| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |


Rangnick e la mancanza di calciatori bandiera

   di Tuccio2010,  14 Aprile 2020

Elliott e Gazidis hanno deciso di avere Rangnick nel futuro della società. Nonostante il particolare momento che stiamo attraversando e la complessa situazione in casa Milan, Gazidis continua a lavorare per mettere a posto la nuova squadra dirigenziale per la prossima stagione. Tra i contatti sono ripresi anche quelli con Rangnick.

Sembra che la firma sul contratto non ci sia ancora, ma stanno lavoro per affinare i programmi e arrivare all’accordo, che è sempre più nell’aria.

Rangnick avrà il controllo totale anche del mercato, dove sarà coadiuvato da Almstadt e Moncada. Per la parte tecnica sarà supportato da un team di lavoro, una rivoluzione tecnica è infatti necessaria, ma deve avere un programma di rilancio chiaro e preciso.

Sembra inoltre che la firma del contratto da parte di Rangnick sia legata al budget che gli verrà messo a disposizione per il mercato, e che potrebbe essere incrementato dalle cessioni. Perdere però giocatori come Donnarumma, Ibrahimovic, Hernandez, Rebic e Romagnoli, non sarebbe il massimo per la ricostruzione.


Sono giocatori fondamentali e non si può rinunciare a tutti per fare soldi, anche perché oggi di soldi non ce ne sono. I procuratori chiederanno comunque molti quattrini per gli ingaggi e non potendo soddisfare le loro richieste, i giocatori saranno venduti, a cifre ovviamente inferiori rispetto a quelle che giravano fino a qualche mese fa.

credo che Gazidis stia cercando di convincere Ibrahimovic a restare, che Calhanoglu ha moltissime possibilità di rinnovare, così come Kjaer. Sono giocatori che andando via non porteranno al club più di una decina di milioni e si creerà poi il problema di doverli sostituire. 

 Saranno rimpiazzati da giocatori giovani, ma come abbiamo visto hanno un costo medio di 50 milioni e qualcuno si chiede pure perché invece si rinuncia a Bonaventura, il quale al contrario degli altri, ha Raiola come procuratore. 

Ad un certo punto della carriera calcistica si comincia la fase discendente, e pure se si gioca fino a 41 anni, anche l’ingaggio andrà in fase discendente. Ciò non sta succedendo però con Bonaventura, perché il suo procuratore chiede un contratto più ricco e più lungo. Esattamente quello che succedeva ai tempi di Galliani, che si avevano calciatori finiti con contratti lunghi e costosi. Bonaventura poteva essere una bandiera del Milan, ha sfiorato pure la fascia di capitano, ma ci sono due cose che glielo impediscono: il procuratore, perché Raiola sposta i suoi assistiti continuamente e perché le bandiere firmano i contratti in bianco, come facevano Inzaghi e Costacurta.


Lo stesso discorso vale per Donnarumma e Romagnoli. Secondo il mio parere già guadagnano bene in rapporto alle loro prestazioni, e penso che i loro contratti andrebbero confermati o addirittura per le questioni che sappiamo, ritoccati al ribasso. Una bandiera è tale se ha il senso di appartenenza e pur di restare viene incontro alle esigenze della società. Non abbandona la nave.

Il senso di appartenenza è quello di Insigne, che ha rotto con Raiola e finalmente sta trovando quell'accordo che non riusciva a pattuire.

Non si può sempre e solo chiedere soldi, mi dispiace che per farlo capire sia dovuto succedere una catastrofe. 


Oggi non ci sono più calciatori che possano essere definiti bandiere delle loro squadre. È quindi è inutile parlarne. 

I giocatori sono nelle mani dei procuratori, in cerca sempre di un contratto per ricavare un’altra provvigione. Se però un calciatore decide di non muoversi dalla società, fa come Insigne e fa valere la sua volontà.

Sono in sintonia con il presidente del Cagliari Giulini. È da un po' che lo dico, ma si doveva aspettare l’arrivo del Coronavirus per cambiare, ammesso sempre che ci si riesca. Oggi più che mai bisogna cominciare a ragionare non solo su FPF, ma anche su un sistema di salary-cap, per potere rispettare i pareggi di bilancio. Diversamente non si può essere competitivi e in special modo con l'economia che ci lascerà il post-virus.

Ci saranno tifosi che avranno difficoltà a mettere in fila due pasti al giorno, figuriamoci ad andare allo stadio, o ad abbonarsi a Sky.

La serie A e anche le altre serie, erano già indebitata al limite, con questa nuova situazione economica, bisognerà rivedere tutto verso il basso. Bisogna ricominciare un altro calcio dalla prossima stagione, che non abbia una forbice ancora più larga tra grandi e piccole società.


In questo momento  il Milan sarebbe disposto a cedere Paquetà, ma non può aspettarsi di arrivare ai 30 milioni ipotizzati. Il Benfica ne offre 20 e a questo punto mi pare anche un buon prezzo.

L'altra squadra interessata è la Fiorentina e con entrambe il Milan vorrebbe proporre uno scambio alla pari: con il Benfica Florentino e con i viola Castrovilli. Entrambe hanno però stoppato tutto, in attesa di conoscere le cifre degli altri possibili acquirenti.



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