| UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI |

                          Si ricomincia con il Milan in vetta

                                               di Tuccio2010, 05 Gennaio 2021

Dal gennaio 2020 al gennaio 2021 il Milan è cambiato, sono cambiate le prospettive e le ambizioni. Praticamente tutto! 

Non è cambiata invece la frenetica eccitazione per l’attesa del ritorno in campo dei rossoneri e di Zlatan, lo scorso anno era un’attesa per cambiare il destino, quest’anno è per confermare: “anno nuovo, stesso Milan”.


Si riparte con tanti infortuni e con altrettante certezze, archiviato per il Milan un 2020 praticamente perfetto. Il primo ostacolo sulla strada verso la Champion è stato il Benevento di Pippo Inzaghi, era una partita che temevo già da quando il Benevento è salito in serie A. La famosa legge dell’ex che ti punisce mi preoccupava ancora più di altre, alla luce poi del rendimento dei sanniti e in combinazione con il primo posto in classifica del Milan, proprio un grande ex poteva fargli perdere il primo posto. Mi confortavano però alcune congetture positive: il fatto che il Milan non aveva ancora vinto con il Benevento, che l’Inter era alla sua settima vittoria consecutiva e che un’altra neopromossa poteva fermare quella striscia positiva, insomma, con un po' di sofferenza si è verificata solo la prima supposizione, ma tanto è bastato per restare in testa e fare richiudere ancora una volta lo spumante stappato troppo precocemente.


Per quanto riguarda i troppi infortuni muscolari, non credo che il Milan sia l’unica, il Napoli piange lacrime amare e la Lazio non è da meno. Ha tanti infortuni il Verona, per esempio, qualche altra squadra forse magari un po' meno, ma non si deve dimenticare che il Milan rispetto alle altre ha fatto un preliminare di Europa League e ha un organico ristretto, inoltre quando si fa un bel calcio è sempre un calcio dispendioso, in buona sostanza giocano sempre gli stessi e lo stress è altissimo.

Un aiuto in questo senso deve arrivare dal mercato, a maggior ragione vista la classifica e visto che ci potrebbe essere ancora un lungo cammino da fare in Europa League, e ci metto anche la coppa Italia. 


Per quanto riguarda il mercato in difesa, ogni giorno aumentano le concorrenti per Kabak, ora si sarebbero inserite anche Crystal Palace e Leicester, oltre al Manchester United e Liverpool. Ecco perché si continua a considerare in pole Simakan dello Strasburgo, che però non ha più un prezzo così abbordabile per uno che non è mai stato preso in considerazione dalla nazionale francese, e poi c’è Lovato, di cui lo stesso Juric dice: “Ha grandissime qualità e le deve sviluppare bene” e poi “In questo momento gli altri mi danno un po' più di sicurezza” e ancora: “farà il suo percorso".

Tutto questo fa capire che non si può pagare 25 milioni un ragazzo che possiede qualità, ma non gioca e deve fare ancora il suo percorso. È meglio Magnani, perché quando oggi si spendono cifre che vanno da 20 a 25 milioni non si può acquistare solo la prospettiva (Piatek e Paquetà insegnano), anche perché poi si ha il problema di come venderli. Si deve stare, quindi, un po' calmi e vedere di trovare soluzioni meno costose e più funzionali, rimandando tutto alla prossima estate.


Le opportunità si riducono in possibili scambi e in merito a questo sembra si sia aperto un asse di mercato con il Torino, e dall’iniziale scambio tra Meité e Krunic è stato coinvolto anche il difensore Nkoulou. Ai margini del progetto di Giampaolo, il nazionale camerunense ha 30 anni e gode di una buona esperienza (259 gare) nel campionato francese con OM e Monaco, anche in granata ha disputato 112 presenze e in caso di necessità può giocare davanti alla difesa. Un giocatore di 30 anni però non rientra nei piani di Elliott, per cui si tratterebbe proprio di una situazione d’emergenza. È sicuramente molto più in condizione di Musacchio e più esperto di Duarte, ma non viene per migliorare la squadra, e per quanto riguarda Musacchio ha avuto offerte dal Genoa e da alcuni club turchi, ma il difensore non è intenzionato a lasciare il Milan a gennaio e pertanto dovrebbe andare via a giugno a zero.


Nel bel mezzo del mercato si acuisce la sofferenza a centrocampo, con l’espulsione di Tonali la coperta corta è diventata un telo bagno, e ci sottolinea sempre di più quanto sta diventando importante intervenire in questo reparto. Credo che forse anche se si scambia Krunic con un altro calciatore, qualcuno da tenere in panchina serve proprio numericamente. A mio avviso serve un altro profilo giovane o navigato, ma un altro serve, perché si deve tenere in considerazione che tra squalifiche ed infortuni, più l’Europa League, è meglio essere in cinque a centrocampo.

Forse è il caso di stringere per Soumarè, che fra l’altro nel Lille non è titolare inamovibile, oppure per il 19enne del Tolosa Koné, promosso dallo scouting milanista e possibile operazione low cost.

I numeri in difesa, invece, bene o male ci sono. A centrocampo si sta scoprendo che la squadra è contatissima. Non farei l’errore di bloccare la crescita di Pobega riportandolo adesso a Milanello, semmai occorrerebbe un giocatore che qualcuno ha in sovrannumero e che sia allenato, un po' come il Borini dello scorso anno. Il 34enne Schone, per esempio, era legato alla trattativa con Krunic e Meité, ma visto che ha rescisso da poco potrebbe essere lui il quinto in mediana.



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