| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Una Passione oltre il tifo

di Pietro Giancristiano, 21  Aprile  2020

In questi giorni di quarantena stavo pensando a come spiegare la passione per la Juventus e ho contattato due amiche bianconere e un fratello Gobbo. Sono tre amici conosciuti su Instagram (gestiscono pagine personali) e con cui ho instaurato un’amicizia rafforzata dall’amore per la Juve.

Sono Elisa Chiara (che già conoscete per aver letto il suo debutto allo Stadium,  ha una pagina che supera i 10k follower) ed è di Torino, Alessandra Balloni della provincia di Grosseto (sulla sua pagina instagram ha più di 152 K Follower) e Marco Zelano di Roma (gestisce le pagine Juve Unica Emozione e Il Vangelo secondo Del Piero, entrambe con un gran seguito di Follower).

 

Ciao ragazzi come va la quarantena?

Ale - Abbastanza bene. Non mi lamento. Ogni tanto devo andare a lavoro ma per il resto sono a casa, mi diletto nella cucina , faccio un po’ di attività fisica e sto con i miei.

 

Elisa - bene. Ho la fortuna di avere un po’ di giardino quindi non sto sempre chiusa in casa. Si va a far la spesa e per il resto sto a casa con i miei, passo un po’ di tempo sui social e aiuto in casa.

 

Marco - In quarantena tutto bene. Mi alleno in casa , studio e preparo esami per l’università e guardò un po’ di serie tv. Cerco sempre il modo di tenermi occupato.

 

Com'è nata la passione per la Juve?

Ale - Io ci sono nata bianconera non ci sono diventata. L’amore che provava per i nostri colori mio nonno e poi mio padre, ha portato anche me ad amare la Juve.

 

Elisa - Come Alessandra anch’io sono cresciuta con la passione per la Juve, dato che in casa ho parenti Bianconeri. A 15 anni questa passione è aumentata ancora di più, mi rese felice vedere alzare a Roma la Champions.

 

Marco -Mi innamorai dei colori bianconeri nel 2001 (in quella stagione la Juve vinse il campionato in quel famoso 5 maggio 2002). La circostanza fu particolare, perché Il fratello e il cugino di mia mamma, uno juventino e l’altro milanista mi sponsorizzavano la loro fede calcistica, ma un giorno mio zio inviò a mia madre la foto di squadra della Juve di quell’anno e capii che quei colori avrebbero fatto parte della mia vita.

 

Il vostro giocatore preferito da quando seguite la Juve ? Ditemi un aneddoto che vi lega.

Ale - Beh! Potrebbe essere una risposta scontata ma senza dubbio il Capitano Alex Del Piero.

Non dimenticherò mai  la partita del suo addio alla nostra Juve e la festa scudetto. Di quella  cerimonia non ricordo nulla perché passai tutto il tempo a piangere. Mi aveva toccato il momento del suo addio.

Quando i social non erano in voga come adesso accadde una cosa divertente: Rispose ad un mio complimento e mi rese felicissima.

 

Elisa - Il mio calciatore preferito era il compagno d’attacco per eccellenza del Capitano, David Trezeguet. Il ricordo che mi lega a lui, purtroppo, non è piacevole per noi italiani, ed  è il goal che realizzò contro l’Italia nella finale degli europei col Golden Goal.

 

Marco - Alessandro del Piero. In assoluto! Rappresentava la Juventinità, ma ho adorato anche Nedved e Buffon.

Ricordo che nel 2002 il collega di mio zio mi portò la maglietta di Pavel ma la persi. Anni dopo andai in centro a Roma e vidi in un negozio di maglie vintage la maglia di Alex, decisi di comprarla e da allora quella maglia è ben conservata. Fu la prima vera maglia che mi comprai della Juve.

 

Se si potesse tornare indietro nel tempo quale partita del passato vorreste andare a vedere allo stadio? (non solo Juve ma anche della nazionale o di altre squadre)

Ale  - Amo il calcio, quindi, sono tifosa anche della Nazionale. Vorrei tornare al 9 luglio 2006 a Berlino, finale della coppa del mondo contro la Francia, quando abbiamo visto alzare all’Italia la colpa del mondo. Per quanto riguarda la Juve ho perso poche partite importanti.


Elisa - Mi sarebbe piaciuto assistere al ritorno della semifinale della coppa campioni, del maggio del 2003, dove si vide una grande Juventus ribaltare il risultato di andata contro il Real Madrid. Non dimenticherò mai quella partita dove i nostri ragazzi con Del Piero, Trezeguet e Nedved ottennero la qualificazione per la finale a Manchester tutta italiana.

Pavel in quella partita fece un bellissimo goal, peccato che poco dopo fu ammonito e fu costretto a perdere la finale.

 

Marco - In ambito Juve vorrei rivedere, come Elisa, Juventus-Real del 2003. Con i colori azzurri vorrei aver assistito a Germania-Italia, coppa del mondo 2006. In generale mi piacerebbe vedere una qualsiasi partita giocata dal Barcellona nel proprio stadio.

 


Quale è stata la partita che vi ha reso più felice e quella che invece vi ha deluso di più?

Ale - Entrambe con squadre di Madrid. La più emozionante che non dimenticherò mai è stato Juventus 3 Atlético Madrid 0. Non mi sarei mai immaginata di assistere ad una partita del genere. Felicità che durò poco, poiché siamo usciti dalla coppa il turno successivo con l’Ajax.

Mi ha deluso invece la partita dell’anno precedente: Juve 0 Real 3

Assistetti però al magnifico goal in rovesciata di Cristiano con successiva standing ovation dello Stadium.

 

Elisa - Per me la partita indimenticabile si è disputata a San Siro. Fu la prima trasferta della mia vita in assoluto, eravamo in curva ospiti insieme, se ti ricordi Pietro, e vedere i nostri ragazzi vincere a Milano contro l’Inter di Conte è stato bellissimo. Per la delusione le partite giocate quest’anno contro la Lazio in cui ho visto una squadra svogliata come a Napoli.

 

Marco - Ho avuto la possibilità di vederne poche partite allo Stadium. Ho visto Juventus-Roma con goal di Marione e Juventus-Milan vinta 1 a 0 con goal di Dybala. Queste partite mi hanno reso felice per il risultato, ma mi hanno lasciato anche un po’ di amaro in bocca perché mi aspettavo una prestazione migliore dei ragazzi in campo.

 


Cosa ti manca dello Stadium e dell’atmosfera che si vive in una partita?

Elisa - Ho avuto la fortuna di godermi in modo speciale l’ultima partita a porte aperte del 16 febbraio, Juventus-Brescia. Mi manca sentire l’odore dell’erba bagnata, cantare il nostro inno a squarciagola, incitare i giocatori e il tempo passato con gli amici a vedere la nostra amata Juve.

 

Ale - Come Elisa ero allo Stadium il 16 febbraio, come tu ben sai, perché ci siamo conosciuti, il ricordo è recente e ancora vivido.

Mi manca tutto: il viaggio col club, la tensione pre-partita, l’entusiasmo mentre varchi i cancelli dello Stadium e sali le scale, mentre entri nel settore e pensi: “sono a casa”. Manca sentire i cori, sentire gli applausi e il nostro inno.

 

Marco - Mi manca l’atmosfera che si respira quando si entra allo Stadium , mi manca il suono del pallone, mi manca il profumo dell’erba, l’attesa pre-partita...in sintesi:Tutto.

 

Se tutto fosse normale l’attuale Juve avrebbe potuto vincere qualcosa in questa stagione? Altrimenti cosa sarebbe servito?

Ale  - Penso che abbiamo dimostrato di meritare ancora noi il primato, nonostante una validissima Lazio e una più competitiva Inter rispetto agli anni passati. La rosa che abbiamo ha fatto capire che siamo ancora in vantaggio noi come qualità. In Europa non penso che avremmo vinto qualcosa in quanto abbiamo ancora problemi nel reparto di centrocampo.

 

 Elisa  - Sì, forse qualcosa tipo scudetto o coppa Italia, ma la vita è come il calcio, niente è sicuro perché tutto può succedere

 

Marco  - Sicuro lo scudetto potevamo portarlo a casa, lottando ma potevamo alzare il nono consecutivo. Per la Champions non siamo strutturati per portarla a casa ma in Coppa Campioni serve anche il cosiddetto fattore C. Potremmo invece alzare al cielo la Coppa Italia per la 14esima volta.

 

Bene ragazzi, vi ringrazio per il tempo dedicato alle mie curiosità.

Spero che a voi lettori sia piaciuta ed interessata come iniziativa. Consiglio ai tifosi bianconero di seguire e i miei amici su instagram: Alessbrit (Alessandra) Ely_2 (Elisa) e Juveunicaemozione e Ilvangelosecondodelpiero (Marco)

 

Un saluto dal vostro amico Gobbo Pietro

Mi raccomando Restate a Casa.

 

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