| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |


I rossoneri non si fermano... 

   di Tuccio2010,  24 Aprile 2020

Il blocco per il Covid-19 non ha fermato le trattative in entrata e in uscita, ma le ha solo rallentate. Il Milan si è portato in avanti su alcune operazioni già avviate e mai interrotte, come quella per il nuovo manager che è stato individuato in Rangnick. Sono stati individuati anche i calciatori che piacciono al nuovo tecnico per la prossima stagione. Sarà una squadra rinforzata nel rispetto delle regole del Fair Play Finanziario, ma con il sacrificio indispensabile di Donnarumma, per avere più facoltà d’investimento. È chiaro che il mercato cambia a seconda delle cessioni, sia per una questione di budget che per una questione tecnica.


Sarà un anno importante se non decisivo per Elliott, per il Milan e soprattutto per Gazidis. Dopo due stagioni “sbagliate”, in cui la parte economica non migliora e nemmeno la parte tecnica, è arrivato anche per lui il momento della valutazione e di prendersi le proprie responsabilità.

Ad ogni nuovo insediamento di una proprietà, bisogna sempre prevedere 2-3 anni di assestamento, dove si possono verificare molti momenti di alti e bassi. Si deve poi vedere in maniera netta la strada intrapresa, magari le scelte porteranno ad un percorso più lungo, ma la linea tracciata per il rilancio deve essere ben visibile. 

Non mi sento di escludere che questo cambiamento radicale senza bandiere, senza dirigenti italiani all’interno della società, senza campioni affermati, possa essere sicuramente un fattore negativo.

Non si deve dimenticare che l’Inter del dopo triplete stagnava tra debiti e cilecche, poi cambiare con i cinesi è risultato positivo. Non so se in Italia siamo pronti per affidare tutte le scelte ad una sola persona e snellire la catena di comando, ma fino ad ora la scelta della vecchia struttura con grandi ex non ha funzionato.


Il Milan dopo anni difficili (8 per l’esattezza) deve rialzarsi e deve farlo in maniera veloce, penso dunque, che un tentativo di rivoluzione mentale (non credo a caso) anche se disperato va fatto. Si deve provare anche con questo, e potrebbe essere l’impulso nuovo e definitivo per accelerare il processo di crescita. Spesso per guarire da uno shock ne occorre un altro più forte.

Sento dire che il Milan tra scadenze e cessioni sta azzerando quanto di buono è stato fatto in questi anni, ritrovandosi con una squadra ridotta all'osso. Il Milan però non ha parlato di cedere Hernandez, Bennacer, Rabic, e Romagnoli, sta solo facendo spazio al nuovo che avanza, lasciando una base solida su cui ricostruire. Ci si è sempre lamentati di Biglia, Paquetà e di tanti altri, ma chi altri sta vendendo? Solo coloro che non ci piacciono.

Donnarumma lo cede per le alte pretese del suo agente, che la società non può permettersi e forse si rinuncia ad  Ibrahimovic perché non costituisce il futuro. Si parla di calciatori che non hanno avuto la possibilità di esprimersi con sufficienza, si parla di giocatori con stipendi elevati e di seconde preferenze (Biglia, Paquetà o Bonaventura) o terze scelte (Antonio Donnarumma).

Si tratta di stipendi che incidono in maniera rovinosa sul bilancio già critico del Milan. 

Davanti alla possibile titolarità di un ventenne straniero si può essere un po' scettici, come si è stati diffidenti la scorsa estate per Theo e Bennacer. Ogni singolo acquisto però va valutato bene, è arrivato il momento di evitare spese inutili per giocatori che avranno scarsissime possibilità di mettersi in mostra.


Non possiamo continuare a cedere Cutrone e acquistare Leao, se ci si deve prendere un rischio, deve incidere poco nel bilancio, e a questo punto tanto vale rischiare con i ciò che si ha.

Terrei Gabbia, Plizzari e Pobega come seconde linee, con un risparmio importante a livello di ingaggio e cartellino. Chissà che non vengano fuori i nuovi Baresi e Maldini.

In questa ottica ci si può interessare al 18enne Ricci dell’Empoli, giocatore di grandi prospettive che ha fatto una grande stagione in serie B, che al Milan farebbe la riserva del regista in attesa di crescere. Si è fatto notare inoltre anche Pobega in serie B al Pordenone, che insieme a Ricci è tra i prospetti più interessanti in Italia, e potrebbe fare la riserva di Kessie in attesa di esplodere.


Non capisco perché si debbano spendere 20/30 milioni per un 22enne del Salisburgo, dato che Gabbia è stato il miglior under 20 nell’ultimo europeo di categoria, assieme a Plizzari, e si è piazzato al quattordicesimo posto dietro a Pobega 13°. È tra i giovani italiani più interessanti, e quindi non c'è motivo per acquistare dei suoi coetanei strapagati, o cederlo per pochi spiccioli a squadre concorrenti, oppure prendere un calciatore a fine carriera (escluso Ibra) per ricoprire il ruolo di quarto/quinto di difesa, o di centrocampo nel caso di Pobega.

Il giocatore del Pordenone può facilmente rimpiazzare la cessione di Paquetà a costo zero, senza spendere 3.5 milioni per il prestito di 6 mesi di un giovane sconosciuto come Saelemaekers, proveniente da un campionato di livello della serie B italiana. 


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