco integrò in prima squadra un giovane Del Piero. Lippi schierò la sua prima Juventus con un 4-3-3 molto offensivo, le punte svolgevano il primo pressing per cercare di recuperare palle alti.

Quella stagione vide il trio offensivo Del Piero, Ravanelli, Vialli fare faville e la Juventus riuscì a vincere lo scudetto con due giornate d’anticipo sul Parma (fu la prima stagione dove vennero attribuiti 3 punti per le vittorie).

Una partita memorabile fu la rimonta sulla Fiorentina: i viola allo stadio delle Alpi alla fine del primo tempo erano in vantaggio 2 a 0, nel secondo con una doppietta di Vialli e una magia di Del Piero la partita terminò 3-2, e da lì partí la cavalcata allo scudetto dopo 9 anni senza vittorie. L’avvocato infatti ad inizio stagione disse: ‘’E più facile che vinca la Ferrari il mondiale che la Juventus lo scudetto’’.


Da quello scudetto partirono tutti i successi successivi, vincendo il campionato la Juve si qualificò per la tanto agognata Champions League. La stagione della consacrazione come allenatore fu quella del 1995/1996.

In quella stagione alzo la Coppa Campioni a Roma dopo la bellezza di 11 anni da quella sciagurata notte dell’Heysel. Lippi decise di puntare forte su Del Piero e di arricchire il centrocampo con Jugovic e aggiungere due giocatori in attacco come Lombardo e Padovano (decisivo in Champions contro il Real). 

Quella rosa fu capace di esprimere un calcio a livello europeo spettacolare (ammirato anche da Ferguson allenatore del Man United). La cavalcata della Juventus inizia con un perentorio 3-1 a Dortmund per proseguire con un 3-0 con lo Steaua in casa, ed ottenere la qualificazione ai quarti con due giornate di anticipo andando a vincere in Scozia e in casa contro i Glasgow Rangers. In quelle partite nacque il famoso goal alla Del Piero. 

La Juventus chiude il girone con 13 punti totali. Il sorteggio dei quarti non fu benevolo infatti alla squadra di Lippi fu abbinato il Real Madrid. Lippi dopo l’andata persa a Madrid, spronò la squadra in vista della partita di ritorno, ed ebbe ragione: Del Piero pareggiò i conti e nella ripresa Padovano siglò il gol qualificazione alle semifinali.

In semifinale la Juve incontra un abbordabile Nantes, battuto 2-0 in casa, seppe poi gestire il ritorno: andò subito in vantaggio con Vialli e poi ritornò in vantaggio con Sousa (dopo il pari francese), perse 3-2 (al Nantes serviva vincere con tre gol di scarto).

Con il campionato ormai terminato la Juve poté concentrarsi sulla finale di Roma contro l’Ajax.  Il 22 maggio 1996 la Juve torna sul tetto d’Europa vincendo la finale ai rigori contro l'Ajax pieno di talento.

Lippi ebbe il merito in quegli anni di creare una squadra compatta nonostante i continui cambiamenti di formazione. La dirigenza in quegli anni cercava  costantemente di integrare la rosa con giovani di talento, ma cercando anche di autofinanziare gli acquisti. 

Assistemmo ad una carrellata di giocatori di livello internazionale, Zidane, Vieri , Montero, Boksic, Davids , Inzaghi , Fonseca e molte cessioni dolorose come Vialli, Sousa e Ravanelli. Lippi fu in grado di aprire un ciclo sia nazionale che internazionale, portò la Juventus ad altre due finali di Champions e a due scudetti. Le ciliegine sulla torta furono la Supercoppa europea, dove la Juve ebbe la meglio sul PSG e Il suo primo titolo mondiale, vinse con un goal di Del Piero la Coppa intercontinentale contro il River.


Nella stagione 1998/1999 venne esonerato dalla Juventus dopo una sconfitta interna per 4-2 col Parma, ma Lippi aveva già firmato con l’Inter per la stagione successiva.


Il ritorno in bianconero


Dopo l’avventura senza lode in nerazzurro nell’estate del 2001 Lippi viene richiamato a guidare la Juventus. Insieme a lui quell’estate arrivarono Buffon, Nedved, Thuram e Salas e cessioni di rilievo come Inzaghi e Zidane. Vennero ceduti anche Edwin van der Sar e Kovacevic. 

Il ritorno in panchina non fu facile, dato il passaggio all’Inter di un po’ di stagioni prima , ma il problema fu cercare la giusta collocazione di Nedved. L’intuito gli suggerì di spostare il Ceco da ala a trequartista e fu la svolta della stagione bianconera. 


Fu un campionato fantastico! 



Una battaglia dalla prima alla 34esima giornata, che si concluse il 5 maggio del 2002 quando all’ultima giornata la Juve passò a Udine e l’Inter cadde a Roma con la Lazio (venne restituito lo scudetto perso a Perugia). 

In Champions non andò bene, la Juve uscì nella seconda fase a gironi, e perse la Coppa Italia contro il Parma per il gol che avevano realizzato in trasferta nella gara di andata vinta 2-1. 

La stagione successiva fu la stagione più bella post Champions del 1996, vide ancora la Juve primeggiare in campionato. 

Nel 2002 la Juve portò a Torino il futuro campione del mondo Camoranesi e un giovane attaccante, Di Vaio. In campionato fu una macchina da guerra si portò a casa il secondo scudetto consecutivo con 7 punti di vantaggio sull’Inter, ma la parte più bella di quella stagione fu il cammino in Champions. 

Il punto più alto fu la semifinale contro il Real, dove il trio d’attacco: Del Piero, Nedved, Trezeguet nella gara di ritorno ribaltó la partita d’andata persa al Bernabeu 2-1. Buffon fece il suo dovere parando il rigore a Figo, Del Piero e David nel primo tempo portarono la Juve sul 2-0, poi il gol che libero la gioia bianconera: palla lanciata in profondità da Zambrotta (altra vittoria tecnica di mister Lippi che tramutò in ala sinistra uno dei terzini più forti di quegli anni) per Nedved che controllo palla e segnò il 3-0 momentaneo, ma che dava la qualificazione alla finale di Manchester. Nedved perdette però quella partita per un cartellino giallo preso a metà campo, che gli fece saltare la finale per squalifica. 

La finale fu persa ai rigori contro il Milan (prima finale di Champions tutta italiana).

La stagione successiva fu l’ultima stagione in bianconero di mister Lippi. Lo stesso Milan che vinse la Champions si portò a casa lo scudetto in quella stagione e la Juventus arrivò solo terza. La dirigenza decise di dividersi da Lippi.



Sul tetto del mondo in azzurro


Questa separazione fu alquanto fortunata poichè Lippi aveva firmato per la federazione gioco calcio, per condurre la nazionale al mondiale del 2006. 

Rileva la nazionale da Trapattoni, esordisce in panchina contro l’Islanda perdendo l’amichevole. Nel cammino verso il Mondiale di Germania, vince 7 partite su 10 e vince il girone. 

Nel 2006 anno dei mondiali scoppia calciopoli, molti calciatori sono coinvolti, Lippi selezionò: Buffon, Peruzzi, Amelia, Cannavaro, Materazzi, Nesta, Zambrotta, Zaccardo, Barzagli, Grosso, Oddo, Gattuso, Pirlo, Barone, Perrotta, Camoranesi, De Rossi, Del Piero, Inzaghi, Iaquinta, Toni, Totti e Gilardino, difendendo a spada tratta la sua scelta. 

Debuttò al mondiale contro il Ghana con un vittorioso 2-0. 

Passammo il turno come primi battendo la Rep.Ceca e pareggiando con gli  Usa. Agli ottavi di finale si accende la luce di Grosso, il quale a fine partita cerca il dribbling in area procurandosi il rigore che Totti trasforma in  goal portando l'Italia agli ottavi. 

Nei quarti l'italia strapazza 3-0 l’Ucraina. In semifinale contro la Germania l’Italia dimostra ancora di più di meritare il mondiale, con una partita caparbia è solida della squadra azzurra vinta nei supplementari con gol di Grosso e Del Piero. In finale trova la Francia  battuta ai rigori con gol decisivo di Grosso. 

La scelta di Lippi di difendere la sua selezione fu azzeccata visto che portammo a casa il mondiale. Lippi il 9 luglio 2006 si laureò campione del mondo per la seconda volta dato la precedente vittoria della Coppa Intercontinentale con la Juve.


Lippi ha fatto la storia della Juventus. È arrivato alla Juve dopo anni senza vittorie e l’ha portata dove meritava, prima in Italia e poi in Europa e nel mondo. 

Ripetendo la stessa cosa con la nazionale (ultimo mondiale vinto prima di quello del 2006 fu nel 1982). Questo è ciò che rende Lippi uno dei migliori allenatori degli ultimi 30 anni.





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