| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

                                                Piedi per terra  

                                                     di Tuccio2010, 05 Novembre 2020

I numeri sono da scudetto, ma questo obiettivo non è stato programmato e sono tante le falle ancora presenti. Parlare di scudetto sarebbe da sbruffoni!

Questo è un anno anomalo e quasi sempre in stagioni così lo scudetto viene vinto a sorpresa, ma l’Atalanta, il Napoli, ed anche il Sassuolo, potrebbero stupire più del Milan.

Un discorso del genere penso che debba essere affrontato a febbraio, se il Milan sarà ancora sul podio e se a gennaio la rosa verrà completato con quei 3 o 4 giocatori che mancano. La pandemia potrebbe colpirci duramente, non per questo naturalmente bisogna spegnere il fuoco dell’entusiasmo, che spesso determina le imprese. Il Milan ha tutto il diritto di sognare, ma restando coi piedi per terra.

Il calcio è imprevedibile, è l’unica materia dove 2 più 2 non fa mai 4, può succedere di tutto. Il Milan ha l’obbligo di provarci, la stampa ha ripreso a parlare della possibilità di scudetto e so che questa storia andrà avanti fino a quando la squadra uscirà fuori dai giochi per poter criticare ancora Maldini, Gazidis, Pioli e compagnia cantando.


Il Milan è forte e deve pensarci a vincere lo scudetto, se ciò accadesse con qualche anno d’anticipo sarebbe meglio. Al momento ha solo qualche punto di vantaggio e un organico giovane, nonché inferiore a Juventus, Inter e Napoli. Deve continuare ad essere concreto, senza farsi coinvolgere nella dialettica delle parole, e deve continuare con questo entusiasmo. Deve vincere continuando a divertirsi e a divertirci, a fare un calcio piacevole e d’avanguardia (come detto dal professore Sacchi).

A Udine non è stato un grande Milan, ha vinto e lo ha fatto da grande squadra, ma non ha giocato come le altre volte. La vittoria ha denotando maturità e crescita mentale, anche se credo che la prova più importante sarà quella di domenica contro un Verona ostico, si deve quindi pensare alla prossima partita, perché il Sassuolo segue i rossoneri in maniera inesorabile e la stagione è ancora lunga.


Le difficoltà devono ancora arrivare, un altro esame è quello con il Lille in Europa League. Il Milan deve avere ambizioni grandi anche in Europa, i recuperi di Hauge, Donnarumma e Rebic (fra l’altro gli ultimi due già utilizzati a Udine) danno ulteriore possibilità. Il Milan fino a questo punto si è comportata da vera squadra, con un grande collettivo e delle belle individualità.

L’evoluzione di Kessie e Bennacer è clamorosa e pensare che molti sogghignavano per l'acquistato dell'algerino dall’Empoli. Tonali cresce e quanto prima diventerà uno dei titolari, bene anche Dalot e Brahim Diaz, che bisognerà provare a riscattare prima che sia troppo tardi. Cresce seppur lentamente o meglio ad intermittenza anche Leao, che con un Ibrahimovic così in forma può permettersi di prendersela comoda.


Ibrahimovic scherza quando dice che se Maldini non gli rinnova il contratto per il prossimo anno smette di giocare, è però un chiaro avvertimento alla società per dire di non fermarsi, bisogna rinnovare i contratti dei fratelli Donnarumma, di Calhanoglu e Romagnoli (senza aspettare la scadenza), alzare la clausola a Bennacer, riscattare Diaz e Dalot e infine prendere un secondo portiere da coppa. Scherza naturalmente, ma se il Milan non va in questa direzione e non si diverte più, Ibra sarebbe veramente capace di lasciare tutti in asso e non giocare più.


Tutti speriamo nello scudetto, i ragazzi ci proveranno, ma quello che ci crede veramente più di tutti è Zlatan, lo ha detto la scorsa stagione che se fosse arrivato il primo giorno di ritiro avrebbe portato il Milan allo scudetto. Quest’anno è al Milan dall’inizio e sta mantenendo la parola, ora vuole che la società dopo averlo confermato insieme a Pioli, non si impaurisca e lo assecondi fino alla fine.

È tornato dagli U.S.A. perché lì non si divertiva e perché sogna di portare il Milan di nuovo allo scudetto. Sono sicuro che nei pensieri del Milan c’è quello di trattare il suo rinnovo non appena avranno sistemato quelli di Donnarumma e Calhanoglu, anche se per quest’ultimo il rinnovo lo vedo difficile. Calhanoglu è un buon giocatore, forse un ottimo giocatore, ma non è un campione, non è decisivo come Gigio e Zlatan e soprattutto non è un calciatore da 7 milioni a stagione.

Se lo svedese dovesse insistere, al Milan converrebbe monetizzare e puntare tutto su Brahim Diaz, modificando magari l’assetto dei trequartisti, però Ibrahimovic in sostanza chiede solo di essere veloci nelle decisioni. Diaz è soltanto in prestito e la sua crescita è seguita con attenzione dal Real Madrid, più passa il tempo e più diventa difficile acquistarlo, bisogna decidere e muoversi in fretta, altrimenti il rischio è quello di valorizzare il giocatore per gli altri.


Zlatan scherza sul suo rinnovo, ma non lo fa per caso, sa di avere ancora tanto da dare, specialmente nella crescita definitiva di questi giovanotti. È pronto a fargli da scudo, a prendersi tutte le responsabilità, e da buon padre di famiglia è disposto a proteggerli negli immancabili momenti negativi, che i giovani proprio perché tali non saprebbero affrontare.



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