| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Rossoneri semplicemente perfetti

   di Tuccio2010,  06 Luglio 2020

Dopo la cocente delusione a Ferrara era inimmaginabile che una squadra così debole caratterialmente potesse avere una reazione così lucida e razionale, tanto da mettere in atto la partita perfetta. 

Forse perché in campo c'erano due veterani come Kjaer e Ibrahimovic, i quali con la loro esperienza hanno diretto un gruppo, che se dovesse continuare così, avrebbe molto da rammaricarsi. Tornano titolari e fanno sentire tutto il loro peso, riprendendosi il Milan dopo l'infortunio e trascinandolo al successo.

l'obiettivo della squadra in questo momento è cambiato: la priorità è raggiungere il quinto posto, a due soli punti da Roma e Napoli, con la Roma in piena crisi e il Napoli ancora da incontrare.


Il ritorno degli scandinavi ha infuso fiducia ai loro reparti e a tutta la squadra, anche Rebic e gli altri sono in grande forma. È un Milan in palla, in condizioni atletiche ottimali, che gli hanno permesso di ottenere una grande vittoria. Una partita giocata bene e interpretata alla perfezione. 

È stato il miglior Milan della stagione, insieme al primo tempo del derby e alla semifinale di Coppa Italia.

È difficile pensare ad uno Zlatan fuori dal progetto, a maggior ragione se è così partecipe anche dalla panchina. La squadra ha giocato in maniera perfetta e ha commesso pochissimi errori, da sottolineare oltre a quella di Ibra, anche la prestazione di Kjaer che non ha sbagliato nulla, come tutti i suoi compagni. Il Milan ha giocato una delle gare più lucide degli ultimi otto anni, vincendo nettamente in casa di una grande Lazio.

Ha giocato bene e meritato la vittoria, meriterebbe di sicuro una classifica migliore e almeno una sicura e tranquilla partecipazione alla prossima Europa League. Il calendario non è per niente clemente, già alla prossima ci sarà la Juventus e poi la sfida con il Napoli, che potrebbe essere veramente lo scontro diretto per l’Europa League senza “preliminari”.


É la quarta volta quest'anno che il Milan incontra la Juventus, la squadra è cresciuta moltissimo e si spera di poterli batterli prima o poi. 

Kessie è stato una sorpresa nella sorpresa, la parola giusta per lui è “monumentale”, uno schermo invalicabile davanti alla difesa, su cui si infrangevano gli attacchi della Lazio. Una crescita tattica esponenziale, rigenerato in un ruolo che è molto più simile al suo originario di difensore centrale. Un ruolo alla Bakayoko, più adatto alle sue caratteristiche, una colonna portante del centrocampo. Non ha più senso cederlo o addirittura svenderlo.

Difficile fare a meno di un giocatore così, che in coppia con Bennacer dalla regia illuminata, danno ritmo e personalità in mezzo al campo alla squadra rossonera.


Si conferma Saelemaekers alla prima (e non ultima) da titolare, corre, e lo fa con intelligenza, non molla un pallone ed è una grande risorsa per l’allenatore. A questo punto cambierà sicuramente il calciomercato e sarà annullata qualche operazione in entrata. Servirà ancora un po’ di tempo per avere le idee più chiare, ma non si aspetterà certamente agosto per costruire la squadra della prossima stagione. Le idee e gli obiettivi erano chiari, però oggi non sembra più così.

Intanto si raffredda la pista Szboszlai, il centrocampista piace a tanti club europei e il Milan sta pensando ad altri nomi. 

Il Milan del futuro dovrebbe nascere in questi giorni, visto anche il poco tempo che intercorrerà tra la fine di questa stagione e l’inizio dell'altra. Sembra però che Rangnick non voglia allenare e a questo punto serve un tecnico che sia in sintonia con lui e che parli italiano.

Per questo motivo forse Pioli non si sente una vittima sacrificale e fuori dal Milan. Rangnick pare abbia delle perplessità sul suo doppio ruolo dirigente-allenatore, e non vorrebbe più sedersi in panchina, ma è difficile individuare un tecnico che sia disposto a sottostare ai suoi ordini e che possa realizzare in campo le sue idee di gioco. 


Pioli al Milan sta bene e non sembra abbia nessuna intenzione di lasciarlo, per me ha capito che è l’ultima occasione per cominciare a vincere. Lo trovo molto umile, duttile, malleabile e aperto ad ogni soluzione, i giocatori inoltre lo seguono e accetterebbero meglio certi sacrifici. Non credo che Pioli sia così integralista e così arrogante da non lavorare su un progetto nuovo anche se non suo.

Rangnick in panchina potrebbe rappresentare un rischio, così come un nuovo allenatore al suo posto, mentre Pioli darebbe continuità e supererebbe con volontà tutti i problemi iniziali. Bisogna avere peró un progetto chiaro e ben definito e con un'unica idea.

Non credo che Pioli e Maldini non possano sposare il progetto del tedesco con alcuni cambiamenti, come rinunciare al suo staff personale e accettare in squadra anche qualche vecchietto.


Con l’arrivo di Rangnick, Maldini dovrà decidere se rimanere con un ruolo non operativo ma più istituzionale: in pratica non potrà fare mercato ma farà da collante tra squadra e società. Una figura diversa rispetto a quella attuale, e le indiscrezioni da Milanello aprono a questa possibilità.

Elliott non lo licenzierà ma se vorrà sarà lo stesso Maldini ad andare via.

Maldini potrebbe prendere il posto di Boban (sta già lavorando in quel senso con Kalulu),  Rangnick potrebbe essere invece un dirigente tecnico e Pioli l’allenatore del progetto Milan. 

Va evidenziato che il 4-2-3-1 sta dando buoni frutti (Spal e Genoa a parte) e che può essere anche il modulo per il futuro (sarebbe un’altra apertura di Rangnick).

Per lui come per tanti altri allenatori, la difesa a quattro è un dogma, mentre là davanti ci si può sbizzarrire un po’, magari con un centrocampo a rombo, dove Calhanoglu (dietro le punte) e Bennacer (mezzala a sinistra) hanno già adesso la loro collocazione. L'ideale è affiancare a centrocampo un calciatore alla Bakayoko, come Kessie, e completarlo con un giocatore simile a Szoboszlai, come Miranchuk. 



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