| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

Sei mesi di Sarri

di Pietro Giancristiano,  04  Gennaio  2020

A metà stagione calcistica si possono iniziare a tirare senza infamia e senza lode le prime analisi sulla Juventus marcata Sarri. Il tanto decantato Sarrismo nella squadra bianconera si è visto a tratti: un po’ contro il Napoli ad inizio stagione, un po' contro l’Inter nel goal del definitivo vantaggio con Gonzalo. 

Dopo ventiquattro partite archiviate, si può constatare quanto effettuare un cambio di mentalità e di stile nel gioco crei molti problemi a livello difensivo (24 goal subiti in 24 partite ufficiali) e anche a livello offensivo (43 goal in 24 partite). Si parte sempre sotto di un goal e se va bene si riesce a farne due. Un altro problema che non contribuisce alla serenità della tifoseria bianconera sono i continui cali di concentrazione durante le partite: come il goal subito contro la Sampdoria o i due goal del Sassuolo, oppure il black out col Napoli dopo il sessantesimo che da un 3 a 0 ha portato ad un 3 a 3. 

Si entra in campo contro le "piccole" poco concentrati, poco presenti, finendo col risultare autoritari in Europa e snervanti nel campionato nostrano.

La Juventus, infatti, cambia in Champions League. Qualificata al primo posto con due giornate d'anticipo, è stata autoritaria in casa col Leverkusen ed Atlético, sofferente ma incisiva con il Lokomotiv. Ha dominato a Madrid, ha vinto a Mosca, intascando un totale di cinque vittorie su sei partite totali. Che sia la fame per la "maledetta" a tirare fuori il cinismo della vecchia signora in Europa?


Nel campionato le vittorie risultano tirate e sofferte. Ricordiamo ancora una volta i primi sessanta minuti di Juve - Napoli dove la squadra ha dimostrato a suon di scambi ravvicinati e lanci nello spazio, cosa significa giocare a calcio.

Ma nelle restanti? Miseri 2 a 1 contro il Verona, il Brescia, il Bologna, il Genoa e la Sampdoria, con tante occasioni e pochissime reti. Il punto massimo di crescita nel gioco l'abbiamo visto nella partita vinta a San Siro contro l'Inter: gioco sicuro, poche sbavature e il goal di Gonzalo a conclusione di un'azione magnifica (che ha visto la squadra effettuare 24 passaggi consecutivi) che porta senza dubbio il marchio Sarri. 

Si torna poi a calare drasticamente nella partita contro la Lazio, emblema della nostra stagione calcistica: dopo un pieno controllo della partita e un goal del raddoppio sfiorato dopo quello di Ronaldo, tiro biancoceleste in porta e pareggio laziale. Calo fisico e di concentrazione nel secondo tempo come da manuale. I ragazzi entrano in campo sazi, senza rabbia e voglia di rimontare, una partita conclusa quarantacinque minuti prima dei tre fischi finali.


Ho avuto piacere di sentire anche l'opinione della mia amica Elisa Chiara: "Questa prima parte di stagione della Juventus non è stata male. Considerando il tentativo di un nuovo modo di giocare, l’arrivo di nuovi giocatori e i diversi infortunati, ho visto in alcune partite, contro avversari difficili da affrontare come il Napoli all’inizio della stagione, l’Inter e in diverse partite di Champions, una bella complicità nel gioco e nel controllo della partita, con tanti passaggi riusciti come l’allenatore sta cercando di infondere alla squadra. 

Non sempre si è riuscito a vedere lo stesso atteggiamento di gioco perché spesso gli avversari ci hanno messo in difficoltà, forse per il poco impegno e un po’ di stanchezza accusata… . Dispiace aver preso tanti goal, perché non è nel dna della nostra squadra subirne così tanti e questo è un po il rischio che si prende giocando in modo più offensivo. Anche se hanno perso il primo obiettivo di stagione, la Juve è in questo momento in testa alla classifica del campionato e si è qualificata da prima vincendo tutte le partite del gruppo, tranne per  il pareggio all’esordio in trasferta con l’Atletico Madrid in Champions League. C’è ancora tanto in ballo da giocare e speriamo che dal 6 gennaio, si cominci a fare sul serio."


Non ci resta che sperare che la Juve faccia innesti a centrocampo e in attacco per confermare di essere presente nella lotta Champions e migliorare quella in Campionato. Vedremo se il famoso "Sarrismo" riuscirà finalmente a partire.



Pagelle 2019 Team


Szczęsny: 7 ad inizio stagione ha sentito molto il peso del ritorno di Gigi, non si dimenticano gli errori commessi contro il Brescia e le incertezze in Champions. Dopo questo calo ha alzato il livello di attenzione e nelle ultime partite ha fatto parate eccezionali.


Buffon: 6 il ritorno come secondo era la cosa giusta visto l'amore per la maglia. Nelle presenze fatte ci sono sbavature grosse come il goal preso con il Sassuolo, ma anche parate decisive come contro l’Udinese.


De Sciglio: 6 balla sempre nell’incertezza della titolarità e della tribuna. Quando viene chiamato in causa fa sempre il suo compitino, e spesso mister Sarri lo sposta sulla sinistra per far rifiatare Alex Sandro. Una nota di rilievo è il tunnel da cui è partita l’azione goal contro il Leverkusen in Germania.


Cuadrado: 7 inizia la stagione come ala alta, ma Sarri lo sposta come laterale destro della difesa, mossa azzeccatissima in quanto Juan è uno dei migliori della prima parte di stagione. Inizialmente ha imperfezioni a livello difensivo ma ampiamente compensate in fase offensiva.


Danilo: 5.50 All'inizio sostituisce De sciglio contro il Napoli e sblocca la partita. Sembrerebbe promettere bene ma tra infortuni e cattive prestazioni viene considerato un’alternativa a Juan. Quando viene schierato non arriva mai sul fondo e in fase difensiva ogni tanto si dimentica l'uomo.


Alex Sandro: 6.50 il voto dovrebbe essere inferiore ma dopotutto a parte alcune carenze in difesa ha gestito molto bene la fase difensiva. Si proporne spesso in avanti creando ogni tanto assist verso gli attaccanti ma spesso arriva sul fondo e si ferma, passando la palla dietro. Dove è finito quel terzino che saltava l’uomo e metteva la palla al centro?


Chiellini: senza voto. Il capitano si è fatto male subito dopo le prime di campionato (era in campo nel 4-3 col Napoli). Si sente molto la sua mancanza in fase difensiva e soprattutto manca per il suo carattere (sono convinto che se ci fosse lui i goal subiti sarebbero inferiori in quanto infonde tranquillità ai compagni).


Bonucci: 6.50 con la mancanza del capitano ha preso lui la leadership in fase difensiva, ogni tanto si perde l’uomo ma è stato spesso decisivo con interventi di copertura agli scivoloni dei compagni. Si è reso protagonista anche in fase offensiva segnando tre goal.


De Miral: 5.50 bisognerebbe vederlo con più continuità: ha sbagliato una partita ad inizio stagione e non ha più visto il campo. Caparbio e Carismarico (ricorda molto Montero) nelle ultime partite del 2019 ha difeso bene e dato sicurezza al reparto. Peccato che ogni tanto gli si gonfia la vena e rischia l’ammonizione. Il voto è la media tra il 4 della prima partita e le ottime prestazioni.


De Ligt: 5.50 ad inizio stagione è stato messo in campo da titolare dopo l’infortunio del capitano. Fa fatica a tenere le braccia ferme, diciannove anni e si vedono tutti. Nel nostro campionato infatti soffre tantissimo i nuovi schemi ma migliora con caparbietà, infatti, alza il livello di attenzione e spesso è un baluardo in fase di copertura e sulle palle alte. Si dimentica poi Savic nella prima sconfitta stagionale e perde il posto.


Rugani: 6 chiamato in campo contro il Leverkusen fa un'ottima partita ma troppo poco per dargli un voto più alto. Ha sempre il timore di intervenire sul proprio avversario.


Matuidi: 6.50 doveva essere uno degli epurati perché non utile al piano di gioco di Sarri, invece si è rilevato un giocatore essenziale, in quanto grazie alla sua corsa ha sorretto il centrocampo. Autore anche di un goal in stagione.


Rabiot: 5.50 va bene dover recuperare l’inattività e abituarsi a nostro campionato ma spesso quando è entrato a partita in corso era un peso per la squadra. Diversamente quando parte dall’inizio della gara dimostra il suo valore. È un’ala molto votata alla spinta, ma per adesso 0 goal, quando gioca infatti il centrocampo soffre.


Bentancur: 7 il miglior centrocampista della stagione insieme a Pjanic. Ad inizio stagione non trova spazio perché chiuso da Sami, tuttavia per gli infortuni del tedesco e per la poca concorrenza da parte dei compagni di reparto riesce a fare molte presenze. Meraviglioso l’assist a Gonzalo per il 2 a 1 sull’Inter. La partita di campionato emblema del suo stato di forma fisica è stata quella con la Lazio, dove per 44 minuti domina il centrocampo.


Khedira: 6.50 nelle prime partite di campionato era uno dei migliori e insieme ai compagni garantiva verticalità e creava molte occasioni da goal. Dopo una decina di partite ha avuto un calo drastico e a centrocampo soffre sempre gli avversari.


Ramsey: 6 non posso dargli L’insufficienza perché  il suo dovere l'ha sempre fatto. Ha segnato anche due goal: uno col Verona per il pareggio immediato e l'altro in Champions (rubato a Ronaldo). E come altri è stato utilizzato con poca continuità per causa infortunio.


Emre Can: 5 lo spartiacque è il mandato inserimento in lista Champions. Indolente, svogliato, mai attento o di supporto ai compagni. Mi spiace, mi aspettavo più professionalità da Emre. Partita che dimostra la sua forma è la sconfitta con la Lazio, sempre in completa confusione e a rincorrere i centrocampisti laziali.


Pjanic: 7 insieme a Bentancur ha beneficiato della cura Sarri. Ad inizio stagione è dimostrazione di classe pura, risolve le partite con Brescia, Spal e Bologna segnando due bellissimi goal da fuori area è uno in ribattuta. È autore di una delle partite più belle contro l’Inter dirigendo le azioni d’attacco della Juve. Poi come gli altri ha un calo drastico verso la fine dell'anno.


Bernardeschi: 5 come ala rende ma Sarri da 4-3-3 passa a 4-3-1-2 e lui dietro le punte non ci capisce più nulla. Corre, ma quando ha la palla al piede riesce a fare un'azione buona per i 3/4 poi sbaglia al momento decisivo non passando la palla oppure andando a tiro e non trovando mai la porta, o sbagliando passaggio. Dove è finito il 33 visto ad inizio 2019?


Douglas Costa: 6 potenzialmente è il giocatore che può cambiare la partita quando vuole, peccato abbia dei cristalli al posto dei muscoli. Fantastico goal contro la Lokomotiv, e i due assist contro il Napoli sono magia pura.


Dybala: 7.50 prima parte di stagione ‘cambio sistematico’ di Gonzalo, gioca poco da titolare e non realizza molti goal incisivi, però fornisce assist con Spal e Brescia. Da incorniciare il goal del vantaggio a San Siro, risolve da solo la partita con la Lokomotiv in casa e fa vincere quella con L'Atlético con una magia su punizione. Quando L’HD7 si compone è magia allo stato puro.


Higuain: 7 inizia il campionato facendo un eurogoal contro il Napoli e decide la partita contro l’Inter, mentre fa un assist al bacio per il vantaggio di Cuadrado a Madrid. Inoltre sblocca la partita con il Leverkusen in casa. È essenziale come assist man nel trittico di partite con Atalanta, Milan e Torino. Fa tantissimo lavoro di sponda e scambi nello stretto con Ronaldo e Dybala. Mi aspetto più cattiveria sotto porta nel 2020.


Ronaldo: 7 quattordici presenze, dieci goal e un assist . Terminale offensivo finale della Juventus, va a segno anche lui con il Napoli ad inizio stagione e poi fa fatica a essere decisivo nelle altre partite. Decide Juve-Genova, Juve-Udinese e Juve-Sampdoria (volato letteralmente in cielo sul goal del nuovo vantaggio Juve).

È sicuramente meno determinante della scorsa stagione ma quando è in forma si sente la presenza in campo. In Champions si è mostrato meno goleador del normale, solo 2 goal in 6 presenze. In campo quando forma l'HD7 è qualcosa di meraviglioso per gli occhi trovandosi a meraviglia con Gonzalo e Paulo. Speriamo che nel 2020 sia in perfetta forma.


Sarri: 6 ha la capacità di trasformare il suo 4-3-3 in 4-3-1-2 ma ciò è dovuto anche al fatto che Douglas Costa si è infortunato quasi subito. Non capisco intestardirsi su Berna trequartista mettendo sempre in difficoltà la nostra fase offensiva. Verso fine 2019 schiera l'HD7, ma si vede che è troppo offensivo perché i tre d'avanti non tornano mai tutti nella propria area, ma crea anche tantissime occasioni da goal.










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