| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |


Pioli e Rangnick per rifondare? 

   di Tuccio2010,  21 Luglio 2020

Il Milan con il successo sul Bologna si porta a quota 56 punti in classifica e ora sono solamente due i punti che lo separano dalla Roma e dal quinto posto: Roma 58; Milan 56; Napoli 56 e Sassuolo 48, mentre sono otto i punti di vantaggio sul Sassuolo che lo insegue.

Il rendimento del Milan nelle 31 partite da quando c'è in panchina Pioli (escluso il periodo Giampaolo) è di 14 partite vinte, 10 pareggiate e 6 perse, con 55 gol realizzati e 37 subiti, per una media punti di 1,80, contro la media punti di Gattuso del campionato scorso che è stata di 1,78. Mi pare che non bisogna rimpiangere il miracolo di Gattuso e che anche Pioli sia riuscito a farne uno, probabilmente però non c'è proprio nessun miracolo, ed è emerso semplicemente il vero Milan. 


Come diceva Maldini sui giocatori d’esperienza: "E' fondamentale per tutte le squadre che hanno qualche obiettivo, il ragazzo giovane è sempre soggetto ad alti e bassi e nei momenti di difficoltà si attacca a chi ha più esperienza". Kjaer è uno dei “fondamentali”, almeno lui che ha un ingaggio ragionevole andava confermato e credo che queste cose piano piano Gazidis li stia imparando.

Sono sicuro che il riscatto sia avvenuto con il consenso di Rangnick e Maldini, dimostrando di essere meno integralista di quanto ce lo avessero presentato. Kjaer funziona alla perfezione con Romagnoli, non avrebbe senso non confermarlo solo per la sua giovane età. Lo stesso discorso vale per Bonaventura, che dopo una richiesta iniziale fuori le righe e una forma poco affidabile, ora è disposto a più miti pretese.


Per Ibrahimovic il discorso è diverso su molti punti di vista, ciò che è più rischioso è la forte personalità dei due antagonisti (Ibra-Rangnick), che rischierebbero di entrare in rotta collisione molto presto. Rangnick tuttavia potrebbe ancora stupire e riuscire a gestire Ibra, come hanno fatto in passato altri allenatori non meno spigolosi di lui. La speranza è che i benefici portati da Ibra possano restare negli anni a venire anche senza di lui.

E’ un vincente e giustamente non è contento delle prestazioni, sia lui che la squadra potevano fare meglio contro il Bologna. 

Non è molto sereno ma è motivato, sicuramente l'infortunio gli ha tolto un po' di condizione e di brillantezza. É troppo importante per perderlo proprio nel finale di campionato, lui come Kjaer è una presenza fondamentale per alimentare la metamorfosi non solo tecnica, ma soprattutto mentale. Ibra anche a 38 anni riesce ad essere determinante nel nostro campionato.


Il Milan di Pioli continua a vincere, convincere e divertire. Hanno lavorato bene fisicamente e il lavoro sta dando i suoi frutti.

Rangnick oramai è stato preso, sarebbe logico e positivo farlo convivere con Pioli, Rangnick resterebbe il capo del progetto, e con il Milan che vola, Pioli ha tutta la legittimità di rafforzare la sua speranza di restare allenatore del Milan.

Sembrerebbe infatti che Elliott stia riflettendo sulla possibilità di tenere Pioli in panchina, e da fonti vicine al club milanista è considerata un’ipotesi possibile.

É tornata a girare voce che la decisione sull’allenatore verrà presa a fine stagione, perché le quotazioni di Pioli sono in crescita esponenziale. Non manca tanto al 2 agosto (fine della stagione) e nemmeno al 12 settembre (inizio dell’altra), il tempo per una rivoluzione anche se parziale è poco.

Elliott starebbe pensando quindi a Pioli allenatore (forte anche del consenso dello spogliatoio) e Rangnick direttore tecnico, per ottenere in tal modo un inserimento graduale della nuova filosofia del tedesco.

Non credo che ci possano essere grosse difficoltà di coabitazione, perché Rangnick non dovrà depauperare il lavoro fatto da Pioli, sarebbe ingenuo e delittuoso cancellare tutto. I calciatori stanno dimostrando ai dirigenti e alla proprietà che stanno sbagliando a smobilitare tutto e ripartire da zero con un nuovo progetto (ipotesi da non sottovalutare).

I giocatori difendono Pioli e caldeggiano di ripartire dalla squadra di quest’anno, in pratica, ciò che ripete Maldini e che diceva Boban.

I calciatori si sono rivalutati e non intendono tornare gli anonimi di prima, ma potrebbero magari in un'altra squadra.


Rebic e altri hanno pagato tantissimo il modo di lavorare di Giampaolo e l’arrivo di Rangnick potrebbe sortire lo stesso effetto, mettendo subito in discussione il tedesco. 

Il Milan ora gioca bene, ha calciatori giovani e di valore, cresciuti e che hanno trovato la posizione giusta in campo. Il Milan ha finalmente trovato quello che ha cercato negli anni scorsi, con due o tre inserimenti di un certo livello potrà diventare veramente competitivo per le prime posizioni, diversamente si rischierebbe di perdere un altro anno.

Il posto in Champions raggiunto dal Siviglia e il conseguente riscatto di Suso, ha prodotto una plusvalenza di 24 milioni, a cui dovrebbero aggiungersi i ricavi dalle altre inevitabili cessioni: Calabria, Duarte, Musacchio, Laxalt, Krunic e Paquetà.



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