| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |


Obiettivo Quinto Posto

   di Tuccio2010,  29 Luglio 2020

Mi piace mettere a confronto le due classifiche degli ultimi campionati, poiché davanti all’evidenza schiacciante che Gattuso non abbia fatto un miracolo si continua a rimpiangerlo, e perché sarebbe bastato avere un minimo di gioco e si sarebbe disputato la Champions. Dopo 36 giornate di campionato la  differenza è solo di due punti in meno. 

Se non si fosse preso quel gol di carambola contro l’Atalanta, non esisterebbero nemmeno.

Gattuso però non aveva Rebic, Bennacer e Theo Hernandez, dato che non li considerava rinforzi adeguati, e nella gestione Pioli non bisogna dimenticare l’interregno di Giampaolo, il covid, le voci su Rangnick e l’arbitro Chiffi, per me non all’altezza della serie A, perché quel rigore considerato dal mondo intero un errore grave, ha inciso sulla corsa al quinto posto.


L'ex arbitro Casarin dice che la regola quando la palla tocca l’arbitro è cambiata, si deve fermare l’azione e scodellare la palla, quindi, Ghiffi doveva interrompere il gioco, perché il suo tocco è stato decisivo e ne è nata un'occasione importante. I due punti poi da recuperare sulla Roma si sarebbero potuti benissimo conquistare.

Difficile ma non impossibile a due giornate dalla fine recuperare 4 punti. Il calendario del Milan è un po' più semplice e le avversarie della Roma hanno più motivazioni: incontra il Torino che è salvo, ma potrebbe avere un impeto d’orgoglio, ora che è scarico mentalmente, ed impattare in un pareggio, anche la Juventus non ha più nulla da dire, ma Ronaldo insegue la scarpa d’oro e come motivazione può bastare.

Se si verificassero queste condizioni la Roma potrebbe finire a 65, mentre il Milan battendo Sampdoria e Cagliari potrebbe portarsi a 66 punti operando il difficile sorpasso. Il Napoli è già in Europa League e incide solo di poco sul futuro di Roma e Milan per accedere direttamente alla fase a gironi evitando i preliminari. 


La conferma di Pioli non la trovo una vicenda da dilettanti: Pioli è arrivato al Milan, solo perché Spalletti non ha voluto rinunciare ai soldi dell’Inter, e già il contratto con opzione di rinnovo in base al piazzamento diceva chiaramente che a fine stagione avrebbero riprovato ancora con Spalletti. Un altro allenatore tra Spalletti, Guardiola o Rangnick lo avrebbero preso.

Mentre Boban e Maldini però preparavano il mercato per Spalletti, Gazidis lo preparava con Rangnick, ed è questa è la parte “dilettantistica”. Vedere e capire quindi che il lavoro di Pioli, Maldini e Boban è stato un ottimo lavoro, convincersi che non andava buttavo via e che un mix di giovani e calciatori più esperti è l’ideale, non mi sembra una “vicenda da dilettanti”.

Si è sempre evidenziato quanto in questi anni Gazidis non abbia mai imparato dai suoi errori, adesso che ha imparato (pure a parlare l’italiano), mi sembra quanto meno ingeneroso dargli del dilettante.

Per quanto riguarda il mercato si è tornati a parlare di Scamacca, Ricci e Robinson, sicuramente si sarà perso del tempo prezioso, o magari è servito per fare delle scelte oculate, ma non lo considero un errore grave se dopo un paio di settimane si torna sui propri passi.


È fuori discussione che Gazidis ha confermato Pioli su richiesta della squadra. Per l'opinione pubblica è stata la scelta più facile, ma una scelta diversa sarebbe stato un grave errore. 

C'era il forte rischio di un flop al primo anno di Rangnick, quindi, c'erano più rischi con il tedesco che con Pioli. 

Non ho mai sostenuto né l’uno né l’altro,  preferisco allenatori come Luis Enrique, Emery, Pochettino e Tuchel.

Non vedo il motivo per cui le cose non dovrebbero andare bene. Tra la fine di questo campionato e l’inizio dell’altro ci sono 40 giorni che non sono un’eternità, in mezzo un richiamo di preparazione (tipo sosta invernale) e un rodaggio con i tre turni preliminari di coppa. Non c'è motivo per cui una squadra che va così bene in questo momento deve perdersi 40 giorni dopo, sarebbe successa la stessa con chiunque fosse arrivato, dovendo ricominciare da capo, e non credo proprio adesso che sembra si sia trovato chiarezza e unità di intenti.

La conferma di Pioli permette di dare continuità e di avere in panchina un allenatore che conosce il campionato italiano e, cosa importante, è apprezzato dai giocatori. 

È veramente nata una grande squadra e il mercato servirà ad alzarne il livello per provare a tornare finalmente in Champions League.  Pioli non è un profilo internazionale ma ha dato alla squadra un gioco spettacolare, una dimostrazione di buon senso per ripartire. Non può essere una vicenda da dilettanti!



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