| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Playoff, Playout e Algoritmo 

   di Tuccio2010,  11  Giugno 2020

Il Consiglio Federale ha approvato la proposta di confrontarsi con playoff e playout nel caso di un nuovo stop, se ci fosse ovviamente la possibilità di potere disputare un mini torneo.

I play off o out sono sempre meglio di un algoritmo, che sarà utilizzato solo se non si possano disputare per scegliere i posti in Europa League e le retrocessioni.

La F.I.G.C si è riservata la possibilità fino al 10/15 luglio di giocare i playoff e playout se ci dovesse essere un nuovo blocco momentaneo delle competizioni. 

Non è stato ancora deciso quante e quali squadre verrebbero coinvolte, ma c’è l’impegno di determinarlo prima che cominci il campionato. È stato deciso inoltre di sospendere il campionato femminile.


Il patetico tentativo di bloccare le retrocessioni non è andato a buon fine, resta la figuraccia di chi non ha rispetto per gli avversari, che seppure di minore caratura meritano la promozione in A.

Si torna intanto in campo per davvero. In un primo momento non credevo si potesse rivedere una partita di calcio in tempi così brevi e senza un vaccino, la mia paura adesso è la forte irresponsabilità che ci circonda.

La velleità di essere impuniti, di sentirsi i migliori, di sbeffeggiare tutto potrebbe portarci a ripiombare in una crisi fatale. Oggi forse si riuscirebbe a guarire dalla malattia, ma non siamo uno stato che ha capacità organizzative ed economiche adeguate.


Tornando al pallone che rotola avrei preferito rivedere giocare il Milan al gran completo, ma mi accontento che sia tra i primi in Italia a far ripartire il campionato e il calcio.

Juventus-Milan non è mai una partita qualunque e non lo sarà neanche stavolta, in palio c’è la finale di Coppa Italia, che per il Milan significherebbe tantissimo:  l’acquisizione di un posto in Europa League; salverebbe una stagione diversamente anonima e darebbe slancio al nuovo progetto.

Non è detto che tutti i calciatori ipotizzati arrivino al Milan, quindi credo che ci sia ancora spazio per molti di riprendersi il Milan all’ultimo respiro, un po' come era successo a Rebic dopo la sosta natalizia.

Sono sicuro che non ci sarà Leao e non ci saranno Biglia e Bonaventura, ma potrebbe esserci Paquetà. Mi aspetto dal Milan una buonissima prestazione, come quelle contro Inter e Juventus prima del Covid-19.


Il mercato è nel vivo e i casi Icardi, Lautaro, Pjanic e Tonali lo testimoniano. Mercato aperto anche a casa Milan, con una variante, che essendo condannati a prendere “i rifiuti” (giocatori che non trovano l’accordo con nessuno e ripiegano sul Milan), non le prime scelte in sostanza, dobbiamo aspettare gli ultimi giorni di mercato.

Una trattativa che giorno dopo giorno diventa sempre più seria è quella per Bakayoko, che sembra sia realmente diventato un obiettivo di mercato. Forse per la disponibilità del giocatore o perché non dispiace a Rangnick e potrebbe rientrare nei parametri Gazidis, forse perché Tonali è irraggiungibile, Florentino è caro e gli altri non convincono più di tanto, ma Bakayoko sta diventando sempre di più uno dei candidati preferiti per fare coppia con Bennacer.


Il Milan sogna di creare la coppia Bennacer-Bakayoko, considerato che Rangnick gioca con il 4-4-2, dovesse preferire un centrocampo a 3, Bennacer potrebbe fungere da mezzala, il suo ruolo preferito. 

Un po' a sorpresa spunta Marc Roca dell’Espanyol, giocatore con caratteristiche diverse da Florentino e Bakayoko nel ruolo di playmaker, anche se le continue richieste per Bennacer potrebbero far cambiare piani e idee al duo Gazidis-Rangnick.

La Clausola di  Bennacer risolutoria da 50 milioni valida per l’estero e attivabile dal 1° luglio 2021 è una cifra  importante, davanti alla quale non credo che il Milan possa  rifiutare. Una tale maxi plusvalenza rendicontata subito darebbe un ampio respiro ai conti milanisti, a questo punto i due mediani davanti la difesa potrebbero diventare, Roca e Bakayoko.

Bennacer pagato 16 milioni dall’Empoli, è il simbolo del “teorema Gazidis", secondo il quale spendendo bene ed il giusto si può arrivare a giocatori che possono diventare importanti (come Theo) e giustifica il metodo Rangnick.



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